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Mele e pere, partono i primi container per gli Stati Uniti


Questo venerdì, il 27 settembre, partono da Genova i primi due contenitori di mele varietà Gala diretti verso New York. Il 3 ottobre, giovedì della settimana prossima, sarà la volta delle pere, varietà Abate (sette contenitori). Un momento storico per il sistema ortofrutticolo italiano dato che fino ad ora il mercato a stelle e strisce era inaccessibile per le nostre pomacee

di Eugenio Felice

MelePereDopo un lungo lavoro istruttorio, il piano di lavoro firmato a fine agosto tra le autorità competenti del Ministero per l’Agricoltura ed Aphis ha finalmente aperto le porte alle spedizioni di mele e pere verso il mercato degli Stati Uniti. La collaborazione tra Cso ed Assomela ha avuto un ruolo fondamentale nel coordinamento tra i tanti soggetti coinvolti, ma va anche sottolineato come tutte le istituzioni coinvolte, a partire dal Ministero delle Politiche Agricole, dalle rappresentanze diplomatiche a Roma e Washington, dai Servizi fitosanitari della Regione Emilia Romagna, del Trentino e dell’Alto Adige, dai centri di consulenza tecnica nonché da tutti i tecnici delle strutture interessate abbiamo contribuito ognuno per rispettiva competenza a raggiungere questo primo risultato.

I primi controlli hanno già dato esito pienamente positivo ed entro fine settimana corrente i primi 2 container di mele e 7 container di pere saranno inviati al porto di Genova per la partenza verso gli Stati Uniti, dove si prevede l’arrivo per metà ottobre. 
Entro il 20 di ottobre mele e pere saranno quindi disponibili per i primi consumatori di oltre oceano. Il progetto in questa sua prima fase operativa ha coinvolto i gruppi Agrintesa, Apofruit, Fruit Modena Group, Mazzoni, Patfruit e Salvi per la pera Abate dell’Emilia-Romagna.
 I Consorzi Melinda, la Trentina, Vog (Marlene) e Vi.p (Val Venosta) per il Trentino Alto Adige sono i compagni di viaggio in questa sfida per quanto riguarda le mele, con le varietà Gala, Golden, Granny Smith e Fuji che saranno commercializzate unitariamente attraverso il consorzio From.

L’obiettivo dei produttori per questo primo “test”, è rappresentato dalla collocazione di un quantitativo limitato di prodotto di alta qualità in alcune grandi città della fascia Est degli Stati Uniti d’America, dove risiedono oltre 6 milioni di cittadini di origini italiane, sugli oltre 20 milioni distribuiti in tutti gli States. Il progetto consentirà di approfondire le dinamiche e le caratteristiche del mercato e dei consumatori americani, per calibrare meglio le prossime spedizioni, per comprendere eventuali preferenze, valutare i margini di redditività ragionevolmente possibili e pianificare così nel migliore dei modi il futuro delle mele e delle pere italiane in Usa.

“Partiranno il 3 ottobre tre container con le nostre pere lavorate allo stabilimento di Campogalliano – spiega a Fm Giampaolo Nasi, direttore di Fruit Modena Group, il maggiore supplier italiano di pere – con direzione New York. Il giorno previsto di arrivo è il 13 ottobre, quindi sono circa 10 i giorni di navigazione. Abbiamo fatto contenitori con calibri e confezionamenti diversi, così da poter fare dei test e capire quale combinazione possa funzionarte di più su quel mercato, che per noi è completamente nuovo. È una fase sperimentale, non abbiamo nemmeno un piano di quanti contenitori manderemo complessivamente in questa campagna”.

“Se le aspettative saranno confermate – afferma il direttore di Assomela Alessandro Dalpiaz – questa esperienza consentirà di consolidare il ruolo di protagonista che l’Italia delle mele ha ormai raggiunto nell’esportazione, che interessa oltre 50 Paesi nel mondo a cui viene indirizzata ormai quasi metà della produzione nazionale. È chiaro a tutti il ruolo strategico delle Organizzazioni dei Produttori per la ricerca e per la promozione dei prodotti su nuovi mercati, attraverso cui mitigare gli effetti del lento ma continuo regresso nei consumi e favorire così un maggiore equilibrio tra domanda ed offerta”.

Simona Rubbi, responsabile CSO per l’apertura dei nuovi mercati, conferma l’esito dell’iniziativa, che potrà dare nuove prospettive commerciali al settore delle pere particolarmente in annate di alta produzione dove l’accesso a mercati nuovi potrà diventare ancora più strategico. Ma ancora più significativo è stato il clima di coinvolgimento nel progetto che tutti hanno manifestato, sia di parte pubblica che privata, condizione che sarà necessaria per proseguire a breve con la medesima convinzione anche verso altri nuovi mercati oggi di difficile accessibilità, come la Cina, il Messico, il Giappone, la Tailandia e il Vietnam.

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