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                      Siccità, Sicilia nella morsa. L’emergenza nelle campagne, la mobilitazione e il “cloud seeding”

                      A causa dell’assenza di piogge in Sicilia la produzione di grano rischia di essere praticamente azzerata e a rischio ci sono anche ortaggi, frutteti e altri cereali. Mentre il ministro Lollobrigida i giorni scorsi ha annunciato lo stanziamento di 15 milioni di euro per sostenere l’agricoltura isolana nella morsa della siccità, Coldiretti ha indetto una mobilitazione per martedì 28 maggio. Intanto c’è chi chiede soluzioni alternative come il “cloud seeding”, letteralmente l’inseminazione delle nuvole: ecco i dettagli

                      Dalla Redazione

                      siccità Sicilia
                      Mentre il Nord anche in queste ore continua ad essere coinvolto da violenti e improvvisi temporali, con la grandine che ieri (23 maggio) si è abbattuta a macchia di leopardo in varie località dalla Lombardia al Piemonte, fino all’Emilia, il Sud resta stretto nella morsa della siccità, con la Sicilia che versa in condizioni a dir poco drammatiche. L’Isola combatte da settimane con animali che rischiano di morire di fame e di sete nelle stalle e i campi e i frutteti bruciati.

                      A causa della mancanza di pioggia, secondo l’analisi della Coldiretti, la produzione di grano siciliano rischia di essere praticamente azzerata, con cali che vanno già, a seconda del territorio, fino al 70% della produzione, E a rischio ci sono anche ortaggi, frutteti e altri cereali. Ma è l’allevamento a rappresentare l’emergenza tra le emergenze – sottolinea Coldiretti – con centinaia di stalle rimaste senza cibo e acqua, con il concreto pericolo di veder morire migliaia di mucche e pecore e disperdere un lavoro trentennale portato avanti sul patrimonio genetico.

                      15 milioni dal Governo per affrontare l’emergenza

                      Il 22 maggio il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida ha annunciato lo stanziamento di 15 milioni di euro per le aziende agricole siciliane colpite dalla siccità: fondi per sostenere l’agricoltura isolana che arriveranno dal Fondo di solidarietà nazionale per l’anno 2024. “Si tratta di un primo intervento nazionale – sottolinea Francesco Ferreri, presidente Coldiretti Sicilia – che segue ai 10 milioni che grazie alla nostra forte pressione siamo riusciti ad avere dall’assemblea regionale. L’intervento del ministero è importante, ma la Regione resta inattiva sull’emergenza di oggi e deve fare di più. La situazione è drammatica, siamo pronti alla mobilitazione perché qui servono subito acqua e fieno e la Regione deve capire che è a rischio la sopravvivenza di aziende e animali. Non possiamo aspettare i tempi della burocrazia”,

                      La mobilitazione di Coldiretti

                      Come annunciato, martedì 28 maggio migliaia di agricoltori da tutta la Sicilia si mobiliteranno per una manifestazione organizzata da Coldiretti che si concluderà con un presidio permanente a Palermo, davanti a Palazzo D’Orleans, sede della Presidenza della Regione Siciliana. Nessuno ad oggi ha visto ancora un aiuto – denuncia il presidente Coldiretti Sicilia -. L’unica azione di supporto concreta l’abbiamo fatta noi portando alle aziende un milione e mezzo di chili di fieno per sfamare gli animali”.

                      Bollette “a 4 zeri” per acqua non fornita

                      Tra pannelli solari installati senza alcuna strategia e la mancanza di pioggia, la Sicilia sta diventando una sconfinata landa desolata. Decenni di indifferenza verso le esigenze reali del settore stanno portando a speculazioni su speculazioni, denuncia Coldiretti. “In questi giorni -aggiunge Ferreri – arrivano bollette ‘a 4 zeri’ per il pagamento dell’acqua non fornita che hanno dell’inverosimile”.

                      Cifre astronomiche per mantenere delle strutture commissariate da oltre 30 anni. Quando piove l’acqua delle dighe non collaudate viene buttata in mare, con uno spreco incredibile perché non si vogliono trovare soluzioni tecniche adeguate. “E mentre il Governo nazionale ha stanziato 15 milioni a sostegno del settore – conclude Ferreri – quello regionale è addirittura assente quando nell’assemblea si discutono le azioni per i vari comparti.

                      Di fronte a tutto questo si chiede una svolta definitiva della politica regionale: “l’agricoltura deve essere centrale delle scelte economiche e strategiche”.

                      “Cloud seeding”, la tecnica per far piovere di più

                      Tradotto in italiano significa “inseminazione delle nuvole”. Si tratta di una tecnica di stimolazione artificiale delle piogge basata sulla diffusione di getti di ioduro d’argento o di ghiaccio secco (anidride carbonica allo stato solido) all’interno di determinate nuvole, da aerei appositi o tramite cannoni da terra o anche droni. È nota in meteorologia fin dagli anni Cinquanta, ma esistono da tempo dubbi e perplessità sulla sua efficacia e sulla sua concreta utilità. Per questo motivo, nel corso dei decenni, il suo utilizzo è sostanzialmente rimasto un fenomeno di nicchia. Oggi, con l’emergenza siccità al Sud, potrebbe essere una soluzione alternativa: a chiedere che in Sicilia venga messa in atto questa tecnica, utilizzata in alcune parti del mondo dove non piove quasi mai come negli Emirati Arabi, è stato i giorni scorsi Giuseppe Catania, deputato all’Ars di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Attività Produttive., che ha presentato una mozione al governo regionale, come riporta La Sicilia.

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