Primo Sole torna in tv e le sue fragole conquistano anche Imma Tataranni
Da domenica 23 febbraio Op Primo Sole torna in tv con un product placement all’interno della celebre serie crime “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore”, in onda in prima serata su Rai 1 e con protagonista l’attrice Vanessa Scalera. Che sul set è un personaggio determinato e spigoloso… ma non può resistere alla dolcezza delle fragole Made in Lucania! Francesca Appio, CFO e responsabile comunicazione di Op Primo Sole, ci racconta questa nuova esperienza televisiva, quali prodotti vedremo sul piccolo schermo e come provare a rendere l’ortofrutta più attraente per il grande pubblico
di Carlotta Benini

Gli attori Massimiliano Gallo e Barbara Ronchi insieme a Francesca Appio e Ivan Agatiello di Op Primo Sole
È la sostituta procuratrice più famosa d’Italia: ironica e tagliente, empatica e intuitiva, determinata e inflessibile, nel lavoro come nella vita privata, dove si riflette tutto il suo carattere spigoloso. Il segreto del marito Pietro per addolcirla? Una scorta di fragole Made in Lucania! Quelle di Primo Sole, che da domenica 23 febbraio tornano in tv nella nuova stagione di “Imma Tataranni”, la celebre serie poliziesca ambientata a Matera e nei territori circostanti, dove ha sede anche la Op di Montescaglioso. Primo Sole aveva già partecipato nel 2021 alla fiction di Rai 1 con un placement di prodotto: ora torna sul piccolo schermo con la stessa formula, certa che investire in una comunicazione rivolta al grande pubblico sia strategico per un consolidamento della brand reputation e della brand awareness, ma soprattutto che possa essere uno stimolo per tutto il settore. “Perché l’ortofrutta non deve dimostrare di essere attraente, lo è già”, sottolinea Francesca Appio, CFO e responsabile comunicazione di Op Primo Sole, che ci racconta questa nuova esperienza televisiva e le strategie di comunicazione dell’azienda, che negli ultimi anni ha visto una crescita in Gdo e che ha chiuso il 2024 con un fatturato record.
Che riscontri avete avuto dopo avere partecipato per la prima volta, con i vostri prodotti, alla fiction Rai?
Se guardiamo indietro, oramai a quattro anni fa, la realtà della nostra Op era senza dubbio diversa rispetto a quella che siamo in grado di presentare oggi. La crescita di questi anni è stata costante e frutto di una sinergia di strategie produttive, commerciali e di comunicazione: difficile dire esattamente quanto un’attività come quella del placement nella fiction Imma Tataranni abbia inciso. Senza ombra di dubbio è stata una sorta di salto nel buio, guidato però dalla volontà di distinguersi, di sposare un progetto che raccontasse anche il nostro territorio – in linea con quella che è la nostra mission quotidiana -, di testimoniare al mercato che la qualità dei nostri prodotti merita una prima serata in Rai. Un “salto” che ci ha regalato molto in termini di reputazione e orgoglio da parte dei nostri conterranei e collaboratori, perché vedere una “piccola” azienda lucana sul piccolo schermo fa un certo effetto.
Ne ha guadagnato anche la brand awareness?
Certamente è cresciuta la riconoscibilità dei nostri brand, da parte del pubblico in primis, che attraverso i social ci ha raccontato di essere diventato un consumatore del nostro finocchio Dolce Lucano dopo averlo visto accanto al sostituto procuratore più celebre d’Italia, per arrivare agli addetti ai lavori, che durante gli eventi di settore si sono dimostrati incredibilmente interessati alle dinamiche che ci hanno portato a sposare il progetto Imma Tataranni.
Quali sono le motivazioni che vi hanno spinto a investire nuovamente in questo tipo di product placement?
Cerchiamo da sempre di raccontare la nostra realtà ed i nostri prodotti tentando un approccio più innovativo e focalizzato sul consumatore finale. Con la serie “Imma Tataranni” abbiamo pensato non solo di soddisfare questa esigenza, ma anche, come dicevo prima, di sottolineare un aspetto per noi fondamentale: il territorio. La serie è infatti ambientata nella città di Matera e nella sua provincia, che è uno dei principali areali delle nostre produzioni, nonché la “casa” del nostro opificio – a Montescaglioso. Abbiamo perciò guardato a questo progetto come a una possibilità: quella di ri-portare i nostri prodotti sul grande palco della Rai, ma anche di essere al fianco di una produzione televisiva tanto importante quanto densa della cultura delle nostre terre.
Quali prodotti vedremo in tv?
Questa nuova stagione vedrà Imma ed il suo team “portare” nelle case degli italiani il nostro finocchio Dolce Lucano, che già nella seconda stagione aveva deliziato Diana De Santis, il personaggio interpretato da Barbara Ronchi, innamorata degli estratti a base di finocchio, così come le nostre fragole Made in Lucania, che Pietro De Ruggeri, marito di Imma interpretato da Massimiliano Gallo, porta in tavola per addolcire il palato, ma anche l’umore della moglie.
