L'INFORMAZIONE PROFESSIONALE PER IL TRADE ORTOFRUTTICOLO

            L’ortofrutta riempie il carrello per 3,1 miliardi di euro. Al top IV gamma e surgelati

            La fotografia interattiva dei consumi 2016 nella Gdo pubblicata su Italiani.Coop ci dice che l’ortofrutta ha un ruolo rilevante nel carrello e ci mostra anche i nuovi trend e i prodotti ortofrutticoli più amati e quelli meno. A dominare la classifica delle vendite sono gli ortaggi di quarta gamma, che registrano una quota di 723,2 milioni di euro, seguono gli ortofrutticoli surgelati, con 631,4 milioni. Un dato che non stupisce. In entrambi i casi, infatti, parliamo di prodotti pronti al consumo o da cuocere in pochi minuti, in linea con le esigenze di un consumatore che ha sempre meno tempo da spendere in cucina. Al terzo posto della classifica dei consumi ortofrutticoli troviamo la frutta secca sgusciata, che registra vendite per 354 milioni di euro. Il frutto fresco più consumato? È la fragola (187,6 milioni di euro), mentre spiccano in fondo alla classifica i meloni (600 mila e 500 euro) e le angurie, che non arrivano a quota 20 mila euro

             

            di Carlotta Benini

             

            Nel 2016 gli italiani hanno acquistato 3,1 miliardi di euro di frutta e ortaggi

            Attenzione per il fresco, per la cura della casa e quella della persona. Poi bevande, ortofrutta e freddo, senza dimenticare però qualcosa per gli animali domestici. Ecco cosa mettono gli italiani nel carrello, secondo l’osservatorio Italiani.Coop, il portale che indaga sulla vita quotidiana e sugli stili di vita degli abitanti del Belpaese, curato dall’Ufficio Studi di Coop Italia. L’ultima pubblicazione interattiva lanciata sul portale è una tavola che racconta in modo dettagliato quello che i consumatori hanno acquistato nel 2016 nella grande distribuzione nazionale. Basta cliccare sull’immagine disponibile nella pagina del sito per aprire l’interactive in cui compaiono le varie voci di spesa con tutti i numeri delle vendite nella Gdo, elaborati sulla base di dati Nielsen.

             

            Cliccando sulla voce “ortofrutta”, si può vedere come questa categoria valga complessivamente 3,1 miliardi di euro, il 5,2% del totale del largo consumo confezionato. A riempire maggiormente il carrello degli italiani sono gli ortaggi, che rappresentano il 64% delle vendite della categoria ortofrutta, per un valore complessivo di 1,98 miliardi di euro. La frutta rappresenta il 36% delle vendite della categoria, per un valore economico di 1,1 miliardi di euro.

             

            Se guardiamo alla tipologia di prodotto, parlando di verdura a farla da padrone nel carrello degli italiani sono gli ortaggi di quarta gamma, in vetta alla classifica delle vendite con un valore di 723,2 milioni di euro. Seguono (in posizione nettamente inferiore) i prodotti di prima gamma, in ordine i pomodori (277,2 milioni di euro), le patate (267,5 milioni), le cipolle secche (107 milioni), le carote (97 milioni di euro), i funghi (65,6 milioni), gli aromi ed erbe frasche (63 milioni) e aglio (61,8 milioni).

             

            Poi c’è la quinta gamma, che vale 49,5 milioni di euro; seguono quindi i fagiolini (36,1 milioni), lattughe (32,6 milioni), cavoli (23,8 milioni) carciofi (19,3 milioni), peperoni (18,2 milioni), zucchine (15,6 milioni), verdure da foglia e da cuocere (14,5 milioni), indivia (13,9 milioni). Con vendite a scalare da 8 a 4 milioni di euro troviamo rucola, finocchi, ravanelli, cipolle fresche, verdure varie e altri vegetali. In coda alla classifica, con vendite inferiori ai 2 milioni di euro, troviamo infine zucche, radicchio, melanzane, cetrioli e cardi.

             

            Gli ortofrutticoli più consumati? Sul podio la quarta gamma, seguita dai surgelati e dalla frutta secca sgusciata

            Guardando alla frutta, il prodotto principe del comparto sono le fragole, le cui vendite si attestano a 187,6 milioni di euro, seguite a distanza ravvicinata da arance (175,4 milioni) e limoni (158,5 milioni). Poi troviamo le mele (114,3 milioni), a cui segue la voce “altra frutta monoprodotto”, per un valore di 85,1 milioni di euro. Proseguiamo nella classifica con le clementine (58,2 milioni), ciliegie (53,3 milioni), uva (43,1 milioni), kiwi (42,2 milioni), nettarine (34,7 milioni), albicocche (26,2 milioni) e pesche (24,9 milioni). A meta classifica spunta la frutta di IV gamma, le cui vendite valgono 21 milioni di euro. Seguono le pere (17,7 milioni), le banane (16 milioni), la frutta esotica (15,6 milioni) e le susine (15,5 milioni).

             

            A scalare da 8 a 4 milioni di euro troviamo rispettivamente castagne, frutta di quinta gamma e mandarini. Nelle ultime posizioni della classifica figurano i kaki (1,8 milioni di euro) e i fichi (1,1 milioni), quindi due agrumi come il pompelmo (817 mila euro) e il mapo (805 mila euro). Meloni e angurie sono in assoluto – e con un po’ di sorpresa – i prodotti meno venduti della categoria frutta: se i primi se la cavano con vendite per 600 mila euro, le angurie non arrivano nemmeno a quota 20 mila (17.474 euro il dato preciso).

             

            Risulta interessante, poi, osservare come gli italiani riempiano il carrello di prodotti ortofrutticoli surgelati: più veloci da preparare, non necessitano di essere puliti e lavati e per questo si adattano bene alle nuove esigenze di consumo. Nella categoria dei cibi surgelati, i vegetali naturali e frutta sono in assoluto la voce più venduta, per un valore di 631,4 milioni di euro, seguono al decimo posto i vegetali preparati surgelati (48,3 milioni).

             

            Fonte: Italiani.Coop su elaborazione dati Nielsen

            Anche la frutta secca ed essiccata, i legumi, i funghi secchi e le conserve sono una voce di spesa rilevante, come mostra la tabella qui sopra. In particolare si notino le performance della frutta secca sgusciata, che registra vendite per 354 milioni di euro, seguita da quella da sgusciare (172,8 milioni). Anche legumi e olive, entrambi con oltre 180 milioni di euro di vendite, sono prodotti che riempiono i carrelli degli italiani.

             

            Infine, spulciando fra le varie categorie analizzate dallo studio interattivo di Coop, diamo uno sguardo alle bevande a base di frutta: al top della categoria spiccano i nettari e simili (260 milioni di euro) e i succhi concentrati di frutta (dal 99% fino al 30%), con 217,7 milioni di euro di vendite. Le bevande 100% frutta sono sempre più diffuse e ricercate e si attestano a quota 107,7 milioni di euro, mentre quelle con una percentuale di frutta inferiore al 29% sono penultime in classifica, con vendite pari a 77 milioni di euro. Infine chiudono la categoria i frullati (6,8 milioni).

             

             

            Copyright: Fruitbook Magazine