Whole Foods è sempre più Amazon: al via la riorganizzazione interna
Il nuovo store Whole Foods a Tampa, Florida.
Whole Foods Market, iconica insegna di supermercati healthy e bio in Usa che nel 2017 è passata alla proprietà di Amazon per la cifra monstre di 13,7 miliardi di dollari, è sempre più Amazon. Nonostante le rassicurazioni, numerose negli anni, che dal quartier generale del colosso garantivano che Whole Foods sarebbe rimasta la stessa, l’insegna sarà ora oggetto di una profonda riorganizzazione che unificherà la catena di comando delle diverse divisioni alimentari e una serie di attività relative al personale sotto l’unico “ombrello” della casa madre. Con una consapevolezza: nel grocery il canale fisico – il cosiddetto brick-and-mortar – rimane un elemento fondamentale per il successo, anche per un colosso dell’e-commerce come Amazon
Di Massimiliano Lollis
Sono passati otto anni da quando la catena Whole Foods Market – simbolo della spesa bio in Usa – è passata per la cifra record di 13,7 miliardi di dollari sotto la proprietà di Amazon, colosso dell’e-commerce guidato da Jeff Bezos (leggi qui). Come ricorderanno gli addetti ai lavori, l’annuncio dell’acquisizione fu accompagnato da rassicurazioni – da parte del nuovo management – in merito al fatto che l’insegna avrebbe mantenuto la sua indipendenza e sarebbe rimasta fondamentalmente la stessa.
Come si evince da una comunicazione interna trapelata da un’anticipazione di Business Insider, una profonda riorganizzazione interna in vista sembra in parte smentire queste premesse. Jason Buechel, alla guida di Whole Foods dal 2022 e recentemente promosso a responsabile di tutte le iniziative grocery di Amazon, comprese Amazon Fresh e Amazon Go, sarebbe infatti al lavoro per integrare in modo più incisivo l’insegna all’interno delle attività di Amazon in ambito food: tra i cambiamenti previsti più importanti c’è l’accentramento delle varie divisioni alimentari sotto un’unica catena di comando, oltre alle attività relative al personale – dalle retribuzioni ai benefit, passando per i criteri per la valutazione della performance – che saranno ora inglobate nei sistemi di Amazon. “Troppo spesso moltiplichiamo gli sforzi perdendo però facili occasioni per essere più efficienti – avrebbe scritto Buechel nel memo trapelato. – Abbiamo una grande opportunità per lavorare in modo più intelligente e semplificare l’approccio ai bisogni condivisi”.
Una nuova squadra dirigenziale coordinerà ora sette funzioni chiave — dalla tecnologia alla logistica, passando per le operazioni e il real estate — che abbracciano tutti i marchi alimentari del gruppo. Pur mantenendo gli standard qualitativi e sugli ingredienti tipici di Whole Foods, l’obiettivo è chiaro: unificare i sistemi, condividere risorse e accelerare la crescita in un settore dove Amazon fatica ancora ad affermarsi.
“Per facilitare ulteriormente la collaborazione e l’innovazione al servizio dei clienti – ha dichiarato Lauren Snyder, portavoce di Amazon, in una nota riporta da Bloomberg – stiamo continuando a unificare i team tra i nostri brand alimentari. Questi cambiamenti riflettono il nostro impegno a lungo termine per rendere la spesa più semplice, veloce ed economica”.
Vale la pena ricordare che, nonostante il clamore mediatico, l’approccio innovativo a diversi temi (basti pensare ai punti vendita senza casse) e alla sua rete sul territorio di oltre 500 store Whole Foods e 60 negozi Amazon Fresh, Amazon risulta ancora decisamente marginale nel panorama distributivo del grocery statunitense: ad oggi detiene infatti una quota di mercato dell’1,4-1,6%: un risultato molto distante dal colosso Walmart, che domina la vetta con una quota del 21,2%, seguito da Kroger (8,6%) e Costco (8,5%).
Negli anni – fa notare la testata Quartz – gli analisti hanno visto proprio nella frammentazione delle attività grocery del gruppo uno dei principali ostacoli alla crescita. Whole Foods e Amazon Fresh hanno spesso operato su due binari separati, senza un reale coordinamento tra team impegnati su problematiche simili. La riorganizzazione in vista punterebbe proprio ad unificare i due binari, con la benedizione del Ceo di Amazon, Andy Jassy, che ha già promosso una maggiore integrazione con altri brand e servizi di Amazon come Audible nel campo dell’entertainment e One Medical in quello dell’assistenza medica.
Come osserva Quartz, è da tempo che Amazon ha cominciato a “fondere” i propri marchi grocery: utilizzando i negozi Whole Foods come hub logistici, sperimentando micro-store a marchio “Amazon Grocery”, integrando le consegne da Fresh e lanciando linee di prodotti private label più convenienti. Ora, con l’integrazione più decisa che si annuncia, si punta a rafforzare la diffusione di micro-centri locali, garantire maggior coesione nel livello dei prezzi e a raggiungere una gestione più efficiente e sinergica anche grazie a sistemi di inventario unificati.
In definitiva, sebbene non siano previsti impatti negativi sul personale, la riorganizzazione segna una svolta culturale e solleva dubbi sull’autonomia di cui l’insegna bio potrà godere in futuro. Whole Foods diventa ora un elemento centrale nella strategia grocery di Amazon, che punta a consolidare la propria posizione in un settore che, nonostante l’e-commerce, vede ancora nella presenza fisica – il cosiddetto brick-and-mortar – un elemento fondamentale per il successo.
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