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TuttoFood occasione sprecata. Cosa vuole il consumatore? Cibo sano e “convenience”

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Interessante convegno l’8 maggio, giorno di apertura di TuttoFood, su digital transformation e nuovi trend di consumo e distribuzione del food. Dopo una relazione introduttiva di Romolo De Camillis, retail director di Nielsen, hanno preso la parola alcuni rappresentanti di catene distributive nazionali ed estere, tra cui il presidente di ADM e amministratore delegato di Végé Giorgio Santambrogio. Cosa è emerso? In termini di consumi la maggiore preoccupazione è la ricerca di cibo sano, sostenibile e locale, possibilmente non artificiale e con indicazioni chiare sugli ingredienti. Sul fronte distributivo la sfida maggiore non è l’e-commerce ma un’integrazione armonica e “convenience” tra fisico e virtuale e il correto utilizzo dei milioni di dati raccolti

 

di Eugenio Felice

 

Marketing-trends-nielsen-1L’impressione per chi, come noi, ieri c’è stato è che TuttoFood 2017 sia stata un’occasione sprecata per il settore ortofrutticolo italiano. Una cinquantina di espositori in un padiglione condiviso con distillati cinesi, prosciutti spagnoli e olio di ogni dove non misurano tanto i risultati di Fruit & Veg Innovation ma la deriva del sistema fieristico italiano a servizio delle imprese ortofrutticole. Ieri c’era Silvio Berlusconi che si aggirava tra gli stand – è stato anche a pranzo con i Battagliola di La Linea Verde – oltre a una pletora di autorità tra cui il ministro “latitante” Martina. Oggi è l’Obama Day. A Seeds and Chips, fiera nella fiera, espongono aziende tecnologiche che vengono da tutto il mondo, con grande attenzione per temi d’avanguardia come il vertical e il precision farming. Nella grande vetrina del made in Italy agroalimentare, insomma, l’ortofrutta è quasi assente e questo è un vero peccato.

 

Nielsen-trend-2Durante la prima giornata, lunedì 8 maggio, abbiamo assistito al convegno su digital transformation e trend di consumo. Nella relazione introduttiva Romolo De Camillis, retail director di Nielsen, ha sottolineato che a livello mondiale la seconda preoccupazione maggiore dopo la crisi economica è la ricerca di cibo salutare. Tre persone su quattro sono molto preoccupate dell’impatto che i cibi artificiali hanno sulla nostra salute e, cosa ancor più importante, due su tre sono disposti a spendere di più per acquistare cibo salutare, in particolare le generazioni più giovani (positivo questo aspetto anche in prospettiva). Altro fattore che sta guidando i consumi è il premium, che non riguarda solo i prodotti ma anche i punti vendita e gli assortimenti. Il consumatore è attirato da prodotti ricercati, di alta qualità e dalle elevate proprietà gustative, da acquistare in punti vendita coerenti che sappiano emozionare.

 

Nielsen-trend-3Il consumatore, in particolare, vuole semplicità di acquisto, a 360 gradi, quindi intesa anche come prossimità e in questo senso l’e-commerce e l’home delivery hanno grandi opportunità. Vuole prodotti facili da consumare, piatti pronti, snack, estratti salutari. In altre parole ricerca quello che gli inglesi chiamano “convenience“. Che significa anche poter fare un pasto all’interno del punto vendita, una tendenza già forte negli Stati Uniti e che sta prendendo piede anche in Italia con Carrefour che sta tracciando la strada. Nella logica rientra anche il prezzo “comodo”: ci sono dei consumatori per cui il prezzo è ancora una delle priorità e hanno trovato nei discount, o meglio smart discount come Lidl e tra poco Aldi, un’offerta coerente con le loro aspettative. Sempre molto ricercati dai consumatori sono i prodotti locali, che permettono anche di differenziare i punti vendita.

 

Nielsen-trend-4E la tecnologia? Va declinata nel concetto di “comodo” descritto sopra, ha dichiarato Romolo De Camillis: “Non bisogna rincorrere le mode, deve semplificare il processo di acquisto“. Altrimenti si rischia di andare incontro a dei fallimenti: fa strano vedere che tra gli espositori di Seeds and Chips c’è anche QuiCibo, una start-up di Verona che si definiva “il più grande mercato online dell’agroalimentare italiano” con partner come FederBio e finanziata da ministero delle Politiche Agricole più altri enti e che oggi è “in liquidazione”. E in effetti, nella tavola rotonda tra rappresentanti di diverse catene distributive sia italiane che estere, Amazon non pare più essere una preoccupazione, anzi potrebbe essere un alleato (già lo è per Unes e NaturaSì). Piuttosto, la vera sfida, come ha detto Gregoire Kaufman, direttore commerciale e marketing di Carrefour, è l’uso dei dati per migliorare assortimenti e offerte.

 

Copyright: Fruitbook Magazine

 


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