L'INFORMAZIONE PROFESSIONALE PER IL TRADE ORTOFRUTTICOLO

            L’ortofrutta in Penny Market? Pratsch: “Trend in crescita, private label al centro”

            L’ortofrutta ha un ruolo centrale in Penny Market, la catena discount del Gruppo Rewe che oggi è presente nel nostro Paese con 373 punti vendita, in continuo sviluppo. L’incidenza del reparto frutta e verdura sul fatturato del gruppo va dal 10 al 20% a seconda della stagione, e il trend è in crescita. A rivelarlo è Marcus Pratsch, direttore acquisti e category management di Penny Market, che ci parla anche dello sviluppo strategico di alcune linee a marchio. Dal nuovo brand Vicino, che valorizza il territorio e le eccellenze ortofrutticole italiane, “con performance davvero interessanti”, a My Bio Bellezze Naturali, il marchio di frutta e ortaggi biologici “brutti ma buoni”, la private label in ortofrutta gioca un ruolo strategico

             

            di Carlotta Benini

             

            Penny_Market“Il supermercato del futuro? Immagino un punto vendita dove l’esperienza fisica e quella virtuale si integrano a vicenda. L’e-commerce è un fenomeno destinato ad avere uno sviluppo, specie in relazione a un consumatore che ha poco tempo di fare la spesa e vuole praticità e comodità. Ma se parliamo di prodotti freschi e  freschissimi, la dimensione fisica resterà sempre centrale. Il consumatore ha bisogno di vedere e toccare con mano certe tipologie di prodotti alimentari, prima di fare l’acquisto. C’è una relazione di fiducia che si instaura nel punto vendita, alla quale non si potrà rinunciare”. Con queste parole Marcus Pratsch, direttore acquisti e category management di Penny Market, descrive un ideale punto vendita del domani. Il manager della catena discount del Gruppo Rewe – ad oggi presente nel nostro Paese con 373 punti vendita distribuiti nelle principali regioni – ci parla delle performance del reparto ortofrutta e dello sviluppo strategico di alcune linee private label.

             

            Qual è il trend del reparto ortofrutta?
            Il reparto frutta e verdura ha un ruolo centrale in Penny Market, l’incidenza sul fatturato del gruppo che va dal 10 al 20%, a seconda della stagione. E il trend è in crescita.

             

            Pratsch_Penny_Market

            Marcus Pratsch, direttore acquisti e category management di Penny Market

            Quante referenze conta mediamente il vostro reparto?
            Tra frutta fresca, quarta gamma e frutta secca in media abbiamo in assortimento più di 200 referenze ortofrutticole. Ad oggi oltre l’80% dei prodotti ortofrutticoli sono a marchio nostro: l’obiettivo è di raggiungere il 100% di articoli private label in ortofrutta.

             

            Che spazio ha il biologico sui banchi?
            Abbiamo iniziato ad avere in assortimento prodotti ortofrutticoli biologici a marchio nostro da circa un anno. Oggi la private label My Bio conta tra le 5 e le 10 referenze di frutta e ortaggi biologici.

             

            Quali sono i prodotti che performano meglio in reparto?
            Ci sono prodotti “classici” che mantengono sempre alte performance di vendita: è il caso ad esempio di banane, fragole, broccoli. Poi c’è la quarta gamma, che sta vivendo uno sviluppo incredibile e che si conferma un segmento di mercato strategico su cui investire. “Natura è” è il nostro brand dedicato alla quarta gamma: verdure lavate e pronte al consumo, insalate in busta e altri prodotti molto apprezzati dal consumatore, ai quali abbiamo intenzione di dedicare sempre più spazio sui banchi.

             

            Penny_MarketAnche Vicino (leggi qui) è un marchio sul quale state investendo molto, parlando sempre di ortofrutta.
            Esatto, Vicino, la nuova private label dedicata al territorio e alle eccellenze ortofrutticole italiane, è un marchio che si sta rivelando molto strategico per il nostro gruppo. A quasi un anno dalla sua nascita sta registrando performance davvero interessanti: vendiamo mediamente più di tre mila prodotti (a pezzo) a settimana.

             

            Quante sono le referenze ortofrutticole regionali e i produttori coinvolti?
            Attualmente abbiamo un network che conta dai 20 ai 30 produttori, l’offerta si alterna a seconda delle stagioni. Le referenze attualmente sono 25, espressione dei migliori prodotti regionali italiani come i datterini siciliani, il cardoncello pugliese o il melone toscano. Visto il successo di Vicino, l’assortimento è destinato ad ampliarsi. Un’altra linea private label che sta crescendo molto in ortofrutta è My Bio Bellezze Naturali.

             

            Penny_MarketDi che marchio si tratta?
            My Bio Bellezze Naturali è una linea di frutta e ortaggi bio imperfetti dal punto di vista estetico, ma dalle caratteristiche organolettiche ottimali. Si tratta di prodotti che solitamente vengono scartati dai produttori o dai grossisti, generando spreco e causando perdite economiche ai fornitori stessi. Patate, limoni, zucchine, carote, pomodori a grappolo, mele (le referenze vanno da 5 a 10, a seconda delle stagioni, ndr): prodotti biologici “brutti ma buoni”, di origine italiana. Penny Market ha deciso di scommettere su questi prodotti, valorizzandoli sui banchi anche con un packaging biodegradabile e compostabile: ciò contribuisce a rendere la filiera più equilibrata, da una parte facendo capire ai consumatori che si tratta di alimenti “speciali fuori, perfetti dentro”, frutto di passione per il territorio e di competenze distintive, dall’altro, favorendo il conto economico dei produttori, remunerati equamente per il loro lavoro.

             

            Un impegno concreto nella lotta contro lo spreco alimentare.
            Un impegno che si concretizza anche nella collaborazione con Banco Alimentare, che il nostro gruppo affianca da anni nel lavoro di recupero di eccedenze alimentari non deperibili e fresche. Inoltre, lo scorso anno, con il progetto “Dona un SorRISO!”, Penny Market ha devoluto a Banco Alimentare 15 mila chili di riso, pari a 150 mila porzioni.

             

             

            Copyright: Fruitbook Magazine