Food delivery, Getir esce dal mercato italiano, spagnolo e portoghese
Getir, società turca del food delivery con consegna rapida della spesa, ha annunciato il suo ritiro da Italia, Spagna e Portogallo. “Allo stesso tempo – fanno sapere -, Getir sta finalizzando un round di finanziamento e continuerà a operare nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Germania, nei Paesi Bassi e in Turchia, che generano il 96% dei ricavi dell’azienda”. Getir è solo l’ultima in ordine temporale a lasciare il Belpaese dopo Gorillas e Uber Eats
Dalla Redazione
La startup turca Getir ha annunciato il 27 luglio che si ritirerà dall’Italia, dalla Spagna e dal Portogallo – come riporta Reuters. Durante la pandemia da Covid-19, le startup di consegna ultraveloce di generi alimentari come Getir hanno avuto un boom, scemato rapidamente però con il ritorno dei consumatori alle loro abitudini e acquisti nei negozi, un ritorno “alla normalità” anche più forte di quello previsto.
In una dichiarazione inviata via e-mail, l’azienda ha affermato che “intende ritirarsi in modo ordinato” dai tre Paesi.
“Allo stesso tempo, Getir sta finalizzando un round di finanziamento e continuerà a operare nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Germania, nei Paesi Bassi e in Turchia, che generano il 96% dei ricavi dell’azienda“.
Un mese fa, il più grande sindacato spagnolo ha dichiarato che Getir avrebbe cessato le sue attività nel Paese e avrebbe licenziato l’intera forza lavoro. Getir non ha fornito dettagli sui licenziamenti. “Il ritiro di Getir da questi tre mercati le consentirà di concentrare le proprie risorse finanziarie sui mercati esistenti, dove le opportunità di redditività operativa e di crescita sostenibile sono più forti”, ha dichiarato l’azienda.
In Italia, Getir era presente a Torino, Milano e, a gennaio 2022, Getir aveva debuttato a Roma. Il lancio del servizio nella Capitale era stato accompagnato all’apertura di otto Gstores; un’area di consegna che comprendeva le zone di Balduina, Garbatella, Pigneto, Centocelle, Tuscolano, Trieste, Trastevere, Colosseo; e un team operativo di oltre 250 persone tra operatori di magazzino e customer service, che si erano aggiunte agli oltre 500 dipendenti su Milano.
Ora, stando a quanto denunciato da Filcams, Fisascat e Uiltucs sono 370 i dipendenti che rischiano il licenziamento in Italia. Le motivazioni? Sempre le stesse: bassa profittabilità, risultati non i linea con gli obiettivi, gli investitori non intenzionati a sostenere ulteriori investimenti. Niente di nuovo quindi per il settore del Food Delivery, che vede un riassetto dei vari players.
Nel 2022, Getir aveva formalizzato con Just Eat un’alleanza su scala europea per la vendita condivisa di 2 mila prodotti, a dicembre, la startup turca aveva deciso di inglobare la concorrenza acquisendo Gorillas, l’unicorno berlinese del quick commerce, attivo nello stesso segmento di mercato, che è uscito dal panorama italiano a luglio del 2022. Così come Sezamo, la società del gruppo ceco Rohlik, che ad aprile 2023 ha annunciato la decisione di abbandonare l’Italia con un post sui social.: “Ciao, ci siamo presi una pausa. Il nostro servizio non è al momento disponibile”. Ultima in ordine temporale è Uber Eats, che a giugno 2023 ha annunciato la sua uscita dall’Italia, lasciando a piedi circa 2.200 rider.
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