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                      Export mele, record storico: l’Italia supera Usa e Cina e guida il mercato mondiale

                      Nella campagna 2024/25 l’Italia diventa primo esportatore mondiale di mele, superando Stati Uniti e Cina. Volumi e saldo commerciale segnano livelli record, trainati dall’Europa e dai mercati extra UE. Per il 2025/26 prospettive positive, qualità elevata e segnali incoraggianti dalla logistica internazionale

                      Dalla Redazione

                      export mele Italia

                      Nella campagna melicola appena conclusa (2024/25) l’Italia ha conquistato la prima posizione tra gli esportatori mondiali, superando Stati Uniti e Cina. La campagna 2025/26 è partita sotto i migliori auspici e la riapertura, seppur ancora parziale, del Canale di Suez rappresenta un segnale incoraggiante per il prosieguo della stagione commerciale delle mele italiane.

                      A dirlo è l’ultimo report “Tendenze” di Ismea, pubblicato il 22 dicembre, che ha un focus dedicato al comparto mele: questo frutto si conferma il prodotto ortofrutticolo con il miglior saldo della bilancia commerciale grazie ad esportazioni per quasi 1,2 miliardi di euro (+19% rispetto alla campagna precedente) che rappresentano una quota del 16% delle esportazioni mondiali. Questo risultato straordinario è arrivato grazie all’esportazione di oltre 1 milione di tonnellate di mele con una crescita dei volumi spediti dall’Italia del 24%.

                      Tra i mercati di sbocco, al primo posto si conferma la Germania, con una quota del 30% del valore totale e crescite del 26% dei volumi e del 23% degli introiti rispetto alla campagna precedente; secondo posto per la Spagna, mentre il terzo sbocco è rappresentato dall’Arabia Saudita.

                      Il contesto europeo

                      Per la campagna 2025/26 la produzione europea di mele è stimata da WAPA a poco meno di 11 milioni di tonnellate (+5% rispetto alle previsioni estive), grazie a condizioni climatiche più favorevoli che hanno migliorato calibro e colorazione delle varietà medio-tardive. L’aumento riguarda soprattutto la Polonia, seguita da Germania e, in misura minore, Belgio, Paesi Bassi e Francia. Nel quadro globale degli scambi, pari a circa 7 milioni di tonnellate, l’Italia si conferma protagonista assoluta.

                      Situazione produttiva in Italia

                      In Italia le superfici melicole restano sostanzialmente stabili intorno ai 54 mila ettari, con una forte concentrazione nel Nord e un ruolo distintivo della Campania con l’Annurca. Per il 2025 Assomela stima una produzione di 2,32 milioni di tonnellate, in linea con il 2024 e superiore alla media triennale. Alto Adige e Trentino guidano il raccolto nazionale, con una qualità complessivamente molto buona e un aumento delle quantità destinate al mercato del fresco. In calo la produzione biologica (-6%). Sul fronte varietale la Golden Delicious si conferma la cultivar di riferimento, seguita da Gala e dal gruppo Granny Smith, Fuji e Red Delicious; continua inoltre a crescere il peso delle nuove varietà, che superano complessivamente le 300 mila tonnellate.

                      Export mele: record storico per l’Italia

                      Tra i prodotti ortofrutticoli italiani, la mela si conferma quello con il miglior saldo della bilancia commerciale. Nell’ultima campagna, da agosto 2024 a luglio 2025, l’Italia ha registrato un avanzo record di 1.146 milioni di euro, grazie all’esportazione di 1.068 milioni di kg di mele. Si tratta di un volume storico, secondo soltanto ai 1.086 milioni di kg esportati nella campagna 2016/17. Rispetto alla stagione precedente, il saldo commerciale è aumentato del 19%, raggiungendo il livello più elevato di sempre. Questo risultato è dovuto esclusivamente alla crescita dei volumi esportati (+24%), mentre il prezzo medio all’export è diminuito di 4 centesimi al chilo (-3,7%).
                      Grazie a questi numeri, l’Italia ha conquistato la prima posizione tra gli esportatori mondiali, superando Stati Uniti e Cina.

                      Il valore del prodotto esportato è cresciuto del 5%

                      Nella campagna 2024/25, in termini di valore, le esportazioni italiane sono state dirette per il 65% verso i Paesi dell’Unione Europea e per il 35% verso i mercati extra UE. Le vendite nell’area UE sono cresciute del 22%, mentre quelle verso i mercati extra UE hanno segnato un aumento più contenuto (+14%), penalizzate dalle performance negative di Brasile e Regno Unito. Il confronto con la media delle ultime tre campagne evidenzia incrementi a doppia cifra per saldo commerciale (+30%) e volumi esportati (+24%), il prezzo del prodotto esportato è cresciuto del 5%.

