Le Iene Show

Le Iene e la dieta miracolosa che ci salverà


La storia del tumore guarito di Antonio: è il titolo di un servizio de Le Iene Show (oltre 3 milioni di telespettatori!) su alimentazione e malattie andato in onda mercoledì 5 marzo. Racconta la storia di un uomo calabrese che ha guarito una metastasi al cervello cambiando radicalmente dieta. Un toccasana per il settore ortofrutticolo. Ma la medicina mette in guardia: la dieta non può guarire il cancro

 

di Eugenio Felice

 

Hanno iniziato gli amici di facebook mercoledì sera – il 5 marzo – a commentare e a far girare il video de Le Iene che potete guardare sotto. Il giorno successivo ne parlavano al ristorante al tavolo affianco, con commenti del tipo “una cosa incredibile”, oppure “che sia vero non lo so, però sicuramente cambiare dieta male non fa”. Al centro dell’attenzione la storia di Antonio, un uomo calabrese di mezza età che la peste dell’età contemporanea si stava portando via – metastasi al cervello che un ciclo di radioterapia non aveva guarito – prima che un cambio radicale di dieta gli desse non solo la speranza ma anche la completa guarigione. Questa almeno la lettura del servizio de Le Iene, avvalorata da Michela De Petris, definita “medico chirurgo specializzato in alimentazione oncologica”, affiliata al San Raffaele di Milano.

 

La dieta miracolosa consiste nell’eliminare la carne e i cibi raffinati – per intenderci la pastasciutta, lo zucchero, etc – per cibarsi solo di alimenti vegetali, a partire da frutta e ortaggi, e acqua alcalina. La famiglia di Antonio nel servizio de Le Iene parla degli studi di Colin Campbell, autore di The China Study, un volume che invita ad abbracciare la dieta vegana basandosi su quella che nella scheda del libro viene definita come una “indagine fatta su ben 880 milioni di persone residenti in Cina e svolta negli anni ’70 del secolo scorso”. Dai dati, raccolti in 27 anni, Campbell e i colleghi cinesi avrebbero stabilito “la chiara connessione tra alimentazione e genesi delle malattie”. I risultati, a detta degli autori, dimostrerebbero che sarebbe “proprio il consumo delle proteine di animali a far insorgere una serie di patologie che altresì possono essere tranquillamente prevenute basando la propria alimentazione su cibi vegetali”.

 

Bisogna stare attenti alle parole, però. Una cosa è parlare di prevenzione, un’altra di cura. Un conto è parlare di prevenzione, tutt’altro discorso è affermare che esista un nesso causale tra il consumo di alcuni cibi e l’insorgenza di determinate malattie, cosa che non è stata provata scientificamente. Così come nessuno studio ha dimostrato che avere un regime alimentare ricco di vegetali permetta di guarire da alcune patologie. Come ha specificato, durante il servizio, l’oncologa che ha in cura Antonio, rispondendo alle incalzanti domande delle Iene. Non ci sono dati che confermino che la dieta – che pure ha un’importanza nel benessere delle persone – abbia fatto regredire il tumore, miglioramento che invece il medico associa alla radioterapia svolta in precedenza. Ed evidenzia come quello di Antonio non sia un caso isolato, seppur abbastanza particolare. L’oncologa racconta di una paziente che, pur senza cambiare alimentazione, ha avuto gli stessi benefici di Antonio. Accomuna le due storie cliniche il tipo di operazione e la successiva cura convenzionale (nello specifico, la radioterapia) cui si sono sottoposti.

 

La nota del San Raffaele. Nel servizio viene intervistata a più riprese la dottoressa Michela De Pretis, definita medico chirurgo specializzato in alimentazione oncologica, affiliata al San Raffaele di Milano. Ma in una nota diffusa il 6 marzo è lo stesso ospedale a prendere le distanze da contenuti e persone che compaiono nel servizio. De Petris sarebbe una consulente ambulatoriale che “ha espresso opinioni personali” perché “ad oggi non esiste nessuna dimostrazione del valore della dieta come terapia oncologica”. E, anche se l’alimentazione è un fattore importante per il benessere di una persona, “nella pratica clinica nessuna dieta può sostituirsi alla chirurgia, alla radioterapia e ai farmaci nel curare i tumori”.

 

Al di là della bufala o meno del servizio de Le Iene, una volta tanto frutta e ortaggi non vanno alla ribalta dell’opinione pubblica italiana per scandali veri o presunti ma come soluzione per la più mortale delle patologie oggi esistenti. Una manna e un sospiro di sollievo insomma per il settore ortofrutticolo, mentre per quello della carne e dell’industria alimentare in generale si tratta di un colpo piuttosto grave, che va ad aggiungersi ad altri altrettanto gravi come quello subito dell’olio a seguito del servizio di Presa Diretta di lunedì 10 marzo sul “finto” olio extravergine e altre sofisticazioni.

 

A questo link si può vedere l’intera puntata





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