E la nuova linea Greentose?
Purtroppo nel periodo delle riprese di questa nuova serie i prodotti a marchio Greentose, l’ultimo brand nato in casa Primo Sole e dedicato – nelle stagioni invernali – alla prima gamma evoluta delle brassiche, non erano ancora in produzione: per questo non vedremo le nostre super eroine dell’ortofrutta in questa serie, ma le vedremo presto protagoniste di una nuova entusiasmante avventura.
Il settore ortofrutticolo spesso fatica a emergere nella comunicazione mainstream. Quali strategie possono rendere l’ortofrutta più attraente per il grande pubblico?
In realtà la nostra Op ha un’idea ben precisa sul mondo della comunicazione, che parte però da un paradigma: l’ortofrutta non deve diventare attraente, piuttosto lo è già. Il vero scoglio è forse rendere questa sua bellezza “cool” e “pop”, ovvero apprezzata e approvata dalle persone, “virale” nel senso digitale del termine. Il mainstream, piuttosto che il web, sono degli strumenti e come tali funzionano se hanno dietro un’idea, una strategia, una condivisione e, non da meno, un impegno. Un product placement come quello che abbiamo realizzato con Rai 1 ci permette di “bussare” alla porta di milioni di italiani, ma una volta entrati nelle loro case abbiamo bisogno di essere riconoscibili e rintracciabili: per fare questo ci sforziamo quotidianamente di aggiornare i nostri siti e rendere interessanti le nostre vetrine, ovvero le nostre pagine social. Ogni prodotto che coltiviamo ha una sua storia: noi troviamo solo il modo di renderla a volte più accattivante, altre più genuina, altre ancora più desiderabile. E non da meno ci piace “metterci la faccia”: tutti noi del team Primo Sole siamo brand ambassador della nostra azienda. Ma, da solo, questo impegno non basta.

Diana De Santis, assistente e amica di Imma Tataranni, è innamorata degli estratti a base di Dolce Lucano
Cosa serve, oltre a una efficace comunicazione sui social?
Abbiamo anche bisogno di avere in reparto ortofrutta un packaging dal forte impatto estetico e che sia in linea con il nostro tone of voice. Dobbiamo mantenere una promessa, quella dell’assoluta qualità dei nostri prodotti: per fare questo ogni giorno i nostri produttori fanno il massimo per portare sulla tavola dei nostri consumatori la migliore ortofrutta di stagione. Come Op Primo Sole riteniamo che la comunicazione non sia un singolo colpo, un acuto, quanto piuttosto una strategia che interseca ogni ambito della nostra realtà aziendale e che necessita di una visione in grado di tenere insieme ognuno di questi elementi.
E poi c’è il coinvolgimento di influencer e blogger. Come è andata a questo proposito l’ultima esperienza televisiva a “L’Orto di Carlotta”?
Scovare il proprio target è fondamentale in tutti settori, forse in ortofrutta lo è ancora di più. Negli anni abbiamo capito che ogni nostro prodotto ha un’audience precisa, che a sua volta necessita di un determinato comunicatore. Dolce Lucano è un finocchio di fascia premium e come tale viene scelto da consumatori attenti alla qualità e alla sostenibilità, che vogliono conoscere la storia dietro il prodotto, e tendenzialmente si tratta di consumatori alto spendenti. Carlotta Perego, meglio conosciuta come Cucina Botanica, con il suo format L’Orto di Carlotta parla esattamente a quel tipo di pubblico, con la prerogativa di proporre una cucina interamente dedicata ai prodotti vegetali. La nostra collaborazione era ovviamente giusta per valorizzare entrambi i brand ed è stata strategicamente positiva, permettendo al nostro finocchio di approdare su una nuova rete ed intercettare un nuovo pubblico, quella di Food Network su Discovery+.
Gli sforzi che state facendo per smarcavi dalla comunicazione di settore, ripagano?
In termini commerciali è difficile trovare dei KPI che diano una risposta certa a questa domanda e forse è anche troppo presto: ogni investimento in comunicazione necessita di un tempo di applicazione, uno di conversione ed uno di analisi. Ad oggi possiamo testimoniare una crescita costante della nostra realtà aziendale e sempre più catene della Gdo interessate ai nostri prodotti, ma soprattutto ai nostri brand, in controcorrente rispetto alla strategia di MDD alla quale siamo abituati da un po’ di tempo, e questo forse proprio perché comunichiamo direttamente al consumatore finale. Inoltre Primo Sole è oggi una realtà riconosciuta e riconoscibile. Ce lo testimoniano gli eventi di settore – e non – in cui abbiamo l’occasione di incontrare professionisti del mercato ma anche consumatori: in entrambi i casi scopriamo persone aggiornate sulla nostra operatività, sintomo del fatto che rientrano in quella speciale categoria che oggi chiamiamo “follower”. Forse può sembrare poco, ma poco non è perché una community che si identifica nei nostri valori e nella nostra mission è sicuramente una potenziale e fidato consumatore… non ci resta che non deluderlo!
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