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                      Lidl Paesi Bassi dice stop all’ortofrutta importata per via aerea

                      Nell’ottica di ridurre le emissioni legate al trasporto dei cibi, Lidl Paesi Bassi a partire da marzo 2023 non distribuirà più prodotti ortofrutticoli importati per via aerea. “Siamo impegnati a raggiungere l’accordo di Parigi sul clima”, dichiara Quirine de Weerd, senior manager Corporate Social Responsibility and Relations del gruppo. Prodotti esotici come banane e ananas continueranno a essere presenti sui banchi, ma solo trasportati via nave

                      Dalla Redazione

                      Lidl Paesi Bassi ha annunciato il che a partire da marzo 2023 nei suoi punti vendita non si troveranno più frutta e verdura importate per via aerea. La scelta del gruppo va nella direzione di ridurre le emissioni di CO2 legate al trasporto dei prodotti freschi, in linea con quanto previsto dall’accordo di Parigi sul clima. “Questa decisione contribuisce a rinforzare i nostri obiettivi di sostenibilità ed è in linea con la nostra mission di organizzazione sostenibile, efficiente e attenta ai costi”, afferma Quirine de Weerd, senior manager Corporate Social Responsibility and Relations di Lidl Paesi Bassi, come riporta la catena stessa in una nota su Linkedin.

                      Lidl è la prima catena nei Paesi Bassi a dire stop all’ortofrutta via aerea. I prodotti che arrivano dalle mete più lontane come banane e ananas continueranno a essere presenti sui banchi, ma nei prossimi mesi il prodotto esotico via aerea sarà sostituito da quello trasportato via nave. Per quanto riguarda invece i prodotti di stagione, quasi tutte le referenze del reparto ortofrutta sono di provenienza nazionale, chiarisce Lidl Paesi Bassi, che sui Linkedin aggiunge: “Attraverso una filiera corta e una cooperazione sostenibile con i nostri agricoltori e coltivatori, ci assicuriamo anche di poter continuare a offrire la migliore qualità al prezzo più basso ai nostri clienti”.

                      Alla radio belga VRT News, Tessa Avermaete, esperta di alimenti sostenibili presso l’università belga di lingua olandese KU Leuven, definisce quella di Lidl Paesi Bassi una buona decisione, ma da mettere in prospettiva. “È una buona scelta da parte del distributore – commenta l’esperta, come riporta la testata francese Reussir – che incontra la sensibilità dei consumatori sempre più preoccupati per le grandi sfide che dobbiamo affrontare, in primis il cambiamento climatico. Nell’immaginario collettivo un aereo che trasporta cibo da lontano è molto impattante. Tuttavia, il trasporto alimentare rappresenta meno del 6% delle emissioni globali. La vera differenza sta nell’agricoltura e nell’uso del suolo”.

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