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            Bella Dentro, la startup che salva i prodotti ortofrutticoli brutti ma buoni

            Si chiama “Bella Dentro, il gusto del buon senso” la startup fondata da Camilla Archi e Luca Bolognesi, coppia trentunenne che ha deciso di lasciare il posto fisso per salvare i prodotti ortofrutticoli buoni ma non in linea con i canoni che richiede la grande distribuzione. “Canoni puramente estetici – scrivono sul loro sito – e non qualitativi, che possono creare un grande danno agli agricoltori, all’ambiente e alla nostra economia”. Attiva dal 2018, dopo una fase di rodaggio, Bella Dentro si sta espandendo con un laboratorio di trasformazione e un negozio a Milano che aprirà in primavera. Il progetto è sostenuto anche da Cortilia

            Dalla Redazione

            Startup Bella Dentro

            L’Ape Car ricoperto di erba della startup Bella Dentro (foto: belladentro.org)

            Bella Dentro è nata nel 2018 (ne avevamo parlato qui) grazie al coraggio di una giovane coppia di trentunenni che, nonostante avessero lavori ben retribuiti e stabili – Luca lavorava in una multinazionale a Ginevra mentre Camilla nella pubblicità per una casa editrice – nel 2017 hanno deciso di licenziarsi e di fondare l’anno successivo la startup. Il grande passo l’hanno fatto insieme: “Senza figli, ci siamo detti, ora o mai più – ha confessato Camilla in un’intervista al Corriere della Sera, che prosegue -. Abbiamo fatto mesi di ricerca andando a vivere in campagna da infiltrati nella filiera. Abbiamo fatto gli operai della raccolta, siamo stati nelle cooperative, tra i buyer della grande distribuzione”.

            Il tema dell’attenzione agli sprechi, infatti, è sempre più sentito e in tanti hanno pensato al tema degli avanzi, agli alimenti vicini alla scadenza. Al mondo, infatti, si stima che circa il 21% dell’ortofrutta vada sprecato dal momento della raccolta alla vendita al dettaglio (leggi qui). Camilla e Luca si sono così concentrati sull’ortofrutta sana ma con qualche “inestetismo”. “I produttori vengono sempre ignorati da certi grandi dibattiti sul mondo alimentare. Ma sono quelli che rischiano di più. Per questo ci battiamo per tutto quello che riguarda il raccolto: uno spreco di cui la gente non parla” prosegue Camilla.

            Le vendite a Milano sono iniziate ad aprile del 2019, dopo un periodo di rodaggio in cui la coppia girava con un Ape Car coperto d’erba e si limitava a comprare e vendere gli ortaggi che sarebbero stati scartati a causa dei difetti estetici. Da allora, hanno evitato lo spreco di 45 tonnellate di prodotti ortofrutticoli, tutti di provenienza italiana. E lo fanno partendo dal capo della filiera, ossia le aziende agricole stesse. L’Ape Car, così come il loro sito e blog ricco di informazioni, è anche il loro modo di fare comunicazione e di sensibilizzare le persone sul tema, per far capire a quanta più gente possibile quanto questi difetti siano naturali e quanto si potrebbe andare oltre le apparenze.

            Come funziona? Bella Dentro vende frutta e verdura italiana che ha subito i danni causati dallo sfregamento con altri frutti o rami, fuori calibro (troppo grandi o troppo piccoli) o dalle forme irregolari. In media, infatti, si attesta attorno al 15-20% la percentuale di ortofrutta che non rientra negli standard soprattutto per colorazione, forma e misura, portando nella sola Europa a uno scarto annuo di 50 milioni di tonnellate di frutta e verdura buona ma imperfetta (leggi qui). La grandine può alzare la soglia di rischio al 60%. “Il vento che li fa sbattere o la siccità che li fa crescere poco – spiega Camilla -. Non prendiamo nulla da terra”. La merce, che arriva da tutta Italia viene poi stoccata in un magazzino a Segrate. Sono loro stessi a pagare la logistica e ogni settimana pubblicano quello che hanno a disposizione. I prodotti possono poi essere acquistati in giro per Milano, dalla loro Ape Car o su Cortilia.it, che li ha sostenuti nel progetto.

            startup Bella Dentro

            Un’immagine della campagna di comunicazione ideata dalla startup Bella Dentro (foto: belladentro.org)

            Da allora la startup è cresciuta sul mercato, oltre a persone comuni che si approvvigionano da loro e li contattano o direttamente o tramite il loro sito, ci sono anche dei ristoranti. Da poco è stato inaugurato anche un laboratorio per la trasformazione di frutta e verdura, per la realizzazione, tra le varie cose, di confetture extra di cachi grandinati di Romagna e mele golden del Trentino.  “Nel Lodigiano – racconta Camilla nell’intervista – ci siamo appoggiati alla cooperativa sociale L’Officina che coinvolge ragazzi autistici. Abbiamo comprato i macchinari per fare anche gli essiccati di frutta e verdura. Abbiamo trovato un piccolo punto vendita a Milano che vogliamo aprire in primavera. L’Ape rimane per consegne e far conoscere i prodotti”. In questo modo nulla viene sprecato e i clienti ne traggono vantaggio, dato che i prodotti costano circa un 20% in meno rispetto al prezzo che avrebbero nella grande distribuzione. Ora hanno trovato un piccolo punto vendita a Milano che sperano possa aprire in primavera. L’Ape rimane per consegne e far conoscere i prodotti. “Diventeremo grandi, si spera”, conclude Camilla.

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