                      export mele Italia

                      I mercati di sbocco delle mele italiane

                      La Germania si conferma il primo mercato di destinazione, con una quota del 30% del valore totale e un incremento del 26% nei volumi e del 23% negli introiti rispetto alla campagna 2023/24. Segue la Spagna, stabile al secondo posto con una quota dell’11%, in aumento del 9% su base annua e del 32% rispetto alla media triennale.
                      Al terzo posto si colloca l’Arabia Saudita, in crescita del 10% rispetto alla campagna precedente e del 6% rispetto al triennio. In quarta posizione figura il Brasile che, pur registrando un calo del 14% sull’ultimo anno, mostra un aumento del 54% rispetto alla media triennale. Quinto il Regno Unito, in lieve flessione (-5% sull’anno, -1% sul triennio). Da segnalare il forte avanzamento dell’Egitto, che balza dal dodicesimo al sesto posto grazie a un incremento record del 171%. Israele scende al settimo posto, pur mantenendo una crescita significativa (+22% sull’anno e +53% sul triennio).
                      I Paesi Bassi scivolano all’ottavo posto, pur registrando un incremento del 25% rispetto alla campagna precedente e del 41% sul triennio. Tra gli altri mercati dinamici spiccano Repubblica Ceca, Austria, Emirati Arabi e Romania. In ripresa anche l’India, che cresce del 18% sull’anno pur restando il 35% sotto i livelli medi triennali. La campagna 2024/25 ha fatto segnare volumi esportati superiori alla media in ogni mese, con picchi eccezionali nei mesi di gennaio e maggio 2025.

                      L’import di mele

                      Sul fronte delle importazioni, l’Italia ha acquistato 28,4 milioni di kg di mele nella campagna 2024/25, un valore allineato agli ultimi tre anni e in crescita del 9% rispetto alla campagna precedente. Il prezzo medio ha risentito delle dinamiche del mercato globale, aumentando di circa 3 centesimi al chilo rispetto alla campagna precedente, fino a raggiungere 0,96 €/kg.
                      Per quanto riguarda i mercati di approvvigionamento, circa il 70% della spesa totale riguarda prodotti provenienti dall’Unione Europea, mentre il 30% è riferito a Paesi extra UE. Una parte significativa delle importazioni dai Paesi Bassi deriva però da triangolazioni di prodotto originario dell’emisfero australe.
                      Nell’ultima campagna, la Francia è risultata il primo fornitore dell’Italia, mentre il Cile si è confermato il principale fornitore extra UE, con una quota del 28% del valore complessivo delle importazioni. Seguono Germania (12%), Slovacchia (6%), Polonia e Spagna (5% ciascuna). Il flusso mensile di importazioni varia stabilmente tra 2 e 5 milioni di kg, con picchi ricorrenti nei mesi di ottobre e novembre.

                      Acquisti domestici in lieve calo

                      I dati Ismea-NIQ degli acquisti di mele – sia sfuse sia confezionate – per il consumo domestico della campagna commerciale 2024/25 (da agosto a luglio) evidenziano una lieve riduzione (-3%) rispetto alla campagna precedente. Di contro, il prezzo medio al dettaglio è cresciuto del 2%. La spesa delle famiglie è diminuita dell’1,3%.
                      Rispetto ai dati degli acquisti medi delle ultime tre campagne commerciali, si registra una piccola flessione delle vendite in quantità (-3%) mentre la spesa è cresciuta del 5%.

                      Prospettive positive per la stagione 2025/26

                      La campagna commerciale 2025/26 delle mele italiane è partita con un’impostazione positiva, confermando molte delle dinamiche favorevoli osservate nella precedente stagione. Dal punto di vista quantitativo, l’offerta nazionale di mele da tavola si colloca su livelli molto simili a quelli dell’ultimo anno, mentre il profilo qualitativo risulta complessivamente elevato, con una buona distribuzione dei calibri.

                      Sul fronte varietale, continua a crescere la disponibilità delle mele club (protette da brevetto varietale), elemento che consente una segmentazione più spinta dell’offerta e l’adozione di strategie di marketing maggiormente mirate.

                      Le vendite all’interno del sistema melicolo organizzato mostrano, sin dall’inizio della stagione, un andamento positivo, in particolare sul mercato italiano, con un ritmo di decumulo sostanzialmente allineato a quello dell’annata precedente. Anche le spedizioni verso i mercati extra UE procedono con buon dinamismo. Un segnale incoraggiante proviene dalla riapertura del Canale di Suez, lungo il quale sono tornati a transitare alcuni carichi dopo un periodo in cui la tratta era risultata quasi impraticabile, con importanti ripercussioni sui tempi logistici e sui costi di trasporto. Parallelamente, gli operatori del settore sono molto attivi nella ricerca di nuovi sbocchi sui mercati terzi, con particolare attenzione alle aree del Centro e Sud America.

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