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                      Biologico, nel 2024 cresce la spesa in Gdo. L’ortofrutta guida il carrello

                      Nel 2024 la spesa bio in Gdo cresce del 2,9%, trainata ancora dall’ortofrutta, che rappresenta il 42,8% dello scontrino biologico. Pur in lieve calo rispetto al 2023, il comparto si conferma centrale grazie a un’offerta stagionale favorevole e a una moderata flessione dei prezzi. La Gdo resta il principale canale di vendita (64,7%), con i discount in forte crescita (+10,2%): tutti i dati nell’ultimo report Ismea-NielsenIQ

                      Dalla Redazione

                      Biologico

                      Nel 2024 il comparto biologico continua a consolidare la sua presenza nella grande distribuzione organizzata, rafforzando un trend positivo avviato nel triennio precedente. Secondo il più recente report Ismea-NielsenIQ, gli acquisti domestici di prodotti biologici nel retail hanno raggiunto un valore complessivo di 3,96 miliardi di euro, registrando un incremento del +2,9% rispetto al 2023. Una crescita che, seppur più contenuta rispetto al +5,4% dell’anno precedente, evidenzia la tenuta del segmento in un contesto macroeconomico ancora influenzato dall’inflazione e dall’incertezza dei consumi.

                      L’ortofrutta bio vale il 43,8% dello scontrino

                      La composizione del carrello biologico nel 2024 conferma una netta prevalenza delle referenze fresche e l’ortofrutta si conferma anche per il 2024 il comparto trainante del biologico in Gdo. La frutta (24,2%) e gli ortaggi (18,6%) rappresentano insieme il 42,8% della spesa complessiva bio, seguiti dai prodotti lattiero-caseari (22,2%) e dai derivati dei cereali (11,2%). Quote più contenute ma comunque significative per uova fresche (4,6%), bevande analcoliche (3,2%) e oli e grassi vegetali (2,5%).
                      Nonostante la quota dell’ortofrutta sia leggermente diminuita rispetto all’anno precedente (quasi due punti percentuali in meno), il comparto continua a essere strategico per il biologico in Gdo, sia in termini di incidenza sul totale della spesa, sia come indicatore della sensibilità dei consumatori verso scelte alimentari più sostenibili e salubri.

                      Dal punto di vista della dinamica dei volumi, nel 2024 si registra un aumento degli acquisti di frutta e ortaggi trasformati, che figurano tra le categorie che hanno maggiormente contribuito alla crescita quantitativa del biologico. Dopo un periodo di sostanziale stagnazione, il carrello bio mostra una ripresa degli acquisti in volume, con una crescita superiore rispetto a quella in valore, a conferma di una dinamica generalmente più contenuta dei prezzi medi allo scaffale per molti prodotti biologici.

                      I canali in evoluzione

                      La grande distribuzione rimane il principale canale di vendita del biologico, veicolando nel 2024 il 64,7% delle vendite totali. Il retail raggiunge un fatturato di 2,5 miliardi registrando un incremento degli incassi di biologico di oltre 78 milioni (+3,2%) sull’anno precedente, il più alto in termini assoluti tra i canali distributivi. All’interno di questo scenario, i discount si segnalano come il canale a più alta crescita, con un incremento del +10,2% rispetto al 2023 e una quota di mercato che si avvicina al 15%. Un dato rilevante, che evidenzia l’evoluzione della domanda bio anche in contesti di consumo più orientati alla convenienza.
                      Nonostante la tenuta di alcune referenze nei negozi specializzati – in particolare nei comparti del latte e derivati, dell’ortofrutta e del miele – il canale tradizionale continua a perdere quota, scendendo al 20,4% e segnando una flessione di oltre un punto percentuale rispetto all’anno precedente.

                      Tendenze merceologiche e confronto con il convenzionale

                      Nel confronto tra biologico e paniere agroalimentare convenzionale, il 2024 segna un punto di discontinuità: per la prima volta dopo due anni di contrazione, la crescita del bio supera quella complessiva del settore agroalimentare (+2,9% vs +0,9%). Questa inversione è particolarmente visibile in alcune categorie: gli oli e grassi vegetali registrano un +31,8% in valore (contro il +15,6% dell’agroalimentare totale), seguiti dalle uova fresche (+10,4% contro +2,6%). L’analisi per comparti conferma, tuttavia, alcune difficoltà in specifiche categorie biologiche: salumi (-19,1%), carni (-3,5%), vini e spumanti (-1,6%) e derivati dei cereali (-1,2%) risultano in flessione. Va comunque sottolineato come per molte di queste referenze la contrazione si rispecchi anche nel mercato convenzionale.

                      Geografia del bio

                      Dal punto di vista territoriale, la crescita del biologico si manifesta in tutte le macro-aree, con performance particolarmente positive nell’area Centro Italia e Sardegna, che segna un incremento del +6,6% rispetto al 2023, raggiungendo un fatturato di 9,4 milioni di euro. Il Nord Italia continua a rappresentare il principale bacino di consumo, con una quota vicina al 50% del totale, pur evidenziando un lieve calo in termini di incidenza.

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