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Unforgettable Bag, l’alternativa di Tesco Malesia alle bioshopper


Mentre l’Italia ripiomba nell’incubo sacchetti al supermercato, la soluzione alternativa arriva dalla Malesia, dove la catena britannica Tesco ha lanciato nella capitale, e da giugno in tutti i punti vendita del Paese, una shopper riutilizzabile che dà diritto a un buono sconto ogni volta che viene ripresentata alla cassa. A forma di pesce, tartaruga o balena, la Unforgettable Bag richiama i rischi che la plastica rappresenta per le creature marine. A proposito dell’emergenza oceani, da uno studio britannico pare che le buste di plastica abbandonate sulle coste e nei mari del Regno Unito siano diminuite da quando sono state introdotte le shopper a pagamento

 

di Carlotta Benini

 

Unforgettable Bag Tesco

La Unforgettable Bag dà diritto a uno sconto ogni volta che viene ripresentata alla cassa (credits: Tesco Malesia)

Continuano a far discutere le bioshopper a pagamento introdotte da gennaio nei supermercati italiani per l’ortofrutta acquistata sfusa. L’ultima novità che ha gettato caos nella Gdo è stato il via libera da parte del Consiglio di Stato alla possibilità di portarsi da casa i sacchetti compostabili (o altre tipologie di confezione), purché siano idonei (leggi qui). Se tra i retailer c’è già chi ha preso posizioni più nette (leggi qui il parere di Coop Italia), l’informazione è orientata ad analizzare il problema più a fondo, mettendo in luce quelli che sono i gap ancora in essere.

 

Il problema di fondo, sostanzialmente, rimane lo stesso: come spingere e convincere gli italiani a utilizzare – o, meglio, riutilizzare – i propri sacchetti? Una soluzione sostenibile e originale arriva da Tesco in Malesia: la catena britannica nel Paese del Sud-est asiatico ha infatti lanciato una shopper riutilizzabile che dà diritto a un buono sconto ogni volta che viene ripresentata alla cassa. Si chiama Unforgettable Bag questa busta della spesa, venduta a 0,50 ringgit a pezzo (pari a 0,13 dollari, circa un centesimo di euro), e sarà lanciata ufficialmente il 22 aprile prossimo, in occasione della Giornata Mondiale della Terra.

 

Un video racconta questa originale shopper, realizzata in plastica riciclabile, con un design a forma di tartaruga, pesce o balena, a richiamare i rischi che la plastica rappresenta per le creature marine.

 


La Unforgettable Bag, si legge su Reuters, è stata al momento lanciata in 11 punti vendita Tesco nella capitale della Malesia, Kuala Lumpur. La catena offre ai propri clienti un rimborso in contanti di 0,20 ringgit (0,05 dollari) per ogni borsa riutilizzata. Se la borsa è strappata o danneggiata la sostituzione è gratuita. Ma la vera novità, previo possesso della Green ClubCard (l’equivalente delle nostre carte fedeltà) è che lo sconto arriva anche se non si usa la Unforgettable Bag: basta infatti utilizzare un qualsiasi sacchetto riutilizzabile per avere diritto ad un massimo di 40 ringgit di sconto (10 dollari), più tutta una serie di buoni spesa in base ai punti accumulati sulla Green ClubCard.

 

Il gruppo attiverà il progetto in tutti i suoi 56 negozi in Malesia dal primo giugno, con l’auspicio di estenderlo in futuro anche ai punti vendita di tutta l’Asia.

 

Sulla minaccia per gli oceani causata dai rifiuti di plastica si è espresso anche un recente studio britannico, che mette in relazione l’introduzione dei sacchetti a pagamento con una effettiva diminuzione dell’abbandono di questi ultimi lungo le coste e nei mari del Regno Unito. In questo Paese il costo di 5 pence a sacchetto è stato introdotto nel 2015. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, ha esaminato i detriti di plastica sui fondali marini al largo delle coste britanniche che nel corso di un periodo di 25 anni. Ha poi confrontato i risultati di 39 indagini separate che hanno spulciato la plastica presa in mare tra il 1992 e il 2015. È emerso, come riporta un articolo su Repubblica, che il numero di sacchetti di plastica in mare è diminuito di quasi un terzo rispetto allo scorso decennio, mentre sono aumentati gli altri tipi di rifiuti di plastica trovati in acqua. Tra le possibili cause suggerite dagli autori della ricerca c’è infatti l’introduzione del pagamento dei sacchetti di plastica nella grande distribuzione in tutta Europa, ma anche i cambiamenti delle correnti marine nelle dinamiche oceaniche.

 

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