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                      Gelate primaverili: scattano le difese nei frutteti, fra ventole e fuochi salva-raccolti

                      VOG-mele-candele-gelate-Alto-Adige

                      Le spettacolari “candele”usate per alzare le temperature di notte nei meleti

                      Maxiventole e fuochi accessi nei frutteti dal Trentino al Piemonte, fino alla Toscana, per salvare i raccolti di mele, pesche, pere, albicocche dal pericolo gelate. Secondo il monitoraggio della Coldiretti il colpo di coda dell’inverno ha fatto scattare l’allarme nelle campagne italiane dove gli agricoltori hanno attivato i sistemi di protezione per evitare che il crollo delle temperature danneggi le colture.

                      Toscana: maxi ventole in azione

                      Nella fruit valley della Valdichiana, in Toscana, dove è concentrata gran parte della produzione mele, pesche, pere, sono entrati in funzione a pieno regime durante la notte gli impianti anti gelo ed anti-brina per proteggere le fragili fioriture delle piante. Maxi ventole a sette metri di altezza – spiega Coldiretti – mescolano gli strati più caldi dell’aria sopra il terreno con quella più fredda che circonda gli alberi, permettendo di creare una barriera protettiva in grado di salvare i piccoli frutti in maturazione.

                      Nei meleti della Val di Non l’effetto “igloo”

                      Altri sistemi, usati anche nei meleti della Val di Non in Trentino Alto Adige, consistono nella nebulizzazione di acqua sulle piante con l’obiettivo di creare uno strato di ghiaccio su tessuti vegetali in modo da provocare un effetto igloo evitando che il freddo danneggi il frutto e, quindi, i futuri raccolti.

                      Fuochi nei campi del Cuneese

                      In Piemonte, nel Cuneese, gli agricoltori per difendere le coltivazioni tengono accesi i fuochi di notte per scaldare le piante nei frutteti al gelo. Le specie più in difficoltà sono kiwi, di cui è appena iniziata la germogliazione, e susine, pesco e albicocco, che sono in una fase di post fioritura.

                      Costi energetici alle stelle per salvare i raccolti

                      Strumenti di difesa molto efficaci, ma anche impegnativi dal punto di vista dei costi energetici, soprattutto per quelli alimentati a gasolio, con i prezzi esplosi per effetto della crisi in Medio Oriente. Un problema che , rileva Coldiretti, complisce anche le serre.

                      Grandine e neve: i danni del maltempo aggravano il quadro

                      Nei giorni scorsi non sono mancati i danni da grandine, soprattutto in Puglia, in Salento e in provincia di Foggia dove è andata persa fino al 40% della produzione di asparagi in Capitanata.

                      La Romagna, invece, è stata colpita i giorni scorsi da un’improvvisa bufera di neve, con raffiche di vento e precipitazioni violente che, specie nelle campagne tra il Forlivese e il Faentino, hanno abbattuto diversi impianti anti-grandine.

                      Neve anche sull’Appennino, in Abruzzo, dove sono entrati in azione i trattori per liberare le strade e garantire la circolazione delle automobili.

                      Ma le anomalie climatiche rischiano di sconvolgere anche la programmazione delle aziende e i calendari di maturazione – conclude Coldiretti – creando cali e successivi aumenti anomali dell’offerta dei prodotti.

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