Hormuz, Assomela rassicura: carichi di mele in arrivo e porti operativi
La crisi nello stretto di Hormuz ha acceso l’allarme per l’export di mele verso il Medio Oriente, tra navi ferme e costi logistici in aumento segnalati dagli operatori del settore e dalle associazioni agricole. Assomela però rassicura: i carichi stanno arrivando e i principali porti dell’area risultano al momento operativi
Dalla Redazione
La crisi nello stretto di Hormuz, innescata dalla guerra in Iran, ha acceso nelle ultime settimane l’allarme nel settore ortofrutticolo italiano, soprattutto per l’export di mele verso il Medio Oriente. Alcuni operatori della filiera avevano segnalato rallentamenti e criticità logistiche: Giovanni Gullino, managing director di Gullino Group, ha parlato di rotte più lunghe e costi di trasporto in aumento, mentre Confagricoltura con il presidente della Fnp Frutticoltura Michele Ponso – ha evidenziato navi ferme e ordini cancellati per le mele dirette nei Paesi del Golfo.
In questo quadro di forte preoccupazione, la fotografia scattata da Assomela arriva però a rassicurare almeno in parte il comparto: secondo il consorzio, che rappresenta la gran parte della produzione melicola italiana, i carichi stanno continuando ad arrivare a destinazione e i principali porti dell’area risultano, al momento, operativi.
Assomela: carichi in arrivo e porti operativi
“Ad una settimana dall’inizio del conflitto, possiamo dire che il comparto melicolo italiano, non nuovo ad affrontare situazioni di crisi ed instabilità geopolitica, ha sostanzialmente retto allo scossone causato dalla guerra – dichiara il presidente di Assomela, Ennio Magnani, commentando gli sviluppi della situazione in Medio Oriente -: le difficoltà sorte sullo Stretto di Hormuz hanno preoccupato il settore ma toccato solo lateralmente le attività commerciali dei consorzi produttori di mele. Ad oggi i carichi stanno arrivando e i porti principali sono operativi”.
“Ricordiamo che le mele hanno qualità intrinseche che permettono un’ottima conservazione anche su lunghe tratte, consentendo di affrontare imprevisti di vario genere e cambi di logistica non pianificati – continua -. Speriamo ovviamente in un rapido ridimensionamento del conflitto, che in caso contrario potrebbe riservare spiacevoli risvolti sotto diversi punti di vista”.
Una fase di stagione che aiuta il comparto
A spiegare perché l’impatto sia stato finora contenuto è anche il momento della stagione commerciale. “Stiamo monitorando la situazione giorno per giorno, alcune situazioni sono imprevedibili. Ma il periodo della stagione ci aiuta – sottolinea il direttore di Assomela, Giovanni Missanelli -, visto che la stagione commerciale verso i Paesi del Medio Oriente si trova oggi nella fase finale, in quanto era già stato previsto per l’inizio di marzo l’arrivo del prodotto proveniente dall’Emisfero Sud ed una conseguente e progressiva diminuzione della merce proveniente dall’Italia. Confidiamo quindi di continuare il trend positivo degli ultimi mesi”.
Mele, vendite sopra media triennale e giacenze in calo
Nel frattempo si è svolta anche la periodica riunione del comitato marketing di Assomela con i responsabili commerciali e i direttori generali delle principali organizzazioni dei produttori di mele italiane per fare il punto sull’andamento del mercato nell’ultimo mese. Le giacenze al 1° marzo indicano una situazione positiva per le vendite del mese di febbraio. I dati relativi alle mele da tavola risultano infatti superiori del 4,4% rispetto alla media degli ultimi tre anni.
Tra le principali varietà, la giacenza di Golden Delicious del Trentino-Alto Adige è inferiore del 3,9% rispetto alla media del triennio. La Red Delicious registra uno dei livelli di giacenza più bassi con 38.432 tonnellate, un dato inferiore del 40% rispetto alla media degli ultimi tre anni. Gli stock di Gala, che dovrebbero esaurirsi entro la prima metà del prossimo mese, ammontano invece a 33.667 tonnellate, in linea con la media del triennio e pari all’8% del prodotto.
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