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                      Pratiche sleali: il consiglio dei ministri approva il decreto legislativo

                      Il consiglio dei ministri approva lo schema del decreto legislativo che vieta le pratiche sleali nei rapporti commerciali della filiera agroalimentare. La direttiva UE in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, dopo essere stata recepita in extremis dall’Italia ad agosto (leggi qui), prevede l’introduzione di un livello minimo di tutela comune a tutta l’Unione Europea e comprende un elenco di pratiche commerciali sleali vietate e un elenco di pratiche che saranno autorizzate solo se concordate in termini chiari e univoci al momento della conclusione dell’accordo di fornitura

                      Dalla Redazione

                      pratiche sleali

                      È stato approvato in consiglio dei ministri lo schema di decreto legislativo che vieta le pratiche sleali nei rapporti commerciali della filiera agroalimentare, sia tra imprese che in materia di commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari, a prescindere dai rispettivi fatturati dei contraenti.

                      Il recepimento della direttiva europea – proposta dal presidente del consiglio dei ministri Mario Draghi e dal ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli, di concerto con i ministri degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, della Giustizia, dell’Economia e delle finanze e del ministro dello Sviluppo economico – prevede l’introduzione di un livello minimo di tutela comune a tutta l’Unione Europea e comprende un elenco di pratiche commerciali sleali vietate e un elenco di pratiche che saranno autorizzate solo se concordate in termini chiari e univoci al momento della conclusione dell’accordo di fornitura. Non sarà più possibile imporre condizioni contrattuali eccessivamente gravose, come ad esempio la vendita di prodotti agricoli/alimentari a prezzi al di sotto dei costi di produzione.

                      Vengono così definitivamente riequilibrati i rapporti di forza tra le parti negli scambi commerciali, garantendo una posizione più equa per gli agricoltori e i produttori. L’ICORF (il dipartimento dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali), è designato quale autorità nazionale di contrasto deputata all’attività di accertamento delle violazioni delle disposizioni previste.

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