Veganuary 2026, al via la sfida collettiva dei 31 giorni all’insegna del plant-based
Gennaio, si sa, è il mese dei nuovi inizi e dei buoni propositi: da qualche tempo, è anche il mese in cui si può decidere di partecipare alla sfida collettiva del Veganuary, 31 giorni senza alimenti di origine animale. La campagna – promossa nel nostro Paese dall’associazione no-profit Essere Animali – ha visto l’adesione, nel 2025, del 2% della popolazione italiana (dati YouGov). Chi si iscrive (compilando il form disponibile sul sito italiano dell’associazione) riceve gratuitamente ricettari dedicati e ha la possibilità di partecipare agli eventi promossi in varie città italiane
di Maddalena De Franchis
È da qualche anno – precisamente dal 2015 nel Regno Unito e dal 2020 nel nostro Paese – che gennaio fa rima con Veganuary: Si chiama così, infatti, la campagna globale che invita a sperimentare per 31 giorni un’alimentazione 100% plant-based (senza carne, pesce, uova, latte e latticini). Puntando su ricette pratiche, supporto quotidiano e strumenti utili per accompagnare chi accetta la sfida, si stima che l’iniziativa abbia finora coinvolto attivamente oltre 2 milioni di persone nel mondo. Ma ancora più interessanti sono i dati sull’adesione nel nostro Paese, resi noti – al termine della campagna di un anno fa – dall’istituto di ricerca YouGov.
Il Veganuary in Italia
Nel nostro Paese la campagna è curata da Essere Animali, organizzazione no-profit impegnata nella tutela degli animali allevati e partner ufficiale del progetto. Chi si iscrive attraverso il sito italiano (https://veganuary.essereanimali.org/) riceve per tutto il mese materiali gratuiti, pensati per rendere il cambiamento accessibile e concreto. Sono previsti ricettari dedicati, tra cui uno focalizzato sulle proteine non di origine animale, uno pensato per chi muove i primi passi in cucina e uno rivolto all’alimentazione dei bambini, oltre a menu settimanali e suggerimenti per colazione, pranzo, cena e spuntini. Secondo il sondaggio realizzato da YouGov, il Veganuary 2025 ha visto la partecipazione del 2% della popolazione italiana. Sulla base di tali risultati e delle attuali stime sulla popolazione italiana, Essere Animali ha calcolato che oltre 1 milione di persone in Italia ha scelto di provare a mangiare vegetale nel mese di gennaio 2025. Dallo stesso sondaggio emerge, inoltre, che il 30% del campione, in Italia, ha sentito parlare dell’iniziativa: parliamo di circa 17 milioni di persone.
Come funziona
Il percorso ‘green’ ha inizio subito dopo l’iscrizione e comprende, fra l’altro, 31 email quotidiane con consigli nutrizionali, storie ed esperienze condivise da una community ampia e attiva, insieme a sconti riservati su prodotti vegani e segnalazioni di brand, locali e servizi che aderiscono all’iniziativa. In Italia sono 60 le aziende partner e oltre 20 i locali che partecipano proponendo piatti vegani nel menu: fra questi, le famose catene Fratelli La Bufala, Berberé, La Piadineria, Flower Burger e Trapizzino. “Partecipare a Veganuary significa prendersi cura di sé e del pianeta, un pasto alla volta – ha dichiarato Valentina Taglietti, responsabile alimentazione sostenibile di Essere Animali – Veganuary non è diventare vegan per sempre, ma provare per 31 giorni, scoprire cose nuove, vedere come ci si sente e decidere poi cosa fare”. Non una rinuncia, dunque, ma una scoperta: di sapori, nuove abitudini e di un modo diverso di prendersi cura di sé e del pianeta.
Le origini del movimento
Il termine “Veganuary” nasce – è facile intuirlo – dall’unione dei termini inglesi “vegan” e “January” ed è stato coniato, nel 2014, da una coppia di attivisti ambientali britannici, Jane Land e Matthew Glover. Da allora, l’iniziativa è cresciuta in modo esponenziale, coinvolgendo milioni di persone in oltre 200 Paesi. Oggi rappresenta uno dei movimenti più influenti nel panorama del cibo sostenibile, capace di unire consapevolezza ambientale, benessere personale e attenzione etica.
Le motivazioni
Tra le motivazioni che, secondo i promotori, dovrebbero spingere le persone almeno a provare, ci sono la salute, il desiderio di leggerezza ed equilibrio dopo le grandi abbuffate natalizie, l’impatto ambientale, l’attenzione verso gli animali e la curiosità di scoprire nuovi sapori. Sul sito web di Essere Animali sono riportate numerose testimonianze dei partecipanti alle scorse edizioni: tra le motivazioni si ritrovano spesso la voglia di mettersi alla prova in cucina e la riflessione sulle proprie scelte a tavola. L’associazione ha organizzato anche una serie di eventi per far conoscere l’iniziativa: tra il 27 e il 29 gennaio sono previste, infatti, 5 serate in altrettante città italiane (Padova, Cosenza, Senigallia, Roma e Milano), pensate principalmente come momenti di confronto con nutrizionisti e altre persone che stanno facendo – o hanno già compiuto – lo stesso percorso. Ma ci sarà anche spazio per una cena vegetale “vera” – sottolineano dall’associazione – “un menù completo, preparato da ristoranti selezionati: i piatti dimostreranno che ‘vegetale’ non significa affatto ‘rinunciare al gusto’”.
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