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            Coronavirus, l’Oms consiglia di lavare sempre frutta e verdura

            Coronavirus, l’Oms mette in guardia ed esorta a lavare sempre bene frutta e verdura, soprattutto se si desidera mangiarla cruda: “Questi prodotti sarebbero considerati a ‘basso rischio’ di trasmissione – spiega la dott.ssa Margaret Harris dell’OMS -, ma tutti gli alimenti devono essere lavati prima del consumo, sia quelli confezionati che quelli venduti sfusi e selezionati dai clienti”. L’Efsa ha comunque affermato che allo stato attuale non risultano prove per affermare che il cibo sia fonte di trasmissione del coronavirus. Sono comunque norme igieniche che dovrebbero essere adottate sempre, non solo in caso di epidemia, così come l’osservanza di buone pratiche igieniche durante la manipolazione, la preparazione e la conservazione dei cibi freschi e cotti

            Dalla Redazione

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            LEfsa, autorità europea per la sicurezza alimentare, ha affermato che non ci sono prove allo stato attuale per affermare che il cibo sia fonte o via di trasmissione probabile per il coronavirus. “Le esperienze fatte con precedenti focolai epidemici riconducibili ai coronavirus – afferma Marta Hugas, direttore scientifico dell’Efsa -, come il coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV) e il coronavirus della sindrome respiratoria mediorientale (MERS-CoV), evidenziano che non si è verificata trasmissione tramite il consumo di cibi. Al momento, quindi, non abbiamo prove per affermare che il coronavirus si comporti in modo diverso“.

            Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha affermato che il coronavirus si diffonde da persona a persona, principalmente tramite goccioline respiratorie che le persone emanano quando starnutiscono, tossiscono o espirano. Scienziati ed enti di tutto il mondo stanno monitorando la diffusione del virus e finora non sono state registrate segnalazioni di trasmissione del virus tramite il cibo. Tuttavia, l’Efsa sta tenendo monitorata la letteratura scientifica per eventuali nuove e pertinenti informazioni sull’argomento, perché non ci sono prove nemmeno del contrario.

            Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha emanato una serie di raccomandazioni precauzionali tra cui consigli di buone pratiche igieniche durante la manipolazione e la preparazione dei cibi, come ad esempio lavarsi le mani prima e dopo aver toccato alimenti crudi e cotti, pulire con attenzione il piano di lavoro, utilizzare in cucina utensili differenti per la preparazione di prodotti crudi e cotti, cuocere bene la carne, evitare potenziali contaminazioni tra cibi cotti e non e durante la conservazione degli alimenti in frigorifero o in freezer tenere ben separati e in contenitori sigillati gli alimenti cotti da quelli crudi. Anche a questo link del BfR, l’organismo tedesco preposto alla valutazione del rischio, si possono trovare maggiori informazioni sulle eventuali contaminazioni nella preparazione e conservazione degli alimenti.

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            L’Oms esorta così a lavare sempre frutta e verdura prima di mangiarla per evitare un’eventuale diffusione del coronavirus, in quanto il rischio maggiore risiede nel maneggiare prodotti freschi e merci confezionate che sono state manipolate senza le dovute precauzioni o sulle quali una persona infetta abbia tossito o starnutito. “Tutte queste cose sarebbero considerate a ‘basso rischio’ di trasmissione, ma tutti gli alimenti devono essere lavati prima del consumo, sia quelli confezionati che quelli venduti sfusi e selezionati dai clienti”, ha spiegato la dott.ssa Margaret Harris dell’Oms. È infatti improbabile che il virus possa essere contratto mangiando cibo, soprattutto se è stato riscaldato in quanto gli studi hanno dimostrato che una cottura accurata è efficace nell’uccidere virus simili come ad esempio quello dalla Sars.

            Sono tutte raccomandazioni in via precauzionale che andrebbero adottate sempre nella nostra quotidianità – non solo nel caso del recente diffondersi del coronavirus – in quanto queste azioni abbattono il rischio potenziale non solo di contrarre il coronavirus, ma anche tutta un serie di malattie che esistono da tempo, spesso anche molto più gravi e di cui forse a volte tendiamo a dimenticarci o a sottovalutare.

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