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                      Food packaging, in Gdo solo il 6,2% è eco-friendly. Ortofrutta comparto più green

                      Imballaggi per alimenti e svolta green? La strada sembrerebbe ancora lunga. Secondo l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, infatti, solo il 6,2% dei prodotti che troviamo al supermercato ha packaging riciclabili al 100%; inoltre 3 prodotti alimentari su 4 non riportano in etichetta le informazioni sul corretto smaltimento. In questo contesto spicca positivamente l’ortofrutta, il comparto più virtuoso se si parla di comunicare l’eco-sostenibilità delle confezioni. Guardando invece al grado di riciclabilità del packaging, spiccano in fondo alla classifica i preparati e i piatti pronti

                      Dalla Redazione

                      GS1 Italy food packaging

                      Food packaging: secondo GS1 Italy in Gdo solo il 6,2% delle confezioni è eco-friendly

                      Confezioni per alimenti? La sostenibilità sembrerebbe essere il nuovo business. Secondo un’indagine di Markets and Markets pubblicata su Food Packaging Forum, il mercato globale dei packaging eco-friendly passerà dagli attuali 174,7 miliardi ai 249,5 miliardi di valore entro il 2025 (+42,8%), registrando un tasso di crescita composita annua del 7,4%. Una svolta green che andrebbe pienamente incontro alla sensibilità dei consumatori: secondo un recente sondaggio pubblicato da Environmental Leader, infatti, ben il 74% di essi sarebbe disposto a pagare di più per un prodotto dal packaging sostenibile.

                      Tuttavia alle parole – tante, quelle spese negli ultimi anni sull’argomento – non seguono i fatti. È quanto emerge dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che, analizzando lo scenario della grande distribuzione, evidenzia come solo il 6,2% dei prodotti alimentari presenti sugli scaffali abbia una confezione riciclabile al 100%. Non solo, ci sarebbe anche un problema di comunicazione: in Gdo soltanto il 25,4% del food riporta in etichetta le informazioni necessarie su come smaltire correttamente la confezione, come riporta Repubblica.

                      La sfida dunque è rivolta alle aziende produttrici, chiamate a dimostrare concretamente maggiore sensibilità verso le tematiche ambientali ricorrendo in modo più consistente a packaging eco-friendly. Tanto più che, come detto sopra, tre consumatori su quattro sarebbero disposti a pagare un prezzo maggiore in cambio di sostenibilità.

                      E se parliamo di sostenibilità, quali sono i comparti che comunicano maggiormente la riciclabilità dei packaging sulle etichette? Secondo lo studio di Osservatorio Immagino di GS1 Italy al primo posto troviamo l’ortofrutta (43,7%), seguita a ruota dal freddo (41,5%) e la drogheria alimentare (31,8%), e poi dal fresco (26,5%), il cura casa (24,3%) e le carni (14,6%).

                      Le percentuali dei prodotti che indicano la possibilità di riciclo restano basse invece per quanto riguarda le bevande (14,6%), il pet care (13,1%) e la cura persona (11,5%).

                      Per quanto riguarda invece i prodotti all’interno delle singole categorie merceologiche, l’acqua minerale trionfa con il 100% delle referenze dichiarate totalmente o largamente riciclabili sull’etichetta. Poco più in basso, con oltre il 90% delle referenze, abbiamo il cura casa, con prodotti per detergenza bucato e stoviglie, le bevande liscie e gassate, le carni e l’ortofrutta, mentre intorno all’80% ci sono i prodotti di drogheria alimentare, del fresco, del freddo e del pet care.

                      Infine, fra i prodotti con il minor grado di riciclabilità del packaging ci sono i preparati e i piatti pronti (41,2%), i prodotti da ricorrenza (30,7%) e i condimenti freschi (25,3%).

                      “Diventa sempre più importante comunicare al consumatore le informazioni sulla riciclabilità per favorirne la consapevolezza, aiutarlo nelle scelte d’acquisto e soprattutto nel corretto smaltimento del packaging di prodotto – dichiara Samanta Correale, business intelligence senior manager GS1 Italy -. Affinché l’intero processo sia virtuoso, infatti, è necessario che arrivi fino in fondo”.

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