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Mela Val Venosta: senza erbicidi circa il 30% della superficie coltivata


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In Val Venosta circa il 30% della superficie coltivata è senza diserbanti grazie al progetto di rinuncia volontaria a tutti gli erbicidi

“Sono anni che Mela Val Venosta sostiene con convinzione la propria vocazione alla naturalità, rappresentata oggi nel logo aziendale dalla coccinella rossa, con progetti che rispettano l’ambiente, perché solo in questa maniera siamo in grado di offrire una qualità di prodotto eccezionale, garantita in ogni fase della filiera”: queste le parole di Thomas Oberhofer, presidente di VI.P. “Il primo esempio – precisa Oberhofer – è la continua ricerca di nuove varietà resistenti alla maggior parte delle più comuni malattie del melo, perché puntiamo su una innovazione varietale sostenibile: l’obiettivo è continuare a crescere dal lato produttivo, minimizzando l’utilizzo di sostanze di sintesi e preservando la nostra incredibile valle”.

 

“Siamo molto orgogliosi dei progetti che stiamo portando avanti in questa direzione, ma non ci limitiamo a questo! Ad inizio 2018 – precisa con soddisfazione il presidente – abbiamo proposto ai nostri contadini il Progetto di rinuncia volontaria a tutti gli erbicidi e oggi registriamo un’alta adesione spontanea: circa il 30% della superficie coltivata in Val Venosta è priva di erbicidi! Un segnale fortemente positivo che viene dai nostri agricoltori che sono i primi portavoce dei valori delle due coccinelle: naturalità e qualità”.

 

“Questi dati – osserva – sono in continua evoluzione e prevediamo di coinvolgere la totalità dei nostri ettari entro pochi anni. Un tale risultato è la conseguenza del lavoro giornaliero di confronto e sensibilizzazione svolto insieme ai nostri produttori, che sono i primi a vivere sul territorio con le proprie famiglie e a voler tramandare ai propri figli il miglior ambiente possibile. Siamo certi che il consumatore saprà valorizzare questo sforzo per garantire il prodotto più salubre possibile”.

 

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Thomas Oberhofer, presidente di VI.P.

 

La progressiva rinuncia volontaria agli erbicidi è solo l’esempio più importante dei progetti pluriennali di salvaguardia della biodiversità agraria e di sostenibilità ambientale a cui VI.P ha aderito nell’ultimo anno: “Mela Val Venosta infatti – continua il presidente Oberhofer – partecipa anche al Rapporto Sostenibilità per tutta la frutticoltura dell’Alto Adige che, in collaborazione con l’istituto di ricerche per l’agricoltura biologica FIBL e con l’istituto Terra di Bressanone, si prefigge di dare risposte concrete e di elaborare in modo costruttivo strategie di lungo periodo per la produzione integrata e biologica”.

 

“Altri esempi di approccio sostenibile, ambientale ed etico – osserva Oberhofer – sono i provvedimenti ecologici di salvaguardia della biodiversità, come favorire i luoghi per la nidificazione di insetti, piccoli rettili o mammiferi locali, e creare le migliori condizioni per incrementare l’inserimento degli insetti utili alla produzione integrata e biologica. Esistono anche progetti per contenere l’impatto ambientale delle coltivazioni: l’ottimizzazione dell’irrigazione con sistemi a goccia e di sensoristica locale, e l’installazione degli impianti fotovoltaici su tutte le nostre cooperative, che sono ormai in grado di produrre fonti energetiche pulite e rinnovabili per un totale di 7,8 milioni di kWh all’anno, riducendo le emissioni di CO2 di circa 4.517 tonnellate. A testimonianza di questo impegno – conclude – VI.P e le maggiori Organizzazioni di Produttori di mele italiani che fanno capo ad Assomela, hanno ottenuto la certificazione E.P.D. ovvero Dichiarazione Ambientale di Prodotto, uno schema di certificazione volontaria di valenza  internazionale”.

 

Le coccinelle di Mela Val Venosta si confermano sinonimo di una produzione melicola dagli altissimi standard qualitativi, e testimoniano l’impegno costante verso una produzione ottenuta con minore impatto ambientale e nel rispetto del consumatore.

 

Copyright: Fruitbook Magazine

 





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