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            Pink Lady, Salvi: “18 mila tonnellate previste e focus sui nuovi mercati”

            Dal 5 al 9 novembre si festeggia in tutta Europa la celebre mela dal bollino a forma di cuore. La seconda edizione del Pink Lady Day coinvolge anche i maggiori produttori italiani: siamo stati a Corlo, presso l’azienda agricola Nicoli, dove lunedì 5 novembre si è svolta la giornata ferrarese organizzata da Salvi-Unacoa e AFE. Il gruppo ferrarese, attraverso l’O.P. AFE, coinvolge per la mela Pink Lady 150 produttori per oltre 300 ettari. “Quest’anno la produzione si attesterà sulle 18 mila tonnellate”, rivela il presidente Marco Salvi, dando le prime previsioni commerciali

             

            di Carlotta Benini

             

            Pink Lady gruppo

            La settimana del Pink Lady Day si è aperta il 5 novembre nel ferrarese con Salvi-Unacoa e AFE

            È una delle mele più conosciute e apprezzate dai consumatori, ha un aspetto elegante, un sapore e una croccantezza distintivi, e una brand awareness consolidata in tutta Europa. Il bollino a forma di cuore è il biglietto da visita di Pink Lady, varietà club a cui è dedicata una settimana di open day nelle principali aziende produttrici di tutto il Vecchio Continente. Il Pink Lady Day – seconda edizione si svolge anche in Italia, dal 5 al 9 novembre (leggi qui): obiettivo dell’iniziativa è quello di far conoscere i protagonisti e i valori di una filiera sostenibile che oggi conta 2.600 produttori, 11 vivaisti, 15 distributori autorizzati e 90 stazioni di confezionamento. La settimana “in rosa” si è aperta lunedì 5 novembre nel ferrarese, a Corlo, presso l’azienda agricola Nicoli. Abbiamo partecipato anche noi alla giornata ferrarese organizzata da Salvi-Unacoa e AFE, durante la quale, oltre alla produzione di Pink Lady, è stato possibile vedere come e dove le mele appena raccolte vengono stoccate in modernissime celle ad atmosfera controllata, che permettono al prodotto di mantenere inalterate tutte le sue caratteristiche.

             

            Il secondo Pink Lady Day coincide per Salvi-Unacoa con un anniversario importante: 20 anni di mele con il bollino a forma di cuore rosa. “La nostra azienda ha dato il là a una grande operazione quando, a fine anni Novanta, ha portato Pink Lady in un territorio non propriamente vocato alla produzione melicola come il nostro. – ha esordito durante l’incontro con la stampa e con le scuole Marco Salvi, presidente di Salvi-Unacoa – Quella che nel 1998 sembrava un’avventura, è oggi una realtà consolidata. In tutti questi anni abbiamo dato forma a una filiera che ha dimostrato, nei fatti, come sia possibile un’equa distribuzione dei benefici fra tutti soggetti coinvolti, dai produttori fino al consumatore”. Oggi il progetto di Salvi su Pink Lady coinvolge, attraverso l’O.P. AFE, 150 produttori per oltre 300 ettari di frutteto. Le principali aree di produzione sono il ferrarese ma anche il Veneto, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia, il Piemonte, il Lazio e le Marche.

             

            Pink Lady packaging

            Pink Lady? Marco Salvi: “Un brand distintivo, con un packaging accattivante”

            Previsioni produttive per la nuova stagione alle porte? “Tutto dipenderà dall’andamento climatico delle prossime settimane. – rivela presidente di Salvi-Unacoa – Le piogge dell’ultimo periodo, unitamente alle temperature elevate rispetto alla media stagionale, hanno ritardato la colorazione dei frutti e generato uno slittamento di una settimana, circa, nell’inizio della stagione commerciale. Da punto di vista quantitativo, ci aspettiamo una campagna nella norma: le stime parlano di 18 mila tonnellate di Pink Lady per quanto riguarda la nostra realtà”.

             

            I mercati su cui Salvi-Unacoa commercializza la Pink Lady sono per il 15-20% quelli italiani, mentre il restante 80-85% si suddivide tra Paesi europei come Germania, Gran Bretagna, Scandinavia. “Oggi si stanno aprendo nuovi mercati molto interessanti come Israele e gli emergenti mercati asiatici, dove auspichiamo di avere una rapida espansione”, afferma Oliver Stein, direttore commerciale di Salvi-Unacoa. “Dal punto di vista commerciale, sarà una campagna complicata, almeno nei primi mesi. – aggiunge Marco Salvi – In Europa la produzione di mele è molto elevata. Abbiamo un competitor come la Polonia che produce il doppio dei nostri volumi, e vende a prezzi molto competitivi, in quanto i costi di produzione in questo Paese sono molto più bassi dei nostri. Non possiamo permetterci di fare delle commodity”. In questo senso, e guardando a un settore in cui le varietà melicole sono sempre più numerose, Pink Lady rappresenta una sicurezza per i produttori. “È un marchio distintivo. La richiesta da parte della Gdo italiana ed europea per il nuovo prodotto, in arrivo in questi giorni sui banchi, è molto alta”, sottolinea Salvi.

             

            meleti Pink Lady

            I meleti di Pink Lady dell’azienda Nicoli di Corlo, in provincia di Ferrara

            A proposito di innovazione varietale, la filiera della mela Pink Lady si sta orientando verso due nuovi cloni che via via sostituiranno la cultivar ora più diffusa, che è Cripps Pink. “Stiamo investendo su nuovi impianti di Rosy Glow e Sexy, – spiega Mauro Grossi, presidente di AFE – due innovazioni naturali derivanti da una selezione effettuata sul primo clone Cripps Pink, scegliendo le mele più rosse. Si tratta di una scoperta occasionale, fatta da due produttori, che ora sta orientando tutta la produzione, per arrivare a ottenere una qualità organolettica sempre superiore”.

             

            Parlando di standard qualitativi, tutti i produttori e confezionatori della mela Pink Lady sono obbligati ad aderire a un rigido disciplinare di produzione e sono tutti certificati Global Gap. Inoltre oggi c’è una costante attenzione alla sostenibilità ambientale a cui i produttori Pink Lady fanno fronte attraverso investimenti importanti come per esempio le reti “monoblocco” che, attraverso la perimetrazione del frutteto, permettono di salvaguardare i frutti dagli attacchi degli insetti, con una conseguente riduzione dell’utilizzo di fitofarmaci. Tutto ciò, unito a un’innovativa ed efficace azione di marketing a livello europeo, fa del mondo Pink Lady un modello unico, virtuoso e immediatamente riconoscibile.

             

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