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                      Rapporto Coop 2024: nel carrello sostenibilità, salutismo… e risparmio, sempre

                      Presentata a Milano la nuova edizione del Rapporto Coop, che fotografa gli stili di vita e di consumo degli italiani. Italiani preoccupati dallo scenario internazionale, in ansia per l’emergenza ambientale e affaticati dalla quotidianità, per i quali il risparmio resta la parola d’ordine, anche se nel 2024 l’inflazione si azzera e i volumi del largo consumo tornano dopo quattro anni in positivo. Nel carrello della spesa dominano i trend salutistici, ma anche la crescente attenzione alla sostenibilità dei prodotti. Nei comportamenti di acquisto nella Gdo, i trend più robusti restano la marca del distributore e il discount

                      Dalla Redazione

                      Rapporto Coop 2024

                      Alcune tavole del Rapporto Coop 2024

                      È stata presentata oggi a Milano, al Meet Digital Culture Center, l’anteprima digitale del “Rapporto Coop 2024 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani” redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop) con la collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto d’analisi di NielsenIQ e i contributi originali di Circana, GS1-Osservatorio Immagino, CSO Servizi, GfK, Mediobanca Ufficio Studi, Campo Ricerca-Scomodo. New entry di quest’anno, l’intelligenza artificiale: in alcune parti, infatti, il Rapporto, scaricabile sul sito http://www.italiani.coop, si è avvalso dell’ausilio dei nuovi programmi di AI generativa, tra cui Chat Gpt, Bard e Midjourney.

                      L’edizione 2024 è tutta orientata a leggere, con gli occhi degli italiani, le scelte che sono pronti a compiere e che quotidianamente fanno, partendo – come tutti gli anni – dal loro rapporto con il cibo. Per fare questo, anche questa edizione si è avvalsa di due diverse survey (“Idee di futuro” e “Looking Forward”) condotte entrambe nella seconda parte dello scorso mese di agosto. La prima ha coinvolto un campione di mille italiani rappresentativo della popolazione over 18 (18-65 anni). La seconda ha coinvolto mille opinion leader e market maker fruitori delle passate edizioni del Rapporto. Tra questi sono stati selezionati 540 ruoli apicali (amministratori delegati e direttori, imprenditori, liberi professionisti e consulenti) in grado di anticipare più di altri le tendenze future del Paese.

                      Alla presentazione del Rapporto, a cura di Albino Russo, direttore generale ANCC Coop, hanno partecipato Maura Latini, presidente di Coop Italia, Domenico Brisigotti, direttore generale di Coop Italia e Marco Pedroni, presidente di ANCC Coop, che hanno approfondito alcuni trend.

                      Lo scenario e le sfide globali

                      Le dinamiche geopolitiche globali hanno un impatto sulla vita quotidiana di ciascuno di noi. La guerra è sempre più una ipotesi concreta e le democrazie appaiono sempre più in bilico. Continua ad aumentare il surriscaldamento del Pianeta, i cui effetti asimmetrici provocheranno un potenziamento dei flussi migratori verso l’Europa (e l’Italia) che già oggi detiene il triste primato del vuoto delle culle.
                      Anche in ambito economico le traiettorie sono sempre più divergenti. Scampato il pericolo della stagflazione, il Pil globale va meglio di quanto previsto (+3,2% le ultime previsioni sulla crescita), l’India si affianca alla Cina come locomotiva del mondo e l’Italia non è più l’ultima d’Europa, anche se in un contesto continentale certo non brillante; +0,9% la previsione Pil Ue a fine 2024 a fronte di una previsione pari a +0,7% del Pil del nostro Paese.

                      Rapporto Coop 2024

                      Il sentiment degli italiani

                      Questo piccolo miglioramento macroeconomico trova oggettivo riscontro nel quotidiano degli italiani, ma non è sufficiente a tranquillizzarli. Seppur in modo diseguale, il potere d’acquisto nel nostro Paese ha recuperato i livelli pre-pandemia e oggi più di ieri sono diminuiti gli italiani che hanno vissuto situazioni di disagio importanti (l’ammettevano 20 milioni di persone nel 2022 a fronte dei 12 milioni di oggi). Tutto ciò però non senza sacrifici. Innanzitutto, questa faticosa tenuta del proprio tenore di vita si deve a un overworking che ha già costretto gli italiani nel 2023, per ottenere redditi reali di poco superiori a quelli di 5 anni fa, a un surplus di ore lavorate.

