L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE PER PROFESSIONISTI E APPASSIONATI DI ORTOFRUTTA
                      L'INFORMAZIONE PROFESSIONALE PER IL TRADE ORTOFRUTTICOLO
                      L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE PER PROFESSIONISTI E APPASSIONATI DI ORTOFRUTTA

                      “Macfrut come le Olimpiadi della filiera”: idee, sfide e sguardo sul futuro

                      Macfrut come le Olimpiadi: così il presidente di Cesena Fiera Patrizio Neri racconta la sfida della 43esima edizione della fiera della filiera ortofrutticola. Tra obiettivi ancora più ambizioni – 800 buyer internazionali – il rafforzamento del supporto di ICE e lo sguardo alle tecnologie del futuro, la fiera punta a consolidare il proprio ruolo globale. Tra cooperazione e Piano Mattei, il ministro Lollobrigida taglia corto sui rumors passati: “Macfrut resta a Rimini”

                      di Carlotta Benini

                      Macfrut Patrizio Neri

                      Il presidente di Cesena Fiera Patrizio Neri

                      Alle Olimpiadi si sfidano gli atleti migliori del mondo. A Macfrut, invece, si confrontano le idee migliori della filiera ortofrutticola. È la metafora scelta da Patrizio Neri, presidente di Cesena Fiera, ente organizzatore di Macfrut, per raccontare lo spirito della manifestazione durante la presentazione della 43esima edizione a Roma, nella sede dell’Agenzia ICE.

                      “Gli atleti si preparano per anni per le Olimpiadi, le aziende si preparano per mesi per la fiera – ha esordito Neri -: prodotti, stand, strategie, incontri. Alle Olimpiadi si vedono le migliori prestazioni del mondo, in fiera si mostrano le migliori soluzioni, tecnologie e idee della filiera”. Un’immagine che restituisce il senso di una manifestazione che negli anni ha saputo evolvere da semplice appuntamento fieristico a piattaforma internazionale di confronto e sviluppo per tutto il comparto ortofrutticolo.

                      E che rende bene l’idea dell’impegno e della passione che stanno dietro la macchina organizzativa, anche di fronte agli ostacoli che accompagnano i percorsi più ambiziosi. Come nello sport, dietro ogni grande risultato c’è un lungo lavoro di preparazione e capacità di reagire agli imprevisti. Una dinamica che negli ultimi mesi ha riguardato da vicino anche Macfrut, chiamata a riorganizzarsi rapidamente dopo gli avvicendamenti nella governance dello scorso autunno, trasformando una fase delicata in una spinta ulteriore a consolidare il proprio ruolo internazionale.

                      Da fiera a piattaforma strategica globale

                      Per Neri, oggi Macfrut è una piattaforma strategica globale per il settore ortofrutticolo. “Quando frequentavo la fiera come espositore ne coglievo soprattutto il valore commerciale – ha detto in conferenza stampa -. Oggi da presidente vedo chiaramente che è molto di più: è il luogo dove l’ortofrutta italiana fa business, smette di essere solo prodotto e diventa sistema. E dove il futuro del settore viene scritto giorno dopo giorno, dai suoi protagonisti”.

                      Un comparto che rappresenta uno dei pilastri dell’economia agricola italiana. I numeri, citati da Neri, parlano chiaro: 18,8 miliardi di euro di valore della produzione, cresciuti del 50% negli ultimi dieci anni, con oltre 6 miliardi di export e 158 mila imprese agricole coinvolte, pari a circa il 23% delle aziende agricole italiane. “Dietro questi numeri ci sono persone, imprese, territori. L’ortofrutta significa presidio del territorio e occupazione. Macfrut è la casa di queste aziende”.

                      L’ambizione della prossima edizione di aprile è quella di raggiungere 1.400 espositori e 800 buyer internazionali, con una quota crescente di partecipazione estera: “oggi circa il 40% degli espositori arriva dall’estero”, ha puntualizzato Neri.

                      La dimensione internazionale è uno dei tratti più evidenti della crescita della manifestazione. “Macfrut è diventato un ponte tra i continenti”, ha sottolineato Neri, ricordando la presenza di delegazioni provenienti da tutto il mondo: dalla Cina al Sudamerica, fino ai numerosi Paesi dell’Africa subsahariana. “È il mondo che si incontra a Rimini”.

