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                      Maltempo in Emilia Romagna, torna l’incubo alluvione. Campi allagati

                      Alluvione Emilia Romagna 2024
                      Le acque dei fiumi Marzeno e Lamone sono tracimate a monte di Faenza, massima allerta anche a Ravenna. Salvataggi in gommone ed elicottero. Appello dei sindaci: ‘Restate ai piani alti o lasciate le case’. Scuole chiuse, treni sospesi, campagne allagate e colture devastate: il primo punto nelle campagne del Ravennate, del Forlivese, del Cesenate e del Bolognese

                      di Maddalena De Franchis

                      Alluvione Emilia Romagna 2024

                      I primi, nuovi allagamenti nelle campagne romagnole (foto Confagricoltura Forlì-Cesena)

                      La pioggia continua a sferzare l’Emilia-Romagna e l’intero territorio ripiomba nell’incubo dell’alluvione: a soffrire, esattamente come un anno e mezzo fa, è in particolare la provincia di Ravenna, interessata dalla tracimazione dei fiumi Lamone, Marzeno e Senio. Se, fortunatamente, non risultano vittime o dispersi, sono però migliaia le persone già sfollate, in una situazione in costante evoluzione.

                      Notte difficile in tutta la Romagna

                      A Forlì, il sindaco Gian Luca Zattini ha lanciato un appello ai cittadini che abitano nell’area vicino al fiume Montone, invitandoli a salire ai piani più alti delle abitazioni; a Cesenatico sono state aperte le porte vinciane per far defluire le acque dei canali interni; nel Bolognese sono decine le frane che interessano le strade di provincia, come la Montanara, da Casalfiumanese a Moraduccio, la provinciale Bordona, la via Maddalena, la provinciale Sillaro e la provinciale Sassonero. I vigili del fuoco hanno effettuato numerosi interventi per alberi caduti ed edifici allagati in tutta la provincia. Per ora sotto controllo la situazione a Cesena e Rimini: continua a piovere intensamente, ma la fase più critica sembra essere passata. Ora a temere sono le Marche, l’altra regione colpita dal cosiddetto “ciclone d’autunno”, fermo da giorni sull’Adriatico: ad Ancona si segnalano frane e smottamenti, oltre all’esondazione del torrente Aspio, mentre a Senigallia (già colpita da una pesante alluvione esattamente due anni fa, il 15 settembre 2022) il fosso Sant’Angelo è tracimato in diversi punti.

                      Naturalmente, un’ondata di maltempo così violenta è una cattiva notizia anche per l’agricoltura. Già in una nota di ieri pomeriggio, da Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini si segnalavano i primi rilevanti disagi nelle campagne: vigneti impraticabili e incognite sul completamento della vendemmia; campi allagati e ortaggi sommersi; terreni collinari soggetti a smottamenti.

                      Alluvione Emilia Romagna 2024

                      Il Senio esondato ha allagato le campagne di Cotignola (foto Condifesa Ravenna)

                      Il punto da Ravenna: le zone più colpite

                      Condifesa Ravenna, in un post sui propri canali social di questa mattina, ha parlato di “situazione molto grave” a Cotignola, per la rottura dell’argine del fiume Senio nei pressi dell’agriturismo ‘Casa Bandoli’ e il conseguente scaricamento delle acque verso la Madonna di Genova e il casello autostradale dell’A14. Si teme che la rottura comporti allagamenti diffusi anche nel lughese e fino a Zagonara.
                      Le piene di Lamone e Marzeno hanno di nuovo interessato drammaticamente la città di Faenza e, a valle, si registrano tracimazioni diffuse nelle zone dei comuni di Bagnacavallo e Russi. Il Sillaro ha rotto a Spazzate Sassatelli e, quindi, anche Conselice sarà interessata nel lato nord. Il Montone ha esondato in alcune zone nel Forlivese e i suoi argini sono, al momento, compromessi. Il Santerno rileva criticità locali ma, come gli altri fiumi, sta lentamente digerendo la piena da monte. Le piogge sono ancora insistenti, torrenziali nella bassa Romagna e sul Forlivese. L’attenuazione dei fenomeni dovrebbe intravedersi dalle ore 14 di oggi.

                      Già ieri pomeriggio, Coldiretti Ravenna aveva lanciato l’allarme per i frutteti completamente allagati nelle campagne lungo il Marzeno e per i terreni sommersi lungo il Senio. L’associazione segnalava, inoltre, “una situazione estremamente grave” nelle zone di montagna e alta collina faentina, soprattutto per le numerose strade rese impraticabili dai movimenti franosi, in gran parte ricollegabili a quelli dell’alluvione del maggio 2023.

