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Crescono in Gdo i pomodori premium di Gandini. Azienda hi-tech e sempre più green


Orticoltura Gandini Antonio è  il più grande specialista di pomodori di alta gamma del nord Italia. Con 6 milioni di confezioni all’anno e  30 mila quintali di prodotto sfuso, l’azienda di Guidizzolo (Mn) è presente in alcune principali catene della Gdo del Centro-Nord con prodotti premium sia a marchio proprio che per le private label. La produzione avviene fuori suolo, in serre tecnologiche (25 gli ettari totali) con controllo automatico del clima e dell’irrigazione. “Stiamo facendo ulteriori investimenti nella tecnologia LED, che ci permette di produrre in serre illuminate artificialmente per 12 mesi all’anno, mantenendo elevati e costanti standard qualitativi”, rivela il responsabile commerciale Mattia Gandini, commentando gli importanti sviluppi del mercato

 

di Carlotta Benini

 

 

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Gandini è  il più grande specialista di pomodori di alta gamma del nord Italia

È il più grande specialista di pomodori di alta gamma del nord Italia, dal 2004 produce fuori suolo in serre tecnologiche con controllo automatico del clima e dell’irrigazione. Una parte di queste strutture è dotata di illuminazione artificiale a LED, tecnologia, questa, che consente di produrre con continuità per 12 mesi all’anno, mantenendo uno standard qualitativo elevato e costante. Stiamo parlando di Orticoltura Gandini Antonio, società di Guidizzolo, in provincia di Mantova, presente con i suoi pomodori premium nelle principali insegne del Nord e Centro Italia (leggi qui).

 

“Il mercato è in forte sviluppo – esordisce Mattia Gandini, responsabile commerciale dell’azienda mantovana – L’illuminazione artificiale permette di produrre anche nei mesi invernali, quando le ore di luce scarseggiano, e offre dei plus indiscutibili come la maggiore produttività delle piante e la migliore qualità dei pomodori. Questo ci consente di evadere le richieste in crescita da parte dei nostri clienti, garantendo al contempo standard qualitativi sempre elevati”.

 

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Le serre tecnologiche illuminate a LED per produrre 12 mesi all’anno (Copyright: Fm)

Orticoltura Gandini lavora con alcuni player della Gdo offrendo solo linee di prodotti alto di gamma, sia a marchio Gandini che per le private label delle varie insegne. “Dopo anni in cui la richiesta da parte dei retailer si concentrava principalmente sulla quantità e sull’elevata tenuta del prodotto in post raccolta, oggi, se parliamo di pomodoro, c’è un ritorno sempre più marcato verso la qualità, perché è il consumatore in primis a richiederla. Il gusto sta tornando prepotentemente a essere il driver di acquisto”.

 

La richiesta da parte della Gdo aumenta costantemente, al pari passo con la crescita dei prodotti premium nella distribuzione moderna. L’azienda mantovana è passata da commercializzare 2 milioni di confezioni nel 2015, a quasi 5 milioni nel 2017, alle attuali 6 milioni di confezioni. A queste si aggiungono circa 30 mila quintali di pomodoro venduto sfuso. “La private label, in termini di vendite, è quella che va meglio. – continua Mattia Gandini – Inoltre registriamo un’interessante crescita del prodotto territoriale: abbiamo aumentato anche il numero delle referenze di pomodori tipici, presenti sui banchi sia con un nostro brand che identifica il prodotto locale che con marchi del distributore che valorizzano il territorio”.

 

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Mattia Gandini, responsabile commerciale di Orticoltura Gandini

Nel paniere di Orticoltura Gandini ci sono tutte le principali varietà di pomodoro: Ciliegino, Datterino, Costoluto, Mini Plum, Cuore Di Bue e un mini tondo simile al Camone. Le varietà di tendenza? “È la qualità a fare la differenza: – spiega il responsabile commerciale dell’azienda – Tutte le varietà ad alto gusto, con un sapore distintivo rispetto al pomodoro classico sono quelle preferite dal consumatore”.

 

Attualmente la produzione di Gandini interessa circa 25 ettari di serre complessivi, fra le strutture del nord e la produzione in Sicilia. “Abbiamo una partnership sempre più consolidata con l’azienda agricola Isolagrande di Vittoria (Rg), che produce secondo i nostri elevati standard qualitativi e con gli stessi disciplinari di produzione. Questa partnership ci consente di condividere le programmazioni per soddisfare sempre di più le esigenze del mercato italiano”, spiega Mattia Gandini. L’azienda sta inoltre investendo fortemente nello sviluppo della tecnologia Led che consente di produrre tutto l’anno. “Quest’anno abbiamo aumentato il numero di Led – continua il responsabile commerciale – aggiungendo 8 mila metri di lampade e dal 2019 avremo altri quattro nuovi ettari di serre illuminate artificialmente, per la produzione invernale. Questo ci consentirà non solo di aumentare il periodo di produzione, ma anche di ampliare la gamma dei prodotti coltivati nel periodo invernale”.

 

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Il pomodoro fresco e la passata di Gandini a bassissimo contenuto di nichel

Novità in cantiere? I progetti in via di sviluppo hanno tutti un’impronta green. “La coltura fuori suolo ci consente di produrre in maniera sostenibile, limitando al massimo l’utilizzo di trattamenti chimici e riducendo il consumo di acqua dell’80% rispetto a una coltivazione tradizionale. – spiega Mattia Gandini – Il nostro pomodoro ha un bassissimo contenuto di nichel: siamo prossimi a ottenere la certificazione per dichiaralo in etichetta. Abbiamo lanciato anche una passata di pomodoro a basso contenuto di nichel, per chi è allergico a questo metallo. Questo prodotto non si trova in Gdo, è disponibile su ordinazione e viene spedito tramite corriere”. L’obiettivo futuro è arrivare a una totale produzione a residuo zero. A garanzia della sostenibilità e della sicurezza dei processi produttivi, ci sono le certificazioni Global Gap, Grasp e IFS, di cui l’azienda si fregia.

 

Sempre sul fronte della sostenibilità, Orticoltura Gandini sta portando avanti importanti progetti che riguardano il packaging. “Già dalla prossima campagna avremo solo cestini in R-Pet (polietilene riciclato), cassette in cartone e, in generale, solo imballaggi eco-sostenibili, realizzati con materiali riciclabili e compostabili”.

 

Copyright: Fruitbook Magazine

 





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