MesseBerlin

Frammenti da Berlino. Guarda il video!


Anche quest’anno Fruit Logistica ha confermato le aspettiative.  A vedere i numeri è andata anche oltre, con più di 60 mila visitatori da 140 Paesi e 2.600 espositori da 84 Paesi. Una fiera dai ritmi serrati, in cui finalmente abbiamo visto operatori italiani con il sorriso e tanta voglia di mettersi in gioco. Che il peggio sia alle spalle? Lo stand più bello per noi è quello di Alma Seges. Discutibile la scelta di Unaproa di stare lontana dalle hall dedicate agli italiani

di Eugenio Felice

MesseBerlinDrone

Copyright sulla foto: Fresh Produce ReView

Che dire, una gran bella edizione, finalmente con un clima favorevole che ha lasciato il sorriso a chi è arrivato a Berlino da un’Italia da settimane bagnata e grigia. Per noi la migliore edizione di sempre. Osservando stamani i biglietti da visita raccolti nel nostro stand, posizionato nella hall 2.2, vediamo che non c’è nazione europea o continente che manchi all’appello. O meglio, si nota forse solo l’assenza della Russia. La motivazione c’è: gli importatori, da Globus a Nevskaya in giù, con il gioco delle contestazioni, hanno lasciato negli ultimi mesi tali fregature agli esportatori italiani che non hanno avuto il coraggio di farsi vedere nei padiglioni tricolore. Il primo giorno, mercoledì, è stato affollato come mai prima d’ora, il secondo, giovedì, si è confermato essere il giorno clou, il venerdì è stato invece deludente, ha pagato forse il maggior flusso del mercoledì. Un trionfo italiano l’ingresso sud della fiera, con il camion di Francescon allineato alle corsie dei taxi, la pera Abate e le pesche e nettarine di Romagna in versione gigante a salutare l’arrivo di visitatori ed espositori, così come la Mini griffata Kanzi. Alla sinistra dell’ingresso, sempre in esterno, dominavano la struttura Italy e il camion Kiku. All’interno, immancabile, la gigantografia di Giulio Magrini di Agricola Gloria Due con occhiali da donna (che potete vedere sul nostro profilo facebook).

Gli stand che ci sono piaciuti di più? Al primo posto mettiamo quello di Alma Seges, nella hall 4.2, che si mostrava in tutta la sua eleganza e raffinatezza per chi giungeva dalla hall 4.1, con quel cerchio bianco gigante stile Bauhaus, sinonimo di semplicità, bellezza e sorpresa. A dominare sulle pareti le scritte “Safety first.. then pleasure”. A sottolineare da una parte il percorso che la OP campana ha fatto in termini di tracciabilità che viene comunicato al consumatore finale proprio con un cerchio bianco, dall’altra la ricerca di frutti e ortaggi buoni, che siano un piacere per il palato. Uno stand che ci è piaciuto molto insomma, con un tocco artistico nel torus luminoso sospeso al soffitto. Tutto l’allestimento è stato progettato – così come negli ultimi 4 anni – da Zeugma, azienda creativa fiorentina guidata da Amleto Elia e Bruno Spinazzola, che il primo giorno della rassegna berlinese hanno anche presentato al pubblico internazionale dJump, una sorprendente piattaforma per politiche di marca di cui vi daremo dettagli in una news ad hoc. L’altro stand italiano che ci ha piacevolmente sorpreso è stato quello di Gullino, raccolto ed elegante, che richiamava alla natura con gli intrecci di legno e i giochi di luce a dominare la scena. Un plauso anche allo stand Italy, organizzato da CSO, FruitImprese e Ice, il migliore di sempre.

AlmaSegesFL14Infine l’anomalia Unaproa. Ci siamo trovati lo stand collettivo per caso l’ultimo giorno nella hall 21, era forse la quinta volta che passavamo di lì ma non ce ne eravamo proprio accorti. La campania Felix ha attirato la nostra attenzione. Ci siamo seduti con alcuni espositori, gentili e ospitali, abbiamo gustato prelibatezze sarde e raccolto la loro soddisfazione, perché sì, in questa hall, la più distante in assoluto dalla hall 2.2 (quella degli italiani con la 4.2), almeno non giravano i soliti visitatori e si sentiva parlare di meno la nostra lingua. Noi non condividiamo la scelta: mi metto nei panni di un buyer in cerca di prodotti italiani, mi aspetto di trovarli in hall dedicate, non di dovermi armare di catalogo e pazienza per cercarli in una fiera che già è troppo estesa (bocciato il servizio navetta). L’ultimo giorno di fiera, in tarda mattinata, quando ti aspetti che  i giochi siano fatti, è venuta al nostro stand una buyer malesiana, ha preso una copia di Fruitbook (la nostra guida annuale ai migliori fornitori italiani di frutta, pensata proprio per i buyer esteri) e ci ha chiesto consiglio su chi potesse fornirle kiwi e susine made in Italy. Secondo voi come la avrebbe presa se le avessimo indicato uno stand a mezz’ora di distanza a piedi?

Qui sotto potete vedere il primo video su Fruit Logistica realizzato da Fresh Produce ReView sfruttando anche un drone e quindi con riprese aeree. Buona visione!





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