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            Supermercati plastic free? Spinta green nella Gdo europea: il caso Iceland Foods

            Undated Iceland handout photo of Iceland managing director, Richard Walker, with some non-plastic packaging, after they become the first major retailer to commit to eliminate plastic packaging for all own brand products within five years to help end the “scourge” of plastic pollution. PRESS ASSOCIATION Photo. Issue date: Thursday January 11, 2018. See PA story ENVIRONMENT Plastic. Photo credit should read: Iceland/PA Wire NOTE TO EDITORS: This handout photo may only be used in for editorial reporting purposes for the contemporaneous illustration of events, things or the people in the image or facts mentioned in the caption. Reuse of the picture may require further permission from the copyright holder.

            La catena britannica, leader dei surgelati, ha lanciato la sfida: arrivare al 2023 con prodotti confezionati solo con carta e cartone e altri imballaggi eco-sostenibili. Secondo le stime si parla di un milione di tonnellate all’anno di plastica ridotta, solo per la rete di punti vendita in Uk. L’impegno nei confronti dell’ambiente sarebbe ripagato anche dal mercato: secondo un sondaggio citato dal gruppo, il 91% dei consumatori sarebbe più propenso a consigliare a familiari e amici di fare acquisti presso i negozi plastic-free

             

            Dalla Redazione

             

            Iceland Foods

            Richard Walker, direttore di Iceland Foods: la catena UK eliminerà la plastica dalla propria private label

            Supermercati plastic free? Mentre nel nostro Paese Lidl Italia ha appena annunciato il suo impegno a ridurre di almeno 20% nei prossimi sette anni gli imballaggi di plastica, introducendo al contempo quelli riciclabili per la propria private label (leggi qui), in Europa questa spinta green si fa motore di un cambiamento sempre più evidente all’interno della Gdo. Così mentre in Olanda, ad Amsterdam, la catena Ekoplaza inaugura il primo supermercato con un reparto interamente privo di plastica (leggi qui), in Gran Bretagna c’è chi, il packaging fatto di materie plastiche, lo elimina del tutto nei propri prodotti a marchio.

             

            Stiamo parlando di Iceland Foods, retailer leader nel mercato britannico dei prodotti surgelati, che gioca la sua scommessa per l’ambiente anche nel gesto quotidiano di riempire il carrello. La catena, come riporta anche un articolo su Repubblica, ha annunciato un piano per arrivare a bandire, entro la fine del 2023 la plastica dalle confezioni dei prodotti delle linee private label.

             

            Il direttore generale di Iceland Foods, Richard Walker, appassionato di surf, spiega così le motivazioni dell’impegno del gruppo, in un post sul blog aziendale: “Ogni minuto scarichiamo negli oceani un tir di plastica (12 milioni di tonnellate l’anno è la stima di Greenpeace). Una pura follia, che deve essere fermata”.

            Iceland Foods

            Anche per l’ortofrutta private label saranno utilizzati solo imballaggi cellulosici o di altri materiali eco-sostenibili

            La scommessa dei supermercati, che hanno anche lanciato sui social una campagna green contraddistinta dall’hashtag #TooCoolForPlastic, è quindi quella di sostituire tutta questa plastica – 1 milione di tonnellate l’anno, per la rete di punti vendita Uk – con nuovi materiali per il packaging, dalla carta alle più recenti tecnologie disponibili.

             

            Oltre all’impegno verso l’ambiente, ci sono i numeri e il marketing a sostenere questa scelta di Iceland. Un sondaggio citato dalla stessa nota del gruppo, sulla base delle risposte di 5 mila consumatori, dice infatti che l’80% dei clienti supporta una simile scelta. E che il 91% sarebbe più propenso a consigliare a familiari e amici di fare acquisti presso i negozi “plastic-free”, mentre quasi il 68% segnala che altri supermercati dovrebbero emulare questo piano.
            Greenpeace, convolta positivamente dal progetto, ha sottolineato che Iceland ha indicato la via alle altre catene, invitate a fare altrettanto. La catena britannica si è impegnata anche a tenere un reporting cadenziato dei progressi che riuscirà a mettere in campo verso l’obiettivo del 2023.

             

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