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            Batteri resistenti agli antibiotici in ortaggi e insalate? L’allarme di uno studio tedesco

            Close up of lettuce leaves being washed in the sink with splashing water

            Secondo uno studio del Julius Kühn Institute, i cui risultati sono stati comunicati in una nota congiunta con l’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio, tra i batteri potenzialmente riscontrabili negli ortaggi e nelle insalate ci sarebbero anche alcune specie resistenti agli antibiotici. Si tratta di batteri generalmente presenti nel suolo, nel letame, nei fanghi di depurazione e nei corsi d’acqua. Per i ricercatori sarà indispensabile continuare nella ricerca per riuscire a comprendere i reali rischi ai quali vengono esposti i consumatori. Ad ogni modo si raccomanda di sciacquare bene gli ortaggi prima del consumo. Al contrario di quanto lascerebbero intendere alcune notizie apparse in rete in questi giorni, lo studio non ha preso in esame le insalate in busta di quarta gamma, che peraltro vengono già abbondantemente lavate

             

            Dalla Redazione

             

            insalate

            Uno studio recente del Julius Kühn Institute (JKI), in Germania, pubblicato sull’edizione di ottobre 2018 di mBio (rivista della Società americana di microbiologia), fa alzare la soglia di attenzione sui batteri potenzialmente presenti negli ortaggi e nelle insalate. Un gruppo di lavoro guidato dal professor Kornelia Smalla del JKI focalizza l’attenzione sul fatto che la contaminazione microbiologica possa includere anche batteri resistenti agli antibiotici. Qui la ricerca pubblicata da mBio. Questo tipo di batteri resistenti agli antibiotici, si legge nella nota che ha fatto scattare l’allerta, si trovano nel letame, nei fanghi di depurazione, nel suolo e in corsi e bacini d’acqua.

             

            Per effettuare le analisi, il gruppo di lavoro ha acquistato insalate miste, rucola e coriandolo (prezzemolo cinese) nei supermercati tedeschi. I campioni sono stati esaminati per determinare la presenza di batteri di Escherichia coli resistenti alla sostanza attiva tetraciclina. Questo perché gli antibiotici tetraciclini sono utilizzati nell’allevamento di bestiame, dove possono promuovere lo sviluppo e la propagazione di batteri resistenti in organi come l’intestino. Questi batteri e una parte degli antibiotici vengono espulsi e quindi trovano la loro strada sui campi attraverso fertilizzanti organici come il letame.

             

            Sostanzialmente gli animali da allevamento intensivo vengono imbottiti di antibiotici in via preventiva, dovendo vivere in condizioni spesso estreme. Gli antibiotici finiscono nelle loro feci e i batteri in esse contenuti sviluppano una resistenza. Il liquame e il letame che esce dagli allevamenti finiscono poi nei campi come fertilizzante organico. “Il preoccupante ritrovamento di questo tipo di batteri sui vegetali è in linea con i riscontri avvenuti su altri cibi – dichiara nella nota Andreas Hensel, presidente dell’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio – stiamo cercando di valutare che cosa significhi in termini di rischio per i consumatori”.

             

            “Come precauzione – conclude la nota senza dire in realtà nulla di nuovo – il consiglio degli esperti è quello di lavare accuratamente le verdure crude, le insalate e le erbe fresche. Inoltre, il lavaggio delle verdure e insalate è particolarmente consigliato per alcune categorie di persone, come ad esempio le donne incinte e le persone con le difese immunitarie basse. Le persone che hanno subito un intervento chirurgico da poco, oppure pazienti che sono in cura di farmaci chemioterapici, sono persone che hanno le difese immunitarie molto abbassate e di conseguenza si deve fare particolare attenzione”.

             

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