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Imballaggi, Mazzini (Coop Italia): “Sono un valore, la vera sfida oggi è la sostenibilità”


Coop aderisce alla campagna lanciata dalla Commissione Europea per ridurre l’uso della plastica in tutti i prodotti a marchio per tutelare l’ambiente. Si parte con le bottiglie di acqua minerale, i flaconi detergenza casa e tessuti, le vaschette per ortofrutta. Rientrano nel progetto anche le cassette riutilizzabili – Coop Italia aderisce ed è socio fondatore di CPR System – che servono a movimentare l’ortofrutta, la carne e il pesce. Per Coop si tratta di un rilancio importante di un impegno storico a difesa dell’ambiente. Mazzini: “In ortofrutta già oggi tutto l’imballaggio del prodotto a marchio risponde ai criteri di monomaterialità e riciclabilità, inoltre tutte le vaschette provengono all’80 per cento da plastica riciclata. Stiamo collaborando con le aziende leader degli imballaggi per trovare soluzioni sempre più sostenibili”

 

di Eugenio Felice

 

Coop plastica vaschette

Un frame dello spot televisivo sull’ambiente di Coop Italia

Coop Italia accelera il suo impegno per la tutela dell’ambiente, riducendo l’utilizzo della plastica nei suoi prodotti a marchio, dopo aver aderito alla campagna di impegni su base volontaria – denominata Pledging Campaign – lanciata dalla Commissione Europea che scadeva a giugno 2018. Nel complesso le azioni sui prodotti permetteranno a Coop Italia di raggiungere nel 2025 un risparmio totale di plastica vergine di 6.400 tonnellate annue, corrispondenti al volume di circa 60 tir (circa una fila di 1 km di tir in autostrada). Al centro degli impegni sottoscritti da Coop con l’Unione Europea in primo luogo le bottiglie di acqua minerale, i flaconi detergenza casa e tessuti, le vaschette per ortofrutta.

 

Rientrano nel progetto anche le cassette riutilizzabili a sponde abbattibili CPR System che servono a movimentare l’ortofrutta, la carne e il pesce, adottate a partire dal 2001. Si tratta di impegni importanti, viste le quantità interessate: solo le cassette riutilizzabili usate in ortofrutta che vengono rigenerate ogni anno sono 600 mila e già oggi contengono il 40 per cento di plastica riciclata, per arrivare al 60 per cento del 2025. A questi impegni già in essere o contratti con l’Unione Europea si sono aggiunti alcuni progetti speciali, in particolare per la pulizia del mare dalle plastiche e per la migliore informazione ambientale al consumatore.

 

Per Coop Italia si tratta di un rilancio importante di un impegno che risale agli anni ’80 a difesa dell’ambiente. Va ricordato, ad esempio, che in un’ottica di riduzione a valle dei rifiuti, Coop Italia è stata la prima a introdurre nel 2007 le etichette “parlanti” che segnalano al consumatore il materiale dell’imballaggio e dove gettare il rifiuto. A fine 2017 queste informazioni erano presenti sull’84 per cento dei prodotti a marchio.

 

Coop plastica ambiente

Nello slogan l’impegno di Coop Italia

Coop Italia va anche oltre l’adesione alla campagna europea e prevede di raggiungere entro il 2022 gli obiettivi che l’Unione Europea ha posto come obbligatori entro il 2030: nell’arco di un quadriennio tutti i prodotti a marchio Coop, con un valore commerciale di circa 3 miliardi di euro all’anno, saranno realizzati con materiali di imballaggio riciclabili o compostabili o riutilizzabili, mentre tutti quelli della linea Vivi Verde, maggiormente dedicata alla tutela dell’ambiente, taglieranno il traguardo già a fine del 2019. Dopo l’estate è partita anche la campagna di sensibilizzazione e informazione nei confronti di soci e consumatori per fare azioni e avere comportamenti più sostenibili.

 

Sono di varia natura le iniziative intraprese da Coop Italia contro la “plastica ovunque”. Da molti anni, ad esempio, si sono sviluppate nei negozi importanti esperienze di vendita sfusa. Nell’ortofrutta, Coop è il principale venditore di prodotti sfusi. Per la detergenza, in 124 punti vendita (dati 2017) si possono trovare altre esperienze di questo genere. Ma nessuno può pensare che lo sfuso risolva del tutto il problema. E anche il riciclo della plastica non è sempre un’operazione facile, la sfida può essere vinta solo se ci saranno investimenti nel campi dell’innovazione e incentivi da parte del legislatore italiano ed europeo.

 

“È un lavoro impegnativo – ci spiega Claudio Mazzini, responsabile freschissimi di Coop Italia – che è iniziato nel 2017 con il debutto del marchio Origine. Dopo esserci occupati del contenuto, siamo passati al contenitore, andando direttamente alla fonte e dialogando con le quattro aziende leader – Carton Pack, Ilip, Infia e Nespak – per trovare soluzioni migliori non solo per il fornitore e il consumatore ma anche per l’ambiente. La vera sfida oggi è l’innovazione sostenibile. Già oggi tutto il packaging dei prodotti ortofrutticoli a marchio Fior Fiore e Origine, parliamo di circa 80 referenze, è tecnicamente riciclabile e tutte le vaschette provengono all’80 per cento da plastica riciclata. L’obiettivo per Vivi Verde è di arrivarci nei prossimi mesi”.

 

 

Il packaging in altre parole va riqualificato e non va demonizzato. “La verità è che il prodotto confezionato sta crescendo, perché il packaging porta con sé una serie di vantaggi: protegge, è pratico, è veloce, dà informazioni. Il consumatore però oggi ci chiede soluzioni diverse, è sempre più attento alle questioni ambientali. Non vogliamo fare slogan, dicendo no alla plastica, perché ha un valore, ma va gestita in modo più responsabile e per questo Coop Italia è stato il primo gruppo distributivo ad aderire alla Pledging Campaign dell’Unione Europea. L’altro aspetto che va considerato è la segmentazione: non è più ipotizzabile che il prodotto più buono e quello meno buono stiano nella stessa condizione, siano presentati allo stesso modo. Il packaging porta con sé un codice di comunicazione e informazione che non possiamo più trascurare”.

 

“Quindi – conclude il direttore freschissimi di Coop Italia – da oggi andremo a scegliere sempre l’imballaggio che, a parità di prestazione, avrà l’impatto ambientale più basso, andando a parlare alla testa e non alla pancia del consumatore, senza cercare scorciatoie. Per questo ci rivolgiamo a un anello in più della filiera, cosa mai fatta prima, cioè i produttori di imballaggio. Siamo solo all’inizio di un nuovo percorso di innovazione, in cui l’ambiente rientra a pieno titolo tra i parametri di definizione e scelta di un prodotto”.

 

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