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Il presente e il futuro di burger, insalate e pl, per Battagliola di La Linea Verde


Abbiamo incontrato Andrea Battagliola al PLMA di Amsterdam di metà maggio, la fiera dedicata alla private label, dove La Linea Verde per la prima volta si è presentata come espositore con tutto il suo portafoglio prodotti, fatto di insalate pronte, burger vegetali, zuppe fresche e i nuovissimi estratti, a marchio Dimmidisì o del distributore. Con l’occasione gli abbiamo posto tre domande su cosa ci possiamo aspettare per il prossimo futuro e l’impressione è che la crescita della quarta gamma in Italia sia, oggi, soprattutto nelle mani dalla grande distribuzione. La parola chiave è category management, un’opportunità che se colta potrebbe dare nuove soddisfazioni ai consumatori, ai distributori e ai produttori

 

di Eugenio Felice

 

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Andrea Battagliola, direttore commerciale di La Linea Verde, al PLMA (Copyright: Fm)

Burger vegetali, li lanciaste un anno fa, in occasione di Cibus 2016, come ha risposto il mercato? Quale secondo voi il reparto ideale, considerando che recentemente Esselunga li ha spostati dal reparto ortofrutta alla gastronomia?

La scommessa per noi è stata vinta, perché il prodotto, sviluppato su cinque referenze di cui due fatte di mini burger, si è dimostrato il migliore sul mercato, in totale coerenza con la nostra proposta di qualità che punta alla fidelizzazione. Abbiamo voluto proporre dei burger vegetali che fossero anche buoni e questo ha pagato. Quindi possiamo dire di essere soddisfatti. Ora puntiamo a raggiungere un maggior numero di catene distributive, convinti che il collocamento ideale e naturale sia quello del reparto ortofrutta. È in quel reparto che i burger performano meglio, con vendite incrementali, intanto perché c’è più passaggio, poi perché è un prodotto fresco, facile e vegetale, coerente quindi con quel reparto. In gastronomia si riduce la visibilità. Piuttosto risulta funzionare la vendita in entrambi i reparti, come hanno dimostrato i test svolti in Coop Italia.

 

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Zuppe fresche Dimmidisì in mostra al PLMA (Copyright: Fm)

Insalate di quarta gamma. Il mercato interno può cresce ancora nei prossimi anni?

Dopo alcuni anni di consolidamento il mercato italiano sta dando dei segnali di ripresa. L’Italia è già, con il Regno Unito, il mercato più importante d’Europa in termini di fatturato. Può sicuramente crescere ancora lavorando su qualità e innovazione. Parliamo ad esempio delle insalatone arricchite in ciotola per cui abbiamo vinto il premio “prodotto dell’anno”. È un segmento che cresce a doppia cifra, che vale circa 20 milioni di fatturato al consumo, e di cui siamo leader con una market share vicina al 40 per cento. Un segmento su cui continuiamo a investire: per la prima volta i piatti unici sono i protagonisti di uno spot televisivo sulla rete La 7: la campagna è iniziata il 7 maggio e si è conclusa il 27 maggio. L’innovazione passa anche da periodici aggiornamenti e arricchimenti della gamma. Un esempio è la linea benessere, che sta andando molto bene, oppure l’inserimento del kale in numerose referenze.

 

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Buste a private label Delhaize (Copyright: Fm)

Passiamo al tema grande distribuzione. Ci troviamo ora al PLMA di Amsterdam, fiera dedicata alla private label. Può crescere ancora in Italia la PL? Su cosa dovrebbe lavorare la Gdo per far crescere la categoria?

È stata una due giorni di incontri interessanti con buyer di catene distributive europee dove intendiamo crescere. Il bilancio è positivo, abbiamo riscontrato notevole interesse in particolare per le zuppe fresche, per gli estratti freschi che abbiamo appena messo sul mercato e per le nostre insalatone arricchite, in particolare la linea benessere. La private label oggi in Italia vale nella quarta gamma il 65 per cento del mercato, percentuale che si rispecchia anche all’interno di La Linea Verde. Difficilmente può crescere ancora. Marca del produttore e marca del distributore hanno e dovrebbero avere sempre più un ruolo complementare a favore dell’evoluzione del banco frigo dell’ortofrutta e delle sue performance. La sfida del futuro del comparto è da vincere insieme, mettendo al centro il consumatore e le sue esigenze. È necessario dare il giusto spazio all’innovazione e fare progetti di category che aiutino anche a semplificare la lettura dello scaffale.

 

Copyright: Fruitbook Magazine

 





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