High protein, L’Insalata dell’Orto apre la partita in ortofrutta
L’alto proteico è ormai un trend consolidato e il consumatore è curioso di testarlo anche in ortofrutta, ma il reparto non è pronto. L’Insalata dell’Orto risponde con MisSalad High Protein, quattro referenze pronte da cuocere che aprono una nuova partita per la categoria
di Carlotta Benini
L’high protein? “Non è una moda, non è nemmeno più una tendenza. È ormai un trend consolidato, che tutti i settori stanno cercando di cavalcare”. Dai latticini al libero servizio, fino agli snack funzionali, l’alto contenuto proteico è diventato un linguaggio trasversale dell’alimentazione contemporanea. Eppure c’è un reparto che finora è rimasto ai margini di questa evoluzione: l’ortofrutta. “Paradossalmente, proprio qui dove freschezza e naturalità sono valori centrali, il consumatore sarebbe già pronto. Ma l’offerta, almeno per ora, non lo è”: con queste parole Sara Menin, direttrice marketing e comunicazione de L’Insalata dell’Orto, sintetizza il principale insight emerso da una nuova ricerca presentata a Macfrut.
L’indagine, realizzata da Agroter su un campione di 513 responsabili acquisti tra Lombardia e Lazio, prendendo come canale di riferimento la grande distribuzione organizzata, fotografa un quadro ormai definito. L’attenzione verso il mondo proteico è elevata e diffusa: il 63% dei consumatori si dichiara interessato a questi prodotti e circa il 60% li acquista almeno una volta a settimana, soprattutto in categorie già strutturate come latticini e piatti pronti.
Numeri che, come sottolinea Menin, confermano una dinamica precisa: il proteico è entrato stabilmente nella quotidianità alimentare e rappresenta oggi un driver trasversale, capace di orientare le scelte d’acquisto.
L’apertura del consumatore nel reparto ortofrutta
Se il fenomeno è maturo in molti comparti, nell’ortofrutta si apre uno spazio ancora poco esplorato ma ricco di potenzialità. Oltre la metà degli intervistati si dichiara interessata a trovare prodotti ad alto contenuto proteico anche in questo reparto, segnalando una disponibilità concreta a rivederne il ruolo.
Non si tratta più soltanto di acquistare ingredienti, ma di trovare soluzioni alimentari complete, coerenti con uno stile di vita attivo e attento al benessere. La scelta di prodotti proteici, infatti, è legata principalmente all’attività fisica, ma anche alla ricerca di equilibrio nutrizionale e alla praticità di consumo, elementi sempre più centrali nelle abitudini contemporanee.
Un’offerta ancora poco visibile
A questa domanda crescente non corrisponde però un’offerta altrettanto chiara. Una quota significativa di consumatori dichiara di non aver mai notato prodotti che comunichino in modo esplicito un contenuto proteico. Il limite non è solo nella presenza a scaffale, ma anche nella leggibilità. Spesso i claim non identificano un reale apporto proteico e si perdono in un assortimento già ampio, rendendo difficile per il consumatore orientarsi.
A incidere sono anche fattori strutturali che frenano lo sviluppo della categoria. “Nel reparto ortofrutta la variabile prezzo fa ancora da padrone – spiega Menin -, mentre in altri comparti, come il libero servizio dei latticini, il consumatore è già abituato a riconoscere un premium price anche del 60% per prodotti ad alto contenuto proteico. Questo scarto è un elemento su cui interrogarsi”. Allo stesso tempo, pesa una barriera più culturale: “Esiste ancora una percezione di artificialità legata alle proteine, probabilmente dovuta a trascorsi di altri settori che non hanno aiutato. È un limite che il consumatore sente e che dobbiamo superare, restando coerenti con i valori di naturalità propri dell’ortofrutta”.
La scommessa di MisSalad High Protein
In questo scenario si inserisce la proposta de L’Insalata dell’Orto, che prova a colmare il gap tra domanda e offerta puntando su una linea dedicata nel reparto ortofrutta. La gamma MisSalad High Protein 100% vegetale si articola in diverse soluzioni pensate per momenti di consumo differenti, dal piatto pronto alla base per ricette veloci: Minestrone di verdure al gusto rosmarino, Peperonata Cornelio al gusto Mediterraneo, Spaghetti di verdure al gusto pomodoro e Zucca a cubetti al gusto della tradizione. Quattro referenze pronte da cuocere che mantengono una forte identità ortofrutticola, ma aggiungono un contenuto proteico reale, con l’obiettivo di trasformare il reparto da spazio di acquisto di ingredienti a luogo in cui trovare soluzioni pasto complete e immediate.
Il ruolo delle proteine vegetali
Proprio su questo ultimo punto si inserisce il contributo della biologa nutrizionista Giulia Becci, che accompagna il progetto con un inquadramento scientifico. “Le proteine del pisello, utilizzate nelle nuove referenze, rappresentano una soluzione coerente con i valori dell’ortofrutta – racconta -. Sono proteine nobili, anallergeniche e caratterizzate da un elevato valore nutrizionale. A questo si aggiunge l’assenza di colesterolo e un impatto ambientale contenuto, che le rende compatibili con modelli alimentari più sostenibili e meno dipendenti dalle proteine animali”. L’apporto proteico, sottolinea la nutrizionista, è fondamentale per la salute muscolare in tutte le fasce d’età e contribuisce al mantenimento dell’equilibrio metabolico. In questa prospettiva, il consumo di proteine non riguarda più un target ristretto, ma si estende a un pubblico ampio, alla ricerca di soluzioni pratiche e bilanciate.
Verso una nuova categoria
Il progetto si inserisce in una prospettiva più ampia. “Il consumatore è già un passo avanti rispetto all’offerta”, sottolinea Sara Menin, indicando la necessità di costruire una proposta più chiara e riconoscibile.
Oggi la linea MisSalad High Protein è presente in alcune catene della Gdo, con una distribuzione concentrata in specifiche aree del Paese. “L’obiettivo è arrivare a una copertura nazionale entro la fine dell’anno – conclude – anche se non è un percorso semplice. Tuttavia, sapere che il 68% dei consumatori è pronto a questo tipo di proposta rappresenta per noi un incentivo importante a proseguire in questa direzione”.
L’ambizione è quella di dare forma a una vera e propria categoria, capace di intercettare una domanda esistente ma ancora poco soddisfatta, accompagnando l’evoluzione del reparto ortofrutta verso nuovi bisogni e nuovi stili di consumo.
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