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            Ortofrutta sigillata: la proposta dell’Ana per far fronte al coronavirus

            Milioni di tonnellate di prodotti ortofrutticoli stanno attualmente affluendo in ipermercati e supermercati nazionali. L’Ana – Accademia Nazionale di Agricoltura, con l’intento di dare un contributo alla tutela della salute dei cittadini e al contempo mettere in corretta luce il comparto agroalimentare nazionale, vuole invitare i cittadini che, per le necessarie limitazioni governative dettate dall’emergenza coronavirus, non possono fare giornalmente la spesa, a scegliere prodotti freschi e già confezionati. Inoltre, invita i produttori e la filiera agroalimentare a predisporre in maniera protetta i prodotti ortofrutticoli, soprattutto quelli a più rapida deperibilità, in confezioni da 250 grammi, 500 grammi o un kilo (a seconda della  varietà trattata)

            Dalla Redazione

            coronavirus

            credits: hongkongfp.com

            Vista l’attuale situazione di emergenza sanitaria che il Paese sta attraversando, l’Accademia Nazionale di Agricoltura – Ana vuole sensibilizzare i produttori, la filiera agroalimentare italiana e la stampa su due punti principali: l’esigenza di consumare più ortofrutta nazionale perché fresca e ricca di contenuti ed elementi salutistici e l’invito a vendere l’ortofrutta preconfezionata in contenitori sigillati per fini igienico-sanitari.

            “Il settore ortofrutticolo, in questo momento, sta attraversando un periodo di relativa tranquillità – afferma l’Accademia Nazionale di Agricoltura – non avendo ancora raggiunto l’apice produttivo. Riesce quindi agevolmente a preconfezionare le attuali produzioni stagionali legate a fragole, peperoni, zucchine, melanzane, cavolfiori, cavoli cappucci, broccoli, radicchi, carciofi, asparagi, bietole da costa, lattughe, scarole, finocchi e sedani…. Infatti, queste produzioni stanno arrivando al consumatore ben selezionate, calibrate e imballate”.

            Bisogna proseguire con queste attenzioni anche nelle prossime settimane, sottolinea l’Accademia Nazionale di Agricoltura, in quanto, con l’inizio delle grandi produzioni stagionali, l’attività distributiva potrebbe subire un rallentamento nel processo di confezionamento, soprattutto per la frutta, le patate e i pomodori, che rappresentano la grande fetta dell’annuale produzione ortofrutticola italiana (25 milioni di tonnellate).

            Le attuali disposizioni del governo date ai cittadini in materia di flusso alle rivendite alimentari possono comportare una maggiore permanenza delle derrate ortofrutticole nei negozi stessi. L’accademia invita così a prestare particolare attenzione all’inevitabile deperimento che alcuni prodotti possono avere se non conservati in celle frigorifere, come ad esempio le orticole e gli asparagi, in quanto risentono dei caldi diurni e vanno rapidamente a maturazione.

            In un momento di crisi come quello che il nostro Paese sta ora vivendo, l’Accademia Nazionale di Agricoltura chiede di porre un’attenzione particolare all’economia dell’agroalimentare italiano che deve essere sì sostenuta e tutelata per l’importante ruolo socio-lavorativo che riveste per l’Italia, ma soprattutto per la qualità e la sicurezza (ben certificata dalle autorità preposte) dei propri prodotti, indispensabili presidi per la salute dei cittadini.

            “L’Accademia Nazionale di Agricoltura invita così i produttori e la catena agroalimentare italiana a prediligere il collocamento sui mercati, o nelle grandi catene della GDO, di prodotti ortofrutticoli preconfezionati al fine di conservare la qualità alimentare in un ambiente in sicurezza igienico-sanitaria, ed è certa che i consumatori apprezzeranno particolarmente l’ulteriore impegno”.

            Infatti il consumo di prodotti ben sigillati è una strategia sicura e igienica in un momento di grave infezione come quello che stiamo vivendo e permette di accedere alla spesa in maniera più saltuaria per continuare a mantenere uno stile di vita sano e rispettoso della salute.

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