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            Prognosfruit, previsioni su raccolto mele 2019: -3% in Italia, -20% in Europa

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            Prognosfruit, previsioni su raccolto mele 2019: -3% in Italia, -20% in Europa. In Belgio i produttori melicoli europei si sono riuniti in occasione della conferenza Prognosfruit per conoscere e commentare le previsioni di produzione di mele per la stagione 2019/2020. Le stime per il 2019 parlano di un raccolto di mele in Europa di 10,6 milioni di tonnellate, con un calo del 20% rispetto alla produzione record dello scorso anno, principalmente dovuto alla netta perdita in Polonia e nei Paesi produttori dell’Europa Orientale. Pezzature e qualità sotto la media. Per l’Italia si stima una produzione di 2,2 milioni di tonnellate, leggermente inferiore a quella dello scorso anno ed in linea con la media 2014 – 2018. La Francia stima un raccolto in rialzo del 12% rispetto al 2018

            Dalla Redazione

            Prognosfruit-2019-mele-paesi-europaPrognosfruit, previsioni su raccolto mele 2019: -3% in Italia, -20% in Europa. Nella splendida cornice del Castello di Alden Biesen, in Belgio, i produttori melicoli europei si sono riuniti come di consueto in occasione della conferenza Prognosfruit per conoscere e commentare le previsioni di produzione di mele per la stagione 2019/2020. Le stime di produzione per il 2019 prevedono un raccolto di mele in Europa di 10.566.000 tonnellate, con un calo del 20% rispetto alla produzione record dello scorso anno di 13.275.000 tonnellate, principalmente dovuto alla netta perdita in Polonia e nei Paesi produttori dell’Europa orientale. La Polonia prevede una riduzione del raccolto del 44% rispetto allo scorso anno con una produzione stimata a 2.710.000 tonnellate, a causa delle gravi gelate della scorsa primavera. Perdono fette consistenti di produzione anche Ungheria, Romania e Croazia.

            In Austria ed in Germania, Paesi a noi vicini e particolarmente interessanti per l’export italiano, si aspettano cali importanti della produzione rispettivamente del 22% e del 17%. La Francia, invece, stima un raccolto in rialzo del 12% rispetto alla scorsa stagione, prevedendo un raccolto superiore a 1.600.000 tonnellate. In incremento anche le produzioni di Portogallo (+15%) e Spagna (+14%). Tutti i Paesi in Europa hanno risentito di condizioni climatiche difficili, caratterizzate da gelate, temperature particolarmente elevate in luglio, forti venti e grandinate. Tutti questi fattori impatteranno non solo sulla quantità di merce a disposizione, ma anche sulla pezzatura delle mele, certamente inferiore alla norma, e sulla qualità del prodotto, con maggiore incidenza di rugginosità, con una quantità di mele destinate alla trasformazione, probabilmente superiore alla media.

            Prognosfruit-2019-mele-europa-varietaVarietà. La Golden Delicious perde un po’ di terreno, ma rimane di gran lunga la principale varietà in Europa con una previsione di raccolta superiore ai 2,3 milioni di tonnellate. In Europa la Gala dovrebbe assestarsi sui valori dello scorso anno, superando 1,45 milioni di tonnellate. Per la Red Delicious, dopo il record di produzione della scorsa stagione, si prevede una riduzione dell’11% che dovrebbe portare il raccolto a un valore simile a quello del 2016. Cresce, invece, la produzione di Fuji (+2%) e Cripps Pink (+9%). Perdono volumi importanti Idared, Jonagored, Red Jonaprice e Ligol, varietà tipicamente coltivate in Polonia e nei Paesi limitrofi. Si conferma ancora una volta la crescita costante delle “nuove varietà”, quest’anno ad un +10% rispetto alla stagione passata.

            Prognosfruit-2019-mele-Italia-regioneUno sguardo alla situazione italiana. Per l’Italia si stima una produzione di 2.194.762 tonnellate, leggermente inferiore a quella dello scorso anno (-3%) e in linea con la media 2014 – 2018 (escludendo ovviamente il consuntivo del 2017). Gli andamenti della produzione per la stagione entrante sono differenti a seconda delle aree produttive: scende dell’8% e si assesta su livelli inferiori alla media la produzione del Trentino, che lo scorso aveva fatto registrare il raccolto più alto di sempre; per l’Alto Adige si stima invece una produzione perfettamente in linea con quella dello scorso anno e inferiore alla media. Si stabilizza sulla cifra dello scorso anno anche il raccolto del Piemonte, ormai la seconda regione a livello di produttivo dopo il Trentino Alto Adige con una crescita guidata da nuovi meleti piantati in sostituzione del kiwi. Leggermente in ribasso la produzione in Emilia Romagna e del Friuli, mentre torna livelli nella media quella della Lombardia. Per il Veneto, terza reghione produttiva, il calo previsto è dell’8%.

            Rispetto agli altri Paesi produttori, l’Italia presenta dinamiche varietali distintive ed incoraggianti. Perde ulteriormente terreno rispetto agli anni precedenti la Golden Delicious (-7% sul 2018). Dopo il raccolto record dello scorso anno, la varietà Red Delicious perde il -9% e torna ad una produzione in linea con le annate precedenti. Dovrebbe calare, invece, del 14% la produzione di Granny Smith raggiungendo una produzione inferiore alla media. Scende anche la Renetta, con una produzione attesa decisamente inferiore alla media. Al contrario, continuano a crescere Gala (+8%) e Fuji (+2%). Guadagnano ancora terreno le “altre varietà” che includono in particolar modo le nuove varietà club, ad ulteriore dimostrazione della recettività di queste proposte innovative da parte dei consumatori.

            Prognosfruit-2019-mele-Italia-varietaLa raccolta inizierà regolarmente entro la metà di agosto con le varietà e nelle aree più precoci. Al momento i calibri, complice prima un clima freddo e piovoso e poi temperature decisamente sopra la media, sono generalmente inferiori alla norma. Alcune aree produttive, come già chiaro dalle notizie circolate nelle ultime settimane, risentono delle conseguenze della presenza della cimice asiatica, sempre più aggressiva. La grandine, abbinata a fenomeni metereologici estremi, ha interessato a macchia di leopardo praticamente quasi tutte le regioni, ma ad un livello per ora non eccessivamente impattante. Al momento si può supporre che la quantità di mele da destinare alla trasformazione sarà superiore rispetto alla media. In ogni caso, dal punto di vista organolettico e qualitativo la situazione al momento è giudicata buona.

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