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                      Dyson Farming

                      Il nuovo sistema a "ruota panoramica" nelle serre di Dyson Farming (Copyright: Dyson)

                      Nel Regno Unito prosegue con successo l’esperienza del colosso tecnologico Dyson nel mondo del vertical farming. Le serre di 26 acri nel Lincolnshire ospitano 1,2 milioni di fragole coltivate tutto l’anno, per oltre 1.250 tonnellate di prodotto di alta qualità. Con l’inizio del 2026 le fragole vengono distribuite anche al settore della ristorazione professionale tramite Nationwide Produce

                      Di Massimiliano Lollis

                      Dyson Farming

                      Il nuovo sistema a “ruota panoramica” nelle serre di Dyson Farming (Copyright: Dyson)

                      A Carrington, nel Lincolnshire (Uk), le fragole “a km zero” coltivate nelle serre tecnologiche della Dyson Farming, società di Sir James Dyson, fondatore milionario dell’omonima azienda nota per gli aspirapolvere, sono oramai una realtà consolidata.

                      Realizzate nel 2021 in piena pandemia nel giro di un anno (leggi qui), oggi le serre Dyson si estendono su una superficie di 26 acri. Sono 1.225.000 le piante di fragole coltivate 12 mesi l’anno all’interno dei suoi spazi, per una produzione stimata di fragole di alta qualità che supera le 1.250 tonnellate annue.

                      Numeri che oggi rendono l’offerta delle fragole di Dyson Farming appetibile anche nel campo dell’ho.re.ca. Già disponibili da tempo nella Gdo tradizionale – per le insegne e marchi Sainsbury’s, M&S, Co-op, Harrods – e nell’e-commerce (Ocado), oltre che in fruttivendoli e negozi a livello locale, le fragole local di Dyson vengono ora lanciate sul mercato della ristorazione professionale grazie al distributore di ortofrutta britannico Nationwide Produce. Con il 2026 le fragole britanniche di alta qualità di Dyson Farming entrano così a far parte della sua linea invernale rivolta a grossisti, ristoratori e clienti del settore alimentare.

                      “Dall’energia sostenibile ai sistemi agricoli all’avanguardia, Dyson Farming sta aprendo la strada al futuro dei frutti di bosco britannici. Siamo orgogliosi – fa sapere Nationwide Produce tramite i propri canali social – di collaborare con Dyson Farming e ancora più orgogliosi di offrire fragole britanniche durante tutto l’inverno, coltivate in modo sostenibile, su larga scala e con l’innovazione al centro di ogni frutto”.

                      Nationwide Produce, fondata nel 1975, è un’azienda a conduzione familiare britannica specializzata nella distribuzione e import/export di frutta e verdura fresca. Con un fatturato da 204 milioni di sterline (2025) e una rete logistica efficiente e magazzini a temperatura controllata in UK, Europa e Spagna, il distributore serve oltre 1.000 clienti tra retailer, grossisti, catering e industrie alimentari. 

                      Tecnologia e sostenibilità nelle serre Dyson

                      Il lancio delle fragole local di Dyson Farming coincide, non a caso, con un potenziamento della tecnologia impiegata all’interno delle serre. Tra le ultime novità in questo senso ci sono il sistema di coltivazione verticale ibrido di Dyson, la cui sperimentazione si è conclusa la scorsa estate. Anziché disporre le fragole in semplici file, il sistema di Dyson le dispone su vaste strutture simili a ruote panoramiche alte 5,5 metri che ruotano le piante di fragole, sfruttando l’intera altezza della serra e aumentando notevolmente il numero di piante di fragole che possono essere piantate nella stessa area. Una innovazione che, secondo quanto dichiarato dall’azienda stessa, avrebbe permesso di aumentare la resa del 250% ottimizzando la qualità dei frutti.

                      Due impianti in alluminio, ciascuno più grande di due autobus a due piani messi uno dietro l’altro, ruotano i vassoi delle piante di fragole per garantire loro un’esposizione ottimale alla luce naturale, integrandola con luce LED quando i livelli di luce solare sono più bassi nei mesi invernali. Un sistema di irrigazione e drenaggio continuo, infine, garantisce che la salute delle radici non sia mai compromessa.

                      Non solo: la serra ospita squadre di veri e propri robot che selezionano e raccolgono solo i frutti più maturi utilizzando sensori visivi, ma anche manipolazione fisica e cesoie robotiche. Illuminazione con luce UV viene invece erogata alle piantine nel corso della notte grazie ad appositi robot su binario: procedimento mirato a prevenire la formazione di muffa e garantire la salute del raccolto. Inoltre, invece di utilizzare pesticidi e insetticidi, specifici insetti vengono convogliati nella serra per combattere gli afidi durante tutto l’anno.

                      Dyson Farming

                      Sir James Dyson, fondatore dell’azienda Dyson e di Dyson Farming (Copyright: Dyson)

                      Le serre operano all’insegna della sostenibilità: accanto a uno dei digestori anaerobici, le fragole possono crescere tutto l’anno grazie a un sistema che trasforma i residui dei campi agricoli circostanti in energia. Il materiale vegetale viene scomposto da microrganismi che producono gas, alimentando un generatore capace di fornire elettricità sufficiente per circa 10 mila abitazioni e calore. Calore che, insieme alla CO2, viene convogliato nella serra per creare condizioni di crescita ottimali. Il digestato di scarto non viene sprecato, ma restituito ai terreni come fertilizzante organico, contribuendo ad aumentare la resa dei raccolti e chiudendo così un ciclo produttivo completamente sostenibile.

                      “Da ragazzo – afferma il fondatore James Dyson in un comunicato – ho lavorato nelle fattorie del Norfolk e, anche se non è proprio una cosa che ho nel sangue, col tempo è diventata una vera e propria passione. Oggi ho la fortuna di aver potuto investire 140 milioni di sterline in Dyson Farming, oltre al costo del terreno, per migliorarla. Vogliamo coltivare bene. È importante non solo produrre alimenti di alta qualità per il Regno Unito, ma farlo in armonia con l’ambiente. Coltivare – sottolinea – è un po’ come produrre: io sono un produttore e ho affrontato l’agricoltura da questo punto di vista. Credo che la Gran Bretagna debba coltivare il proprio cibo: è importante dal punto di vista della sicurezza alimentare e anche in termini di qualità”.

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