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Stop alle aperture domenicali, Eurospin a favore. Scatta la polemica in Gdo


Il vice premier Di Maio ha annunciato i giorni scorsi a Bari l’approvazione entro la fine dell’anno di una nuova legge che imporrà una drastica riduzione delle aperture domenicali e nei festivi per i centri commerciali, con delle turnazioni e l’orario che quindi non sarà più liberalizzato. Si accende il dibattito nel mondo della Gdo: la preoccupazione è per le ricadute negative sui consumi e sul Pil, nonché sui posti di lavoro. Conad si schiera per prima contro la proposta di legge. Eurospin, a sorpresa, in un redazionale sul Corriere della Sera annuncia la sua posizione a favore. Sul piede di guerra l’Ad di Conad Francesco Pugliese, gli fa da spalla l’Ad di Unes Mario Gasbarrino. Giuseppe Caprotti (ex Ad Esselunga) e Giorgio Santambrogio (Ad Végé) pongono la questione e-commerce: “Così facciamo un favore ad Amazon e company”

 

di Carlotta Benini

 

“Cara Eurospin, la legge oggi non prevede obbligo di apertura, sii coerente. Se questo è il tuo pensiero, chiudi la domenica… Molti negozio sono chiusi, anche punti vendita di Conad. Invece di scrivere, fai. Dimenticavo, smetti le aste al doppio ribasso per comprare prodotti agricoli: anche chi lavora in quel settore va rispettato”. La presa di posizione dell’insegna italiana leader del discount di fronte alla proposta del governo di limitare l’apertura degli esercizi commerciali nei giorni festivi è a dir poco inaccettabile secondo Francesco Pugliese. L’amministratore delegato di Conad – così come l’insegna di cui è alla guida – è stato fra i primi protagonisti della Gdo italiana a schierarsi contro un provvedimento che vorrebbe imporre lo stop all’apertura nei fine settimana e nei festivi ai centri commerciali, con turnazioni di orario (“resta aperto solo il 25% dei negozi, il resto chiude”, sono le parole del vice premier Di Maio ai microfoni di La 7, intervistato a L’Aria che tira). Un articolo di Ansa fa una sintesi del dibattito che ha visto negli ultimi giorni schierarsi il mondo politico, la Gdo e le associazioni di categoria.

 

Il provvedimento che vorrebbe applicare il Governo, replica Ancd Conad in una nota ufficiale. “riporta il Paese indietro di diversi anni, con ricadute negative sui consumi e sul Pil”. “Si stima che attualmente siano circa 19,5 milioni gli italiani che approfittano dei giorni festivi per fare acquisti, i quali verrebbero privati di un servizio di grande utilità. – continua Ancd Conad – A questi effetti va sommato l’impatto non certamente positivo che la misura avrebbe sugli occupati della Grande distribuzione organizzata, settore che attualmente vede impiegati circa 450 mila addetti, a cui vanno aggiunti quelli dell’indotto.

 

Il post su Facebook dell’Ad di Conad

Mentre l’Ad di Conad Francesco Pugliese combatte la sua battaglia sui social network e sui mezzi di comunicazione (è stato anche lui su La 7, a Omnibus) contro l’ipotesi di legge annunciata dal vice premier Di Maio, nel mondo della Gdo c’è anche chi – dal lato opposto – si schiera, come accennato poco fa, a favore del Governo. È il caso appunto di Eurospin, che ha comprato una pagina redazionale sul Corriere della Sera per parlare ai consumatori e rivelare la propria posizione favore delle eventuali chiusure domenicali.

 

“Non è nostra abitudine fare dichiarazioni pubbliche e non abbiamo preferenze politiche. – scrive Eurospin nel redazionale che si può leggere per intero sul sito dell’insegna – In questo caso, tuttavia, ci sembra importante prendere una posizione netta a favore della chiusura domenicale degli esercizi commerciali. Siamo coscienti che questo potrebbe comportare, nel breve periodo, un piccolo disagio per una parte dei nostri clienti, che oggi possono frequentare liberamente il loro Eurospin sette giorni su sette. D’altra parte chiudere la domenica si tradurrebbe anche in un danno economico per Eurospin. Ma siamo convinti che l’iniziale diminuzione delle vendite sarà presto compensata dall’apertura di nuovi negozi, che creeranno nuove opportunità di consumo e nuovi posti di lavoro, come è sempre stato in questi 25 anni di storia”.

“La migliore qualità della vita dei nostri 18 mila colleghi ci renderà a medio termine tutti più soddisfatti, la domenica è un giorno importante, tradizionalmente dedicato agli affetti, alla cura di sé e al riposo”, continua il discounter. E quindi rivolge ai propri clienti, e a tutti gli italiani che hanno letto l’articolo sul Corriere della Sera, un invito a comprendere e condividere la posizione assunta dall’azienda su questa spinosa questione. “Non è una battaglia che possiamo combattere da soli, – si legge in conclusione – non possiamo permetterci di essere gli unici a chiudere la domenica, ma possiamo far sentire la nostra voce a favore di una legge che valga per tutti”.

 

Il tweet dell’Ad di Unes

Non sono mancate le repliche nel mondo della grande distribuzione, con commenti pepati, non solo da parte dell’Ad di Conad. Eurospin, lo ricordiamo, solo un mese fa è finita nell’occhio del ciclone per il caso delle aste al doppio ribasso, sollevato da Internazionale (leggi qui). “Che tristezza! Parte la corsa ad approfittare delle chiusure domenicali per qualche piccolo tornaconto o per rifarsi il look? – scrive Mario Gasbarrino, ad di Unes, in un tweet – Non ho visto pagine pubblicitarie in cui si rivendicavano con orgoglio le aste al secondo ribasso, dove è stata colpevolizzata ingiustamente tutta Gdo”.

 

Tornando, in conclusione, alla questione dello stop alle aperure domenicali, c’è un altro tema con cui fare i conti, l’e-commerce: “mettere limitazioni al commercio mentre le vendite on-line vanno a gonfie vele sarebbe un handicap per l’intero settore”, evidenzia Federdistribuzione. “Si potrebbero perdere 14 mila posti di lavoro. Allora perché non chiudere anche ristoranti, alberghi e musei… Un favore ad Amazon!”, chiosa Giuseppe Caprotti, ex Ad di Esselunga, sulla sua pagina Facebook. Sulla stessa linea Giorgio Santambrogio, Ad del gruppo VéGé, che chiosa su Twitter: “Chiudiamo pure la domenica e i festivi, intanto l’e-commerce fa +13% e il dettaglio ‘fisico’ segna un meno 0,1%: un Governo che dice di volere una rivitalizzazione dei piccoli negozianti propone politiche che invece sono solo a favore esclusivo di Amazon e company: chapeau”. 

 

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