                      Il punto da Forlì: preoccupazione per kiwi e kaki

                      “È ormai chiaro che al territorio servirebbe una manutenzione diversa: capiamo che certi progetti possano richiedere tempo, ma almeno gli interventi ordinari, nel frattempo, devono essere eseguiti – ha dichiarato Alberto Mazzoni, vicepresidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini e presidente della Consulta di Forlì -. Queste piogge stanno facendo emergere la fragilità del territorio: nelle ultime 24 ore sono già caduti più di 150 ml di pioggia nel forlivese, ci sono canali consorziali in uscita, come a Villagrappa, che stanno allagando strade e campi. In collina, poi, la situazione si sta facendo complessa: si stanno rimettendo in moto gli smottamenti in quelle zone già pesantemente colpite dalle frane nel 2023, qui non sono stati nemmeno riaperti i fossetti, una cosa banale per chi vive in collina, ma fondamentale per gestire precipitazioni di questa intensità. Gli agricoltori dovranno mettere in conto nuovi danni: la vendemmia è ancora in corso e le copiose piogge possono causare marcescenze e ritardare le operazioni di raccolta”. “C’è poi preoccupazione per le produzioni frutticole autunnali, dai kiwi ai kaki”, aggiunge. “Purtroppo, nelle prossime ore è previsto un intensificarsi delle precipitazioni – ha concluso Mazzoni -, tanto che è stata disposta la chiusura delle scuole, e l’entità dei danni diretti e indiretti è quindi destinata ad aumentare”.

                      Alluvione Emilia Romagna 2024

                      (foto Confagricoltura Forlì-Cesena)

                      Il punto da Cesena: alcuni campi allagati

                      “I danni maggiori, almeno per il momento (pomeriggio del 18 settembre, ndr), sono concentrati nella zona nord-est di Cesena, nella pianura che scende verso Cesenatico e il Basso Rubicone, nelle campagne di San Mauro Pascoli e Savignano – ha sottolineato Matteo Brunelli, vicepresidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini e presidente della Consulta di Cesena -. In queste zone ci sono allagamenti di vario tipo: i corsi d’acqua sinora sono sotto controllo, ma i fossati adiacenti alle strade, vuoi per l’incuria, vuoi per la scarsa manutenzione, si sono riempiti in poco tempo e prima hanno allagato le sedi stradali, poi si sono riversati sui campi. Nei miei terreni, ad esempio, gli ultimi trapianti di insalate sono letteralmente sott’acqua, altre piantine messe a dimora da una decina di giorni sono quasi sommerse: se l’acqua si ritira nel giro di 24/48 ore bene, altrimenti posso dire addio alle speranze di raccolto e parliamo di un totale di 200.000 piantine”.

                      “Una situazione comune a tanti altri colleghi che coltivano ortaggi a foglia – continua –. E con i fossi e gli scoli stradali non manutenuti, gli interventi di drenaggio e pulizia che facciamo nei nostri campi contano poco: sto vivendo sulla mia pelle cosa voglia dire prendersi cura dei propri terreni e subire ugualmente un allagamento, a causa della mancata manutenzione degli scoli e dei fossi stradali, come è avvenuto lungo la Strada provinciale Ruffio e la Strada provinciale Sala”.

                      Il punto dal Bolognese: pesche e susine tardive a rischio

                      “Le colture di soia, pomodoro e bietola saranno probabilmente le più penalizzate“, ha fatto sapere, ieri pomeriggio, il presidente di Confagricoltura Bologna Davide Venturi. “La soia, che per il 90% è ancora da raccogliere, rischia di vedere una drastica riduzione della produzione a causa di piogge e allagamenti. Il pomodoro, già provato da una stagione sfavorevole a causa del caldo eccessivo che ne ha compromesso la resa, non potrà essere raccolto per diversi giorni a causa del terreno impraticabile, compromettendo così la parte finale della campagna. Questo influirà negativamente anche sulla qualità del raccolto. Le bietole ancora in campo subiranno un calo della polarizzazione, con un impatto diretto sulla qualità e sui ricavi dei produttori”.

                      La pioggia minaccia, inoltre, le lavorazioni del terreno in vista delle prossime semine, che potrebbero essere posticipate. Anche la vendemmia è ostacolata dal maltempo. Per quanto riguarda la frutta, “ci saranno probabilmente danni alla susina tardiva di varietà Angeleno“, ha spiegato Piergiorgio Lenzarini, presidente della sezione ortofrutta di Confagricoltura Bologna, “che nei prossimi giorni potrebbe sviluppare parti marce a causa dell’eccessiva umidità. Una situazione simile potrebbe verificarsi anche per le pesche tardive ancora da raccogliere, mentre non ci sono particolari problemi per le pere Abate, in gran parte già raccolte, e per i kiwi”.

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