                      Il Rapporto Coop 2024 fotografa dunque un Paese preoccupato dallo scenario internazionale, in ansia per l’emergenza ambientale e affaticato dalla quotidianità e per questo sempre più inquieto (+8 punti sul 2022).

                      La parola d’ordine è ancora “risparmio”

                      La parola chiave con cui gli italiani si approcciano ai consumi non può allora che essere risparmio, di gran lunga il primo criterio di scelta negli acquisti (lo dice il 75% del campione). Si rileva una indifferenza – a volte pure una fatica – per gli acquisti e uno strisciante de-consumismo, che tuttavia viaggia di pari passo con la ricerca del benessere personale fino a fare della cura del proprio corpo un vero e proprio culto. E qui la sana attenzione alla propria salute, che coinvolge anche l’utilizzo dell’AI, si interseca con una cura che diventa a tratti totalizzante e ossessiva: la variazione di vendite di prodotti cosmetici – 2024 su 2019 – è a doppia cifra (+29%) e si rilevano anche comportamenti disfunzionali (8,6 milioni gli italiani assumono o sono interessati a ricorrere a farmaci per il diabete per dimagrire).

                      La dimensione olistica del cibo

                       Dopo gli anni difficili dell’impennata dei prezzi, che aveva messo in profonda difficoltà gli acquisti degli italiani e la loro stessa identità alimentare, nel 2024 l’inflazione si azzera e i volumi del largo consumo tornano dopo quattro anni in positivo (+0,9% nel primo semestre 2024 rispetto al 2023). Guardando ai soli canali iper, super e libero servizio nel primo semestre 2024 le vendite a volume sono state superiori a quelle del 2019 del 3,9%. Il cibo rimane, anche nelle previsioni, l’unico comparto in cui tagliare la spesa è una opzione solo per una ristretta minoranza degli italiani; il 21% del campione dichiara che aumenterà la sua spesa contro il 10% che intende diminuirla.

                      Pur nel solco della tradizione, diventano molteplici le identità alimentari: se un italiano su 3 (34%) infatti privilegia ancora la dieta mediterranea, si affermano le diete ricche di proteine non animali, con l’iperproteico (7% dei consumatori, +2%) sul 2023, e tutti quegli stili attenti al peso forma; quindi, crescono il fit sport (6%, +2%) e il digiuno intermittente (7%, +3%) senza tralasciare che rimangono pressocché stabili il flexitariano, il reducetariano e il climatariano.

                      Rapporto Coop 2024

                      Torna in auge il biologico

                      La riscossa salutistica in atto non lascia a casa nemmeno il biologico, ritornato dopo anni di appannamento tra i desiderata degli italiani: sono 24,8 milioni le famiglie già acquirenti con una penetrazione del 96,6% e 9,6 milioni gli italiani che nei prossimi mesi ne aumenteranno l’acquisto. Queste nuove sensibilità trovano una chiara avanguardia anche nell’approccio che le generazioni più giovani hanno nei confronti del cibo dove al pragmatismo nella ricerca del prezzo più basso (il 51% lo considera il fattore su cui basa la sua decisione di acquisto) si affiancano alternative più rispettose dell’ambiente (il 58% sceglie prodotti di stagione, il 39% privilegia freschezza e qualità).

                      Private label e discount al centro dei nuovi consumi

                      Sul versante dei comportamenti di acquisto, i prodotti a marchio del distributore (Mdd) e i discount continuano a rappresentare i migliori interpreti di questa nuova “saggezza” dei consumi. Nel primo semestre 2024 la private label raggiunge a volume il 38,2% delle vendite totali del mercato con un incremento di 2,2% a valore e 2,4% a volume rispetto allo stesso periodo 2023, a fronte di una variazione dei prodotti di marca (TOP 20) del -0,5% a valore e -2,2% a volume. Allo stesso modo continua la crescita del discount che, anche grazie ad una continua espansione della rete di vendita, raggiunge il 23% di quota di mercato, con un incremento di circa 4 punti percentuali. rispetto al 2019.

                      Italiani disposti a pagare di più per avere prodotti salutari

                      Non stupisce quindi come gli italiani siano ben più attenti a una alimentazione sana rispetto al resto degli europei. Coloro che pensano di rafforzare questa propensione sopravanzano di 36 punti percentuali chi la diminuisce; una differenza più alta di quella europea che si ferma a 31 punti percentuali. E sempre gli italiani sono anche gli unici, almeno a parole, a dirsi disposti a pagare di più per avere prodotti salutari (complessivamente e al netto di chi non sarà disposto, +15%; a fronte di una media Ue ferma a +1%).

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