Fruit Attraction 2024, la fiera va forte ma il cielo è grigio sopra Madrid
Fruit Attraction è giunta alla 16.esima edizione (copyright: Fm)
Si è chiusa giovedì 10 ottobre la tre giorni di Fruit Attraction, che con la 16.esima edizione si conferma essere la fiera più apprezzata d’Europa per gli operatori del settore ortofrutticolo. Non è la più grande per spazio espositivo – la rassegna “monstre” rimane Fruit Logistica a Berlino – ma è la rassegna che riesce a calamitare più visitatori. I motivi sono molteplici: il periodo dell’anno è favorevole per definire le campagne dei prodotti autunno-invernali; la città che la ospita, Madrid, è caliente e ben organizzata a livello logistico; si svolge in Spagna, che resta una grande potenza in termini di produzione e commercio di ortofrutta. L’umore degli operatori italiani però non è dei migliori
di Eugenio Felice
Fruit Attraction, con l’edizione 2024, la 16.ma, si conferma la fiera più visitata e apprezzata d’Europa per il settore ortofrutticolo. Nonostante la più grande in termini di superficie espositiva rimanga Fruit Logistica a Berlino. Già nell’edizione 2023 Fruit Attraction aveva registrato 104 mila presenze (+16% sul 2022) mentre Fruit Logistica nel febbraio 2024 non ha superato i 66 mila visitatori. Insomma, in termini di apprezzamento Madrid vince a mani basse su Berlino. Basta parlarne con gli operatori del resto per averne riscontro. Negli anni sono cresciuti anche gli investimenti delle aziende su Fruit Attraction – tra gli italiani segnaliamo il debutto del Gruppo Battaglio e Don Camillo con uno stand ampio ed elegante tra i padiglioni 8 e 10 – e di pari passo sono migliorati gli allestimenti e la qualità dell’offerta espositiva. Di impatto, ad esempio, lo stand su due piani di Del Monte.
La fiera piace perché si svolge a Madrid, una grande capitale ricca di servizi e attrazioni, nonostante i prezzi di hotel e ristoranti siano lievitati; piace perché è a una fermata di metro dall’aeroporto internazionale Barajas e quindi si può visitare anche in giornata dall’Italia; piace per il periodo dell’anno in cui si svolge, l’inizio di ottobre, perfetto per programmare le campagne dei prodotti autunno-invernali come mele, kiwi e agrumi, oppure pomodori, carciofi e radicchi; piace perché si svolge in casa del più grande esportatore europeo di ortofrutta, una vera potenza, quindi i buyer di tutta Europa ci vanno in modo copioso. Un esempio? Conad vi ha partecipato con quasi 20 dei suoi responsabili ortofrutta, guidati da Daniele Furlani e Gianmarco Guernelli.
Le fiere servono anche per carpire il termometro del settore. E di certo questo non è un periodo particolarmente favorevole. Nonostante i selfie e le strette di mani di alcuni operatori con il sorridente ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ci sono criticità che rendono sempre più complicato il lavoro di chi opera nel settore ortofrutticolo. Tra i nodi maggiori ci sono il cambiamento climatico, con un Sud Italia senz’acqua e un Nord Italia spesso sotto alluvioni e altri fenomeni estremi. C’è poi il problema del reperimento della manodopera, nei campi, nei magazzini e negli uffici. L’effetto combinato è una minore produzione – a metà settembre ad esempio c’era una drammatica carenza di alcuni ortaggi – e un aumento dei costi. C’è poi il tema del passaggio generazionale per le tante imprese a conduzione familiare: chi si mette in gioco nei campi e nei frutteti se è diventato così difficile produrre?
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