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            Coronavirus, caos al Brennero. La Croazia chiude la frontiera. Export in ginocchio

            Coda-mezzi-Brennero

            Coda di mezzi pesanti in direzione Brennero

            Coda-mezzi-Brennero

            Coda di mezzi pesanti in direzione Brennero

            ++AGGIORNAMENTO ALLE 12.00 DEL 13 MARZO 2020: la situazione al Brennero si è normalizzata. Il traffico merci, nonostante i controlli, procede regolarmente.++

            Situazione disastrosa al Brennero tra l’11 e il 12 marzo a seguito della decisione dell’Austria di controllare la temperatura di tutti gli autisti dei camion in ingresso e transito nel Paese. La misura rientra nelle azioni intraprese dal governo austriaco nell’ambito dell’emergenza sanitaria conseguente alla diffusione del coronavirus Covid-19. Il problema maggiormente evidenziato è che dall’11 marzo mattina è stato attrazzato un unico punto di controllo con due infermieri, troppo poco per la mole di traffico in transito. Questa situazione ha causato una coda di autoarticolati che è arrivata a 90 chilometri creando problemi di sicurezza e disagio tali per cui l’Autostrada del Brennero ha preso la decisione drastica di chiudere, dalla mattina del 12 marzo, la carreggiata nord al traffico pesante.

            I trasportatori che abbiamo contatto ci hanno riferito di un ritardo nelle consegne che arriva alle 24 ore. Precisiamo che il valico non è mai stato chiuso, possono transitare le merci così come le automobili, ma senza sostare in Austria. Per dare un’idea sull’impatto dei controlli, diciamo che mercoledì 11 marzo le autorità austriache hanno fatto passare circa duemila camion, contro una media giornaliera tra 4 e 5 mila e – secondo quanto riportato dall’Ansa – hanno chiesto in media un minuto e mezzo a camion per il controllo sanitario. La questione è però diventata un caso diplomatico. Confindustria ha chiesto al Governo e alla Commissione Europea di intervenire urgentemente e con decisione sul governo austriaco per far cessare. La situazione dovrebbe normalizzarsi non prima di venerdì 13 marzo.

            +++ Alcuni gruppi distributivi polacchi come Carrefour sospendono le forniture di ortofrutta dall’Italia (leggi qui) +++

            Quello austriaco non è però l’unico fronte aperto: la Croazia ha chiuso le frontiere con l’Italia anche al traffico merci e lo stesso ha fatto la Slovenia. “Sui nostri prodotti alimentari bloccati nella notte ai confini con la Croazia, dopo aver sventato in parte il rischio del blocco per quelli alla frontiera del Brennero, abbiamo già attivato la nostra rete diplomatica. Le ulteriori segnalazioni giunte in queste ore dalle associazioni di categoria dal Gruppo Veronesi e altri importanti player sono fin troppo eloquenti”, ha fatto sapere la ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova, precisando: “Siamo al lavoro insieme ai ministeri della Salute e dei Trasporti perché le nostre merci e i nostri prodotti alimentari non siano penalizzati da richieste e comportamenti irricevibili”.

            La conferma arriva da alcuni esportatori interpellati. Alcuni gruppi distributivi, come Lidl Hrvatska, hanno inviato il 12 marzo una e.mail a tutti i fornitori italiani avvisando che gli ordini in corso saranno stornati e che per le prossime settimane non sarà inviato più alcun ordine. La scelta della Crazia e della Slovenia è radicale: al 12 marzo nessuna persona può entrare nei Paesi dall’Italia, nemmeno le merci, chiunque entra viene messo in quarantena. La situazione è in rapida evoluzione, le misure adottate da Croazia e Slovenia per contenere il coronavirus Covid-19 potrebbero essere adottate anche da altri Paesi dell’Europa dell’Est (l’Ungheria avrebbe adottato le stesse misure). Gli esportatori lamentano già un grave danno per l’ortofrutta e più in generale per l’agroalimentare made in Italy.

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