Olimpiadi, l’Antitrust sanziona quattro insegne della Gdo per ambush marketing
L’Agcm ha concluso le indagini sulle campagne legate ai Giochi di Milano Cortina 2026, sanzionando sei aziende per “attività parassitarie” (ambush marketing). Tra queste figurano quattro insegne della GDO – Il Gigante, MD, Oasi e Pro7 – accusate di aver richiamato simboli olimpici senza essere sponsor ufficiali
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Si chiude il cerchio sulle società che hanno sfruttato la notorietà delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 senza esserne sponsor ufficiali. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti sanzionato sei aziende per attività di “ambush marketing”, comminando multe per oltre 2,5 milioni di euro complessivi. Tra le sei realtà coinvolte nelle indagini spiccano quattro catene della Gdo: Il Gigante, MD, Oasi e Pro7.
Secondo l’Agcm, le campagne promozionali realizzate avrebbero sfruttato indebitamente l’immagine delle Olimpiadi, inducendo i consumatori a ritenere che i marchi fossero sponsor ufficiali dell’evento.
Le società sanzionate
I provvedimenti, come si legge in una nota ufficiale dell’Agcm, riguardano le società Harmont&Blaine, Rialto (supermercati Il Gigante), MD (supermercati MD), Magazzini Gabrielli (supermercati Oasi), RetailPro (supermercati Pro7) e Butan Gas.
L’Antitrust ha accertato la violazione del divieto di “attività parassitarie”, previsto dall’articolo 10 del Decreto Legge n. 16/2020: il bilancio, come anticipato, è di oltre 2,5 milioni di euro di sanzioni complessive.
Il richiamo ai simboli olimpici
Secondo quanto ricostruito dall’Autorità, pur non essendo sponsor ufficiali dei Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026, le sei società avrebbero creato un collegamento tra i propri marchi e la manifestazione sportiva attraverso campagne pubblicitarie e iniziative promozionali diffuse nel periodo di svolgimento delle Olimpiadi.
In particolare, nelle comunicazioni commerciali sarebbero stati riprodotti o richiamati, in varie forme, i simboli e gli emblemi olimpici, come i cinque cerchi, oltre a denominazioni ufficiali quali “Milano Cortina” e “Milano Cortina 2026”. Per l’Autorità, questi elementi erano idonei a far ritenere ai consumatori che le aziende fossero sponsor ufficiali dell’evento, configurando così un caso di ambush marketing.
Le indagini avviate dal monitoraggio della Guardia di Finanza
Le istruttorie erano state avviate a partire da gennaio 2026 grazie all’attività di monitoraggio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, che ha segnalato le campagne ritenute potenzialmente in violazione della normativa.
L’Autorità ha quindi esercitato i poteri attribuiti dal Decreto Legge n. 16/2020, convertito nella Legge n. 31/2020, che tutela i diritti degli organizzatori e degli sponsor ufficiali dei grandi eventi sportivi, vietando le cosiddette attività di marketing parassitario finalizzate a sfruttarne la notorietà senza averne acquisito i relativi diritti.
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