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Tromba d’aria in Sicilia, Lentinello (consorzio Pachino): “Serre rase al suolo”


Salvatore Lentinello, neo presidente del Consorzio di Tutela Igp Pomodoro Pachino, è impegnato in un sopralluogo delle aziende colpite dal violento temporale con turbini di vento che nella notte fra il 23 e il 24 marzo si è abbattuto su alcune aree orticole del siracusano, in particolare a Pachino, ma anche a Noto e verso la costa, schiacciando le serre e divellendo i tunnel. “In termini numerici – rivela – il danno pare al momento contenuto. Ma le aziende colpite sono state rase al suolo, come se ci fosse passato sopra un gigante”

 

di Carlotta Benini

 

tromba aria Sicilia

Serre in ferro schiacciate dalla tromba d’aria, nel territorio fra Noto e Pachino

“Stiamo facendo un censimento per una prima conta dei danni. La gravità della situazione non sta tanto nel numero di aziende colpite, quanto nel fatto che, dove si è abbattuta, la tromba d’aria, ha letteralmente cancellato le attività dei produttori”. È questo il primo commento a caldo di Salvatore Lentinello, presidente del Consorzio di Tutela Igp Pomodoro Pachino, sul violento temporale che nella notte fra sabato 23 e domenica 24 marzo ha colpito alcune zone della Sicilia orientale, con turbini di vento fortissimi che hanno recato gravissimi danni agli impianti serricoli del siracusano.

 

Il neo presidente – da un mese circa è salito alla guida dell’ente di tutela del pregiato pomodorino siciliano Igp, prendendo il testimone da Sebastiano Fortunato (anche lui colpito di recente nella sua attività, da un grave incendio, leggi qui) – è in queste ore impegnato in un sopralluogo sui territori colpiti. Oltre che a Pachino, epicentro del fenomeno atmosferico, ci sono serre orticole piegate e tunnel divelti anche nell’area compresa tra Portopalo di Capo Passero e Rosolini. “Ma anche più a nord, nell’area di Noto, tanto che pensiamo che le trombe d’aria siano state due”, rivela Lentinello.

 

“Dove la tromba d’aria si è abbattuta le coltivazioni di pomodorino (ma anche di altri ortaggi, ndr) sono state letteralmente spazzate via. – spiega il presidente – Non è sparito solo il prodotto, ci sono aziende in cui non esiste più nulla. È come se sugli areali fosse passato un gigante, che ha schiacciato e raso al suolo tutto”. “In termini assoluti, guardando al numero di aziende coinvolte intendo, pensiamo che il danno sia limitato. – precisa – Ma se guardiamo alle attività colpite la situazione è gravissima, sono letteralmente in ginocchio”.

 

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Dove la tromba d’aria si è abbattuta “è come se fosse passato un gigante”

Questo evento meteorologico avverso si contestualizza in un momento storico già particolarmente difficile per i produttori della zona, colpiti da mesi da una crisi di mercato, con prezzi troppo bassi per garantire un reddito. “Avevamo appena recuperato un barlume di speranza nel poter, in questo mese e mezzo residuo di campagna, spuntare prezzi migliori, per ritrovare l’entusiasmo per il prossimo anno. Oggi, dopo gli ultimi eventi avversi, il morale dei nostri consorziati è a terra. Ci sono produttori che iniziano seriamente a chiedersi se abbia senso o meno continuare a investire in agricoltura”.

 

Intanto il consorzio si è subito attivato per richiedere l’intervento delle istituzioni a sostegno delle aziende colpite. Tuttavia, anche in questo caso, il morale è molto basso. “Le esperienze pregresse ci dicono che abbiamo ben poche speranze di ottenere delle misure di sostegno. Ora speriamo in primis che chi ha subito danni sia tutelato da copertura assicurativa. Il censimento che stiamo effettuando ci darà risposte anche in questo senso”.

 

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