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                      Maltempo e agricoltura: 192 maxi grandinate al Nord, bruciano il Sud e le Isole

                      Maltempo e agricoltura, cosa sta succedendo nei campi e nei frutteti italiani? La fotografa è quella di un Paese diviso: grandinate con chicchi fino a 10 cm hanno colpito il Nord, mentre incendi e caldo estremo mettono in ginocchio il Sud e le Isole. Danni per centinaia di milioni di euro

                      Dalla Redazione

                      Maltempo agricoltura nel Veronese

                      Danni meteo nel Veronese (foto Confagricoltura Verona)

                      L’Italia è divisa in due dall’emergenza meteo. Mentre il Nord è stato colpito da una violenta ondata di grandinate e tempeste di pioggia e vento, al Sud e nelle isole l’allarme riguarda soprattutto incendi e caldo estremo. A tracciare un primo bilancio è Coldiretti, secondo cui gli effetti sulle aziende agricole si fanno sempre più pesanti proprio nel pieno della raccolta di frutta, verdura e cereali. Tra grandine, temperature record e roghi, il conto economico è ancora in fase di quantificazione, ma le prime stime parlano già di danni per centinaia di milioni di euro.

                      Negli ultimi tre giorni si sono abbattute sulle regioni settentrionali 192 maxigrandinate, con chicchi fino a 10 centimetri di diametro, secondo un’analisi Coldiretti su dati Eswd. Il bombardamento di ghiaccio ha colpito migliaia di ettari, devastando coltivazioni di cocomeri, meloni, mais, pomodori, soia, barbabietole, cipolle e foraggi destinati agli allevamenti. Danni anche alle strutture aziendali, con pannelli fotovoltaici sfondati, tetti di capannoni e cascine bucati e serre distrutte.

                      Grandine su uva e frutta nel Veronese

                      Tra le aree più colpite c’è anche il Veronese, dove l’ultima ondata di maltempo, i giorni scorsi, ha provocato danni stimati fino al 50% alle produzioni agricole. Secondo Confagricoltura Verona, bombe d’acqua, grandine e forti raffiche di vento hanno interessato gran parte della provincia, causando anche gravi danni alle strutture aziendali. “Per la frutta è una Caporetto: pere, mele, kiwi, pesche e uva sono state fortemente danneggiate – scrive l’associazione in una nota -. Anche per le orticole si fa la conta delle perdite, tra zucche e zucchine squartate e pomodori rovinati. Nel Basso Veronese danni fino al 50% danni maggiori su colture primaverili estive di primo e soprattutto secondo raccolto come mais e soia, ma anche sul riso”.

                      I danni all’Azienda Agricola Malaguti (foto Confagricoltura Bologna)

                      Bolognese, tunnel distrutti e produzione azzerata

                      Il maltempo ha colpito duramente anche il Bolognese. A San Matteo della Decima la violenza del vento ha distrutto diversi ettari di tunnel dell’Azienda Agricola Malaguti, compromettendo le strutture e azzerando la produzione. I danni sono stimati in oltre 300 mila euro. Durante un sopralluogo nell’azienda, Confagricoltura Bologna ha chiesto una rapida ricognizione dei danni e l’attivazione di misure di sostegno immediate, sottolineando come gli eventi estremi stiano mettendo a rischio la continuità produttiva di molte imprese agricole del territorio.

                      Ferrara, grandine devastante e appello sulla gestione del rischio

                      Un nuovo violento nubifragio ha colpito anche il Ferrarese: oggi (21 luglio) intorno a mezzogiorno, una violentissima grandinata, accompagnata da piogge torrenziali e raffiche di vento, si è abbattuta con furia inaudita, completando un quadro di devastazione che in pochi giorni non ha risparmiato alcun angolo della provincia. Devastati frutteti e coltivazioni di orticole, soia, mais, riso, sorgo e girasole. Cia Ferrara chiede il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento e indennizzi adeguati, ma rilancia anche la richiesta di una profonda revisione del sistema di gestione del rischio. “Non vogliamo elemosina, ma strumenti che funzionino davvero”, ha dichiarato il presidente Massimo Piva, denunciando premi assicurativi sempre più elevati, contributi pubblici ridotti e tempi di risarcimento incompatibili con le esigenze delle aziende agricole.

                      La grandine ha falcidiato i frutteti nel Ferrarese (foto Cia Ferrara)

                      Maltempo e agricoltura: al Sud e nelle isole c’è l’emergenza

                      Nel Mezzogiorno, oltre al caldo estremo, è l’emergenza incendi a preoccupare maggiormente il settore agricolo. In Sardegna i roghi hanno interessato migliaia di ettari di pascoli e colture, provocando la perdita di animali, alveari, scorte di foraggio e danni a strutture e capannoni. Le prime stime parlano di 10 milioni di euro di danni, una cifra destinata ad aumentare, tanto che Coldiretti Sardegna ha chiesto un intervento della Regione.

                      Situazione critica anche in Sicilia, dove è stata diramata l’allerta rossa e gli incendi hanno colpito pascoli e capannoni nell’area di Castronovo di Sicilia (Palermo), oltre che in Puglia e Calabria. Dall’inizio dell’anno sono andati in fumo quasi 22 mila ettari tra boschi e terreni, secondo un’analisi Coldiretti su dati Effis, il sistema europeo di monitoraggio degli incendi di grandi dimensioni.

                      “Le immagini dei roghi che arrivano da Calabria, Sicilia e Sardegna sono una ferita profonda per tutto il Paese – dichiara in una nota Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori -. Stanno bruciando boschi, biodiversità, pascoli, aziende agricole e un patrimonio naturale che appartiene a tutti gli italiani. Quando il fuoco divora le nostre montagne, perde l’Italia intera”. L’associazione chiede la dichiarazione dello stato di calamità per le regioni coinvolte, ristori e sospensione delle scadenze fiscali per le aziende colpite, nonché risorse per il ripristino e il rimboschimento delle aree bruciate.

                      Angurie e meloni sardi colpiti dal caldo nei campi di Agricola Campidanese

                      Caldo record, raccolti sempre più sotto pressione

                      Alle conseguenze di grandine e incendi si aggiungono quelle delle temperature eccezionalmente elevate. In Puglia, nella zona del Tarantino, il caldo estremo sta causando perdite fino al 60% del raccolto di cocomeri, aggravando ulteriormente una campagna già segnata dagli eventi climatici.

                      In Sardegna l’allarme arriva anche dalle aziende. Salvatore Lotta, direttore commerciale di Op Agricola Campidanese, parla di “inferno in terra”, denunciando perdite fino al 40% su angurie e meloni, raccolte concentrate, rischio di carenza di prodotto ad agosto e pesanti ricadute economiche per la filiera.

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