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                      Foorban pronta a rivoluzionare la pausa pranzo in tutta Italia: ortofrutta al centro

                      “Work smart, eat smarter” è il claim di Foorban, startup nata a Milano nel 2016 e diventata, nel giro di pochi anni, uno dei player più innovativi nel settore del welfare aziendale e del food tech. Tra i suoi principali clienti figurano, oggi, colossi del calibro di EY, Fineco, ITA Airways, Hewlett-Packard, Italgas, SISAL, Coima, WPP e Decathlon: ma l’obiettivo, dopo il closing di un round di finanziamento da 2 milioni di euro, è raggiungere oltre 1000 aziende, in tutto il Paese, entro il 2028. L’ortofrutta è grande protagonista dei menù

                      di Maddalena De Franchis

                      Foorban Fridge founders

                      Marco Mottolese e Stefano Cavaleri

                      L’ultimo round di investimento – chiuso lo scorso gennaio e pari a 2 milioni di euro – è stato guidato da un pool di family office e dai soci che, da tempo, supportano quella che è ormai nota (in buona parte del Nord Italia e nella Capitale) come “la startup della pausa pranzo”. Già, perché Foorban – fondata nel 2016, a Milano, da Marco Mottolese (tuttora Ceo dell’azienda), Stefano Cavaleri e Riccardo Pozzoli – trova il proprio focus nell’offerta di soluzioni smart per rendere più semplice e sana la pausa pranzo in ufficio. E sono oltre 250 le aziende – da Wetacoo a Metro Italia, da Sisal a EY, fino a Vodafone – che hanno finora scelto di installare, nelle proprie sedi, i “Foorban Fridge”, frigoriferi intelligenti e regolarmente riforniti che, grazie a una app, permettono ai dipendenti delle aziende servite di scegliere, ogni giorno, fra 10 diversi piatti, pronti per essere consumati direttamente in ufficio.

                      Come funziona?

                      Il nostro chef e la nostra nutrizionista, Cecilia Dieci, elaborano un menu diverso ogni settimana – spiega Mottolese – adatto a tutte le esigenze alimentari. Piatti della tradizione italiana, vegani e vegetariani, piatti etnici, leggeri e pensati per chi fa sport: ne abbiamo per tutti i gusti”. Fin dalla sua nascita, infatti, la food tech company – prima nel suo genere nel nostro Paese – si ispira al cosiddetto “piatto di Harvard”. Il modello dietetico, così chiamato perché sviluppato dagli esperti di nutrizione dell’università di Harvard, fornisce indicazioni specifiche su quantità e tipo di alimenti da mettere nel piatto. Il classico piatto da portata è suddiviso in quattro sezioni: la prima metà del piatto è occupata, per la maggior parte, da verdure e, in una frazione più piccola, dalla frutta (sempre variando i colori); l’altra metà, invece, ci ricorda di assumere almeno ¼ di cereali integrali (vengono suggeriti riso, pasta o riso integrale, orzo, avena, quinoa, chicchi di frumento) e ¼ di proteine (pesce, pollame, legumi e semi oleaginosi, come le noci); ovviamente senza mai dimenticare i grassi buoni (olio extravergine d’oliva). «Pur rifacendoci ai principi di Harvard sul piatto unico bilanciato, manteniamo saldi i valori della cucina mediterranea – prosegue l’ad – il risultato sono piatti sani e completi, in grado di coniugare l’attenzione ai valori nutrizionali con le caratteristiche di freschezza, stagionalità e gusto».

                      Foorban Fridge

                      Esempi di menu

                      Tra i piatti proposti dall’azienda nel proprio sito web ufficiale (https://www.foorban.com) ci sono, ad esempio, le polpettine vegane con crema di piselli al curry, gli straccetti di pollo con riso integrale e crema di ceci, il pesce spada alla mediterranea con patate. Il sito dà anche la possibilità di compilare un form per richiedere una degustazione gratuita direttamente nel proprio ufficio. Da qualche anno, ad affiancare il core business dell’azienda sono nati anche programmi di “wellbeing aziendale” – dai workshop di educazione alimentare in ufficio a eventi di team building, dall’allestimento di food corner nelle aziende di grandi dimensioni ai servizi di caffetteria, con macchine di ultima generazione ed erogatori d’acqua – “confezionati su misura, qualunque sia la dimensione dell’azienda”, precisa ancora Mottolese.

                      Ortofrutta protagonista

                      Contorni di verdure, estratti di frutta e verdura con pressatura a freddo per mantenere intatte le proprietà organolettiche, frutta fresca selezionata in base alla stagionalità e consegnata direttamente in ufficio: l’ortofrutta riveste un ruolo importante nella visione Foorban. Tra i servizi aggiuntivi, l’azienda offre anche la consegna settimanale di una o più cassette, contenenti un mix di frutta e verdura di stagione. “Per l’erogazione del servizio scegliamo fornitori locali e materiali sostenibili”, sottolinea l’ad.

                      Foorban ortofrutta

                      Nel mirino oltre mille aziende entro il 2028

                      “Stiamo utilizzando le risorse del round di finanziamento per accelerare l’espansione in nuove regioni e province in Italia – prosegue il Ceo – nonché per l’apertura di nuovi hub logistici di prossimità, il potenziamento tecnologico degli smart fridge e il lancio di nuovi servizi, con l’obiettivo di completare l’offerta food&beverage per il mercato aziendale”. Foorban è finora attiva in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Roma. Ha chiuso il 2024 con 8 milioni di euro di fatturato, raggiungendo il break even finanziario e segnando una crescita annuale media del 100% nell’ultimo triennio. Attualmente impiega più di 100 dipendenti e si è posta un obiettivo di 30 milioni di fatturato, da raggiungere entro i prossimi 3 anni. “La nostra visione – dichiara infine Mottolese – è diventare un partner di wellbeing aziendale a 360 gradi per le Pmi italiane, accompagnandole nel loro percorso di miglioramento della qualità della vita dei dipendenti, a partire dall’educazione alla sana alimentazione e da un’esperienza digitale costruita intorno alle esigenze del dipendente. Grazie a questo nuovo round, puntiamo a raggiungere più di mille aziende entro il 2028, per un totale di 200mila persone e 15mila pasti serviti ogni giorno”.

                      L’impegno per la sostenibilità

                      L’azienda ha sempre riservato grande attenzione al tema della sostenibilità, sia a livello sociale che ambientale. “Per combattere con noi lo spreco alimentare – si legge sul sito web aziendale – ci trovate su Too Good To Go; mentre i piatti freschi rimasti invenduti sono donati a Banco Alimentare” (oltre 100mila quelli donati alla Fondazione nel 2024). Per il packaging, Foorban sceglie materiali 100% riciclabili e dichiara di prediligere carta, vetro, lattine e materiali compostabili.

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