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            Si chiama Opera la newco diretta da Granata. Aldrovandi è il presidente

            pere
            18 soci, oltre 1.000 frutticoltori, 7.500 ettari a pere, più di 200 mila tonnellate prodotte, una capacità di lavorazione superiore alle 2.000 tonnellate al giorno e un fatturato che presumibilmente supererà i 200 milioni di euro. Sono questi i numeri di Opera, la newco delle pere diretta da Luca Granata. Il nome non è nuovo, così si chiama una delle cooperative aderenti, iper specializzata sulle pere Abate

             

            Dalla Redazione

             

            Opera costituzione

            Da sinistra Raffaele Drei, vice presidente Opera e presidente Agrintesa di Faenza (Ra); Atos Bortolotto vice presidente Opera e presidente dell’omonima cooperativa Opera di Ferrara; Adriano Aldrovandi, presidente Opera e presidente Fruit Modena Group di Campogalliano (Mo); Piero Emiliani, vice presidente Opera e presidente PATFrut di Monestirolo (Fe); Luigi Mazzoni, vice presidente Opera e consigliere Gruppo Mazzoni di Ferrara

            Mancava solo il nome, ora c’è anche quello: Opera. Grazie alla volontà di oltre 1.000 produttori di pere, alla lungimiranza di 18 importanti aziende che a vario titolo operano in questa filiera ed al grande lavoro di molte persone, in poco più di 5 mesi è stato possibile passare da un’idea iniziale alla costituzione ufficiale di Opera Sca, l’unica grande azienda del settore ortofrutticolo esclusivamente specializzata sulla pera. Oltre ad approvare lo Statuto, l’assemblea dei soci di Opera, ha anche provveduto a nominare come presidente Adriano Aldrovandi e come vice presidenti Atos Bortolotto, Piero Emiliani, Raffaele Drei e Luigi Mazzoni, tra i 22 consiglieri di amministrazione indicati. La direzione generale è stata invece affidata a Luca Granata.

             

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            Il consiglio di amministrazione di Opera ha condiviso l’organigramma proposto dal direttore, basato su circa 50 persone individuate tra i migliori talenti delle aziende socie che – pur restando alle dipendenze delle stesse – opereranno in out-sourcing parziale per la nuova azienda. Il Cda ha inoltre espresso apprezzamento per lo stato di avanzamento delle attività dei reparti vendite, logistica, information technology, marketing e amministrazione. Seppur appena nata, Opera, il cui marchio è stato messo a disposizione da una delle aziende costitutrici, può contare sulla pluridecennale esperienza dei suoi 18 soci nella produzione, conservazione, selezione, confezionamento e commercializzazione delle pere e quindi ha tutte le caratteristiche per diventare il partner ideale dei migliori distributori di pere in Italia e nel mondo, su tutti i canali distributivi.

             

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            Oltre alla qualità e quantità dei prodotti e dei servizi offerti – si legge in una nota – Opera potrà garantire ai propri clienti consistenti e costanti investimenti in ricerca – per esempio nel miglioramento continuo delle tecniche di coltivazione e stoccaggio – finalizzata a migliorare la eating experience delle persone che sceglieranno una pera Opera e un forte sostegno alla creazione della domanda, grazie ad un importante piano pluriennale di investimenti in comunicazione multimediale che si prefigge l’obiettivo di far diventare Opera la pera italiana più nota e più richiesta in Italia ed all’estero. Opera Sca – continua la nota – resterà fedele allo spirito inclusivo, generoso e di ampie vedute, nato per unire e non per dividere che l’ha caratterizzata fin dai primi momenti.

             

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