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            Esselunga diventa “food company”. Anche il 2019 sarà un anno di crescita

            Esselunga, catena della Gdo lombarda per eccellenza e primo supermercato nella storia del nostro Paese, decide di presentarsi sul piccolo schermo con una campagna istituzionale ad hoc in onda in questi giorni, e lo fa puntando sulla sua importante componente produttiva. Esselunga oggi – che può contare su quattro poli industriali dalla Lombardia alla Food Valley di Parma per una produzione complessiva annuale di oltre 50mila tonnellate di specialità e piatti pronti – è una vera e propria “food company” e può venire incontro alle esigenze dei consumatori di oggi, sempre più frettolosi ma attenti alla qualità. Intanto il gruppo annuncia di proseguire nel suo percorso di crescita: nel primo semestre 2019 le vendite superano i 4 miliardi, +2,9% sullo stesso periodo del 2018

            di Massimiliano Lollis

            Esselunga

            Un frame del nuovo spot di Esselunga

            Esselunga come food company. La catena della Gdo fondata da Bernardo Caprotti e primo supermercato italiano, ha deciso di puntare su questo aspetto per la nuova campagna istituzionale “Esselunga, più la conosci, più ti innamori” firmata Armando Testa e in onda da qualche giorno sui principali canali televisivi. Il messaggio è per l’appunto quello di non essere semplicemente un distributore, ma anche un produttore diretto di gastronomia e piatti pronti di qualità: un ruolo che svolge da tempo e che oggi decide di evidenziare anche per far fronte ad una competizione quanto mai accesa sul campo della grande distribuzione organizzata. 

            A guidare il nuovo corso di Esselunga è Sami Kahale, attuale direttore generale di Esselunga, che entro la fine del 2019 succederà all’attuale amministratore delegato Carlo Salza, prossimo presidente della catena. “Prima di arrivare qui — spiega Kahale al Corriere della Sera — anche io avevo sempre pensato a Esselunga solo come a una catena di riferimento della grande distribuzione. Ma una volta in azienda, nel 2018, ho scoperto un grande patrimonio di eccellenze produttive che andava assolutamente valorizzato: 230 ricette fresche di gastronomia, oltre a un vasto assortimento di prodotti di pasticceria, pesce e carne selezionati con le migliori materie prime per una qualità top. Un esempio su tutti, le bacche di vaniglia del Madagascar che utilizziamo per la crema”.

            Sono quattro i poli industriali dell’insegna che complessivamente produce oltre 50mila tonnellate di specialità e piatti pronti l’anno. Il polo di Limito di Pioltello (Milano) – con una superficie di 25mila mq – è dedicato alla produzione di gnocchi, piatti pronti di gastronomia, tartine, sughi e pasticceria per un totale annuo di 14mila tonnellate di merce, quasi 300 referenze. Sempre a Limito vengono lavorate le carni bovine, suine e ovine mantenendo il modello di una lavorazione tradizionale anche tramite l’utilizzo di celle a temperatura e umidità controllate per la frollatura delle carni bovine.

            Nel polo novarese di Biandrate è invece attivo uno stabilimento specializzato nella lavorazione dei prodotti ittici freschi, con un’area dedicata alla preparazione del sushi secondo la migliore tradizione giapponese. Infine lo stabilimento di Parma, situato nella “Food Valley italiana”, operativo dal gennaio 2013 con una superficie totale di 37mila metri quadri: “sforna” ogni anno 160 diversi tipi tra prodotti da forno e pasta fresca – tutto rigorosamente firmato Made in Parma – Food Valley – per un totale di 15mila tonnellate l’anno.

            Esselunga

            Alcuni piatti pronti preparati da Esselunga (Foto: Esselunga)

            La scelta di Esselunga di enfatizzare il proprio ruolo di food company si basa sui numeri. Il consumo di piatti pronti è in effetti uno dei maggiori trend in crescita di questo periodo: negli Stati Uniti certamente, ma anche in Italia dove, stando all’ultimo report Ismea su dati Nielsen, le vendite di piatti pronti sarebbero in aumento del 13%. Come osserva Il Sole24 Ore, se a questo si aggiunge che le specialità gastronomiche e i piatti pronti oggi vengono venduti a prezzi al chilogrammo nettamente superiori rispetto ai beni del largo consumo confezionato e al fresco, è facile capire perché Esselunga e altre catene della Gdo stiano puntando in quella direzione. Per fare alcuni esempi, le vaschette di sushi vengono vendute ad un prezzo che oscilla tra i 18 e i 34 euro al kg, le fajitas 27, il cous cous di pesce oltre 15 euro. 

            Prezzi che oggi il consumatore medio è spesso disposto ad accettare per la comodità e il risparmio nei tempi di preparazione: scelte di consumo che si traducono in margini decisamente appetibili per le catene della Gdo. Sempre come osservato da Il Sole24 Ore, Esselunga – che nel primo semestre 2019 ha registrato vendite per 4.025 milioni, +2,9% sullo stesso periodo del 2018 – oggi può vantare vendite per metro quadro di superficie di 18 mila euro al lordo dell’Iva, circa il triplo della media italiana e più del doppio delle migliori catene estere. 

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