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            Il CAR di Roma sospende il pagamento dei canoni. Padova: “Si valuterà caso per caso”

            CAR

            Dalla Redazione

            Vista la situazione di crisi che sta vivendo il settore agroalimentare, aggravata dalle necessarie restrizioni alle attività del commercio al dettaglio come i mercati rionali, oltre a quelle già in vigore che interessano il settore dei pubblici esercizi (bar, ristoranti, catering), il CAR – Centro Agroalimentare di Roma, la più grande struttura italiana, ha deciso – per primo in tutto il Paese – di consentire la sospensione del pagamento dei canoni e delle spese accessorie per gli operatori interni al mercato dell’ortofrutta e al mercato ittico.

            Il provvedimento è mirato a garantire alle imprese una maggiore disponibilità liquida, per fare fronte ai costi che comunque debbono continuare a sostenere in presenza di ricavi in flessione. Con questo provvedimento, la gestione del CAR vuole ribadire l’importanza del proprio sistema imprenditoriale che in questi giorni drammatici si sta prodigando per garantire comunque un rifornimento di merci fresche alla città non con poche difficoltà e rischi. Allo stesso tempo si è deciso di aprire un tavolo di confronto permanente con le rappresentanze delle categorie per monitorare congiuntamente l’evoluzione della situazione e verificare le iniziative da assumere.

            Massimo Pallottini, presidente di Italmercati e managing director del CAR, intervistato a Stasera Italia di Rete 4, afferma: “Ora si ha una tendenza a un maggior consumo di prodotti conservati piuttosto che a prodotti freschi. La domanda di prodotti freschi, dall’ortofrutta alla carne al pesce, ha visto un calo che va dal 20-25% a un massimo del 50%. Il pesce, nello specifico, ha avuto una caduta verticale. Questo nasce da un’abitudine sbagliata che si è formata con questa emergenza ad acquistare prodotti a lunga conservazione e stipare gli armadi della cucina e i congelatori, nella paura non poterli più trovare, quando in realtà non è così”.

            E negli altri Mercati all’ingrosso italiani? Per ora nessuno, a quanto ci è dato sapere, intende seguire  l’esempio di Roma, almeno non in tempi brevi. Se un “no comment” arriva dalla direzione di Veronamercato e un “siamo stati informati” arriva da Sogemi (società di gestione dell’Ortomercato di Milano), un’apertura, dettata dal buonsenso, arriva da Domenico Minasola, presidente del MAAP, Mercato AgroAlimentare di Padova: “Il consiglio di amministrazione non ha ancora valutato questa ipotesi. Se verrà fatto, si valuterà caso per caso su basi documentali ed effettive”. In altre parole,  se si interverrà, non sarà a pioggia come a Roma.

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