Gli influencer possono spingere i consumi di frutta e verdura? Lo studio
Giovani e ortofrutta? I social media possono essere un veicolo per le buone abitudini alimentari e gli influencer possono avere un ruolo chiave nell’invogliare gli utenti a mettere nel piatto più prodotti freschi. Lo dimostra uno studio condotto da un team della Aston University, secondo cui gli utenti che hanno seguito profili social che promuovono uno stile di vita healthy hanno consumato 1,4 porzioni in più di ortofrutta al giorno e 0,8 in meno di prodotti ad alto contenuto energetico come snack ipercalorici e bevande zuccherate
Dalla Redazione
Secondo i dati di wearesocial.com, l’anno scorso le aziende del Regno Unito hanno speso la sorprendente cifra di 820 milioni di sterline nel marketing degli influencer sui social media. Lo riporta Produce Business Uk domandandosi se un personaggio popolare sui social, che parla di sana alimentazione e promuove le buone abitudini a tavola, possa anche influire positivamente sui consumi di ortofrutta, in drammatico calo in tutta Europa.
La risposta è sì, è possibile: un influencer può invogliarci a mangiare più frutta e verdura. Lo dimostra una recente ricerca condotta da un team della scuola di psicologia della Aston University, incentrata sui social media e sugli effetti che essi hanno sui consumatori più giovani. Lo studio – realizzato dalla dottoressa Lily Hawkins come parte del suo lavoro di dottorato, sotto la guida del dottor Jason Thomas e della professoressa Claire Farrow presso la School of Psychology – è stato condotto su 52 giovani utenti digitali, alla metà dei quali sono state mostrate immagini e messaggi positivi sui prodotti freschi: questi utenti, che seguivano account Instagram che promuovevano frutta e verdura, hanno iniziato a consumare più prodotti freschi e cibi meno malsani.
“Una nostra ricerca precedente ha dimostrato che la comunicazione e le relazioni sui social media possono spingere il consumo di cibo, ma questo progetto pilota dimostra che ciò si traduce nel mondo reale – ha affermato la dott.ssa Lily Hawkins, che ora lavora presso l’Università di Exeter -. Naturalmente, vorremmo ora capire se questo test può essere replicato in un campione comunitario più ampio”.
Come si è svolto lo studio
La ricerca ha coinvolto 52 utenti che utilizzano regolarmente i social media, con un’età media di 22 anni. Sono stati divisi in due gruppi per due settimane. Al primo gruppo, chiamato gruppo di intervento, è stato chiesto di seguire gli account Instagram che promuovevano un’alimentazione sana insieme ai loro abituali social media. Il secondo gruppo, il gruppo di controllo, ha seguito resoconti relativi al design degli interni.
Gli utenti che seguivano profili di influencer che promuovevano un stile di vita healthy, durante lo studio hanno consumato 1,4 porzioni in più di prodotti freschi al giorno e 0,8 in meno di “prodotti ad alto contenuto energetico, come snack ipercalorici e bevande zuccherate”, riporta lo studio. I ricercatori affermano anche che lo studio – sebbene piccolo – mostra come, grazie ai social media, si registri un notevole miglioramento nelle abitudini alimentari dei consumatori, rispetto a quello che potrebbe avvenire con altre campagne di intervento a livello sociale. Sentirsi in contatto con altri utenti social che mangiano sano può infatti influenzare positivamente le abitudini alimentari, specie se questi utenti hanno un seguito importante nella community digitale.
Il dottor Thomas avverte però che, date le dimensioni ridotte del campione, è troppo presto per esprimere giudizi significativi sui potenziali impatti. “Questo studio pilota è solo l’inizio, ma i risultati sono promettenti – puntualizza -. Apportare piccole modifiche ai feed dei nostri social media potrebbe migliorare significativamente la nostra dieta senza alcun costo. Abbiamo in programma di indagare ulteriormente se queste strategie sui social media possono cambiare i nostri comportamenti alimentari a lungo termine”.
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