Planet Farms si aggiudica il premio per l’innovazione di Confagricoltura
Planet Farms, società italiana leader nel vertical farming, ha ricevuto l’11 marzo l’importante Premio nazionale per l’Innovazione in agricoltura istituito da Confagricoltura. Il Premio è nato due anni fa con l’obiettivo di assegnare un riconoscimento alle aziende agricole che hanno introdotto innovazioni di prodotto, di processo, organizzative o di marketing; innovazioni che contribuiscono al miglioramento della competitività, della sostenibilità e dell’immagine del settore agricolo e agroalimentare.
“Siamo veramente orgogliosi di aver vinto questo premio all’alba del nuovo secolo di Confagricoltura, certi di aprire una finestra su un futuro fatto di innovazione, crescita, ambiente e occupazione. Vogliamo supportare e affiancare l’agricoltura tradizionale che è da sempre il grande patrimonio della nostra nazione – afferma Luca Travaglini, co-founder assieme a Daniele Benatoff di Planet Farms -. Il nostro impegno è volto a creare un mondo migliore attorno alle nostre colture, salvaguardando l’ambiente, il palato e la salute dei consumatori”.
Planet Farms ha sviluppato un sistema di coltivazione verticale unico al mondo che permette di armonizzare tutti i parametri fondamentali per la crescita degli ortaggi, a partire da acqua, luce, terra e aria, e può produrre ovunque con un risparmio del 95% di acqua e del 90% di suolo. Le colture Planet Farms sono indipendenti dalle condizioni climatiche e garantiscono una produzione 365 giorni all’anno, eliminando sprechi, scarti nocivi e pesticidi, per un prodotto sano, buono e sempre fresco, dal gusto autentico e a elevato apporto nutrizionale.
Planet Farms, che vedrà nella primavera di quest’anno l’apertura alle porte di Milano, a Cavenago, del più grande e innovativo stabilimento di vertical farm in Europa, propone un nuovo concetto di agricoltura introducendo nuove modalità di coltivazione nel rispetto della tradizione e dei suoi valori, per produrre all’insegna della salute e del benessere di tutti (ne abbiamo parlato qui).
Copyright: Fruitbook Magazine