                      Macfrut 2026 presentazione

                      Il ministro Francesco Lollobrigida e il presidente di ICE Matteo Zoppas

                      Più buyer e strumenti per fare business

                      Se l’internazionalizzazione rappresenta una delle chiavi della crescita, l’altra resta la capacità della fiera di generare opportunità concrete di business. Per Luigi Bianchi, direttore di Cesena Fiera, il target degli 800 buyer è ambizioso, sì, ma anche realistico. “Sono molti di più rispetto allo scorso anno – ha puntualizzato -. Ma, numeri alla mano, siamo molto tranquilli nel raggiungimento di questo obiettivo”.

                      Un risultato frutto di un’intensa attività internazionale: 18 missioni e road show organizzati nell’ultimo anno tra Sud America, Africa, Europa e Asia. Un ruolo centrale lo avrà anche la piattaforma B2B, “che è stata ulteriormente migliorata per aumentare la profilazione dei buyer e facilitare il matching con gli espositori”. “Il nostro obiettivo è far perdere meno tempo alle aziende e aumentare le opportunità di incontro con i partner giusti”, ha spiegato il direttore di Cesena Fiera.

                      Macfrut, ha ricordato infine Bianchi, si presenterà inoltre con un nuovo layout organizzato lungo le principali fasi della filiera: pre-harvest, food e post-harvest, per rendere più chiara la visita e valorizzare l’intero sistema ortofrutticolo, dal campo alla logistica, fino alla distribuzione.

                      Lollobrigida su cooperazione internazionale e Piano Mattei. “Macfrut resti a Rimini”

                      Nel suo intervento, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha posto l’accento sul ruolo strategico della fiera come piattaforma di dialogo tra paesi e filiere. “Macfrut è il più bell’esempio di capacità di promuovere la cooperazione internazionale”, ha affermato.

                      Secondo il ministro, l’agroalimentare italiano rappresenta non solo un motore economico, ma anche uno strumento di diplomazia economica e sviluppo sostenibile. In questo senso la fiera si inserisce anche nel quadro del Piano Mattei, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione con i Paesi africani attraverso la condivisione di tecnologie, modelli produttivi e competenze agronomiche. La presenza sempre più significativa di delegazioni africane, ha spiegato Lollobrigida, dimostra come Macfrut sia diventato un luogo di confronto politico ed economico oltre che commerciale.

                      Il ministro ha quindi chiuso il suo intervento con una battuta velata in riferimento ai rumors dello scorso autunno, quando si parlava di un possibile trasferimento di Macfrut a Parma: “La fiera di Rimini dovrà continuare, a mio avviso, ad ospitare questo evento”, ha ribadito.

                      ICE rafforza il supporto a Macfrut e guarda alle tecnologie del futuro

                      Guardare al futuro è l’altra sfida indicata dai relatori che sono intervenuti alla presentazione della 43esima edizione di Macfrut. Secondo Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia ICE, le fiere restano uno strumento fondamentale per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, soprattutto dopo la pandemia che ha dimostrato quanto il contatto diretto resti insostituibile.

                      Quest’anno ICE ha rafforzato il proprio supporto alla manifestazione, aumentando le risorse e il numero di operatori coinvolti.  “Quest’anno porteremo in fiera circa 400 operatori esteri provenienti da 80 Paesi con una previsione di 4 mila incontri B2B con le aziende espositrici italiane”, ha rivelato Zoppas.

                      “Ma la sfida – ha aggiunto – non è solo portare più buyer, quanto portare quelli giusti, realmente interessati ai prodotti e alle aziende presenti in fiera. L’obiettivo è favorire incontri realmente ‘matchabili’ tra domanda e offerta e accompagnare le imprese anche oltre i giorni della manifestazione, creando relazioni che possano crescere nel tempo”.

                      Lo sguardo, poi, è già rivolto al futuro. “Dobbiamo pensare a nuovi prodotti e nuove tecnologie”, ha spiegato Zoppas, lanciando una provocazione sul futuro del settore: “tra qualche anno potremmo parlare anche di tecnologie per la coltivazione di ortaggi nello spazio o sulla Luna”. Un esempio volutamente estremo, ma che sintetizza bene l’idea di fondo: anticipare il futuro della filiera agroalimentare.

                      Copyright: Fruitbook Magazine