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                      Eataly cambia padrone: Farinetti & co cedono la maggioranza a Investindustrial

                      Investindustrial del finanziere Andrea Bonomi acquisisce il 52% di Eataly, la creatura di Oscar Farinetti, che dallo scoppio della pandemia non naviga in buone acque finanziarie. La catena del food di alta gamma – che nel 2021 ha chiuso due store in Italia – ora ha nuova boccata d’aria grazie a un aumento di capitale di 200 milioni di euro, che le permetterà di sanare il suo debito e di premere nuovamente l’acceleratore sullo sviluppo globale. In attesa di conoscere il nuovo Ceo, Nicola Farinetti abbandona il timone per diventare presidente di Eataly e dedicarsi, rivela, allo “sviluppo creativo”, con l’intenzione di “moltiplicare nel mondo i format più piccoli di Eataly”

                      Dalla Redazione

                      Eataly, la celebre azienda di ristorazione e food retail nata dalla visione di Oscar Farinetti di vendere “cibi alti”, cambia padrone. La famiglia Farinetti infatti si appresta a cedere la maggioranza delle azioni a Investindustrial, fondo di investimento guidato dal finanziere Andrea Bonomi, che con il 52% delle quote ora diventerà il principale azionista.

                      La catena piemontese – il quartier generale è a Monticello d’Alba (Cuneo) e il cuore a Torino, dove nel 2007 ha aperto il suo primo punto vendita – oggi è presente con 44 negozi in 15 Paesi tra cui Stati Uniti, Emirati Arai, Giappone e Brasile, e un fatturato atteso nel 2022 pari a circa 600 milioni di euro. Tuttavia dal punto di vista finanziario non naviga in buone acque già da diverso tempo. Dallo scoppio della pandemia, in particolare, quando le chiusure e le limitazioni hanno portato a un crollo dei fatturati, in Italia e all’estero, portando l’azienda alla chiusura di due punti vendita nel 2021 (Bari e Forlì), a una riduzione occupazionale e a un ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali.

                      Ora con l’ingresso di Bonomi, il finanziere che in Piemonte ha acquisito anche i sistemi di chiusure per bevande di Guala Closures, arriva nuova boccata d’aria per Eataly, che sana il suo debito e torna a guardare allo sviluppo su scala globale. L’operazione, nello specifico, avverrà attraverso un aumento di capitale di 200 milioni di euro e un concomitante acquisto da parte di Investindustrial di una parte delle quote detenute dai soci storici – Eatinvest (famiglia Farinetti), la famiglia Baffigo / Miroglio e Clubitaly (Tamburi Investment Partners) – che insieme possiederanno complessivamente il restante 48% del capitale, come riporta Ansa. Grazie all’aumento di capitale verrà di fatto azzerato l’indebitamento finanziario netto della società in modo tale da massimizzare la flessibilità finanziaria necessaria per accelerare dell’espansione anche all’estero.

                      Eataly Bonomi Farinetti

                      A sinistra il finanziere Andrea Bonomi e a destra Nicola Farinetti, ora presidente di Eataly

                      “Eataly rappresenta un player unico che la famiglia Farinetti, grazie alla sua visione e capacità imprenditoriale, ha guidato nella rivoluzione del concetto di cibo italiano di alta qualità in tutto il mondo”, dichiara Bonomi all’Ansa.

                      “Abbiamo tanti progetti in Nord America, ma siamo pronti a cogliere tutte le opportunità che si presenteranno in Europa e in Italia. Siamo aperti al mondo. E non abdichiamo alla nostra filosofia, abbiamo trovato un partner con la nostra stessa visione del mondo” spiega dal canto suo Nicola Farinetti, che lascerà la carica di amministratore delegato per diventare presidente della società. Figlio del patron Oscar, Farinetti jr è “l’americano”, quello che ha studiato e vissuto 10 anni negli Usa per poi aprire a New York il primo Eataly a stelle e strisce. Lui, che si definisce scherzosamente “la pecora nera della famiglia, che ama la birra quando tutti preferiscono il vino”, confessa di non avere mai capito suo padre. “Agli inizi dubitavo che quell’idea di vendere alti cibi avrebbe potuto garantirmi un lavoro – rivela al Corriere di Torino – . E invece mi sono ritrovato ad aprire gli Eataly negli Usa”.

                      Chi sarà il nuovo amministratore delegato di Eataly? L’informazione è ancora top secret. “Arriverà un manager bravissimo – annuncia Nicola Farinetti -. Io nel mio nuovo ruolo avrò più tempo di occuparmi di sviluppo creativo. Vogliamo moltiplicare nel mondo i format più piccoli di Eataly”. E intanto rassicura sul fatto che l’operazione non porterà alcun cambiamento per la rete italiana e che non ci saranno contraccolpi sull’occupazione. Al contrario, infatti, l’aumento di capitale è volto a supportare la crescita di Eataly, sia tramite l’espansione dei flagship stores su scala globale, sia tramite lo sviluppo di nuovi formati 1.000-1.500 mq, anche in città più piccole, sia in Italia che all’estero.

                      Infine, la domanda che tutti si pongono: Oscar Farinetti che farà? “Mio padre ha preso sul serio il ricambio generazionale – rivela in conclusione Farinetti jr al Corriere di Torino -. Certamente non starà fermo, oggi scrive libri, si occupa di eventi culturali”.

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