TuttoFood, l’edizione 2026 cresce del 30% con 123 mila presenze
TuttoFood, in agenda dall'11 al 14 maggio 2026 a Milano
TuttoFood, la rassegna del cibo che si è svolta a Milano dall’11 al 14 maggio, ha attratto 123.000 operatori, segnando un +30% rispetto all’edizione precedente. Significativa la presenza di operatori esteri con 27.000 professionisti provenienti in particolare da Europa, Asia e Americhe. TuttoFood è organizzato da Fiere di Parma ed è biennale: la prossima edizione sarà dall’8 all’11 maggio 2028. Si alterna con il Cibus di Parma in agenda dal 4 al 6 maggio 2027. Il ceo Antonio Cellie: “Milano come punto di riferimento per il sistema agroalimentare globale”. L’ortofrutta resta la ceneretola dei settori merceologici
Dalla Redazione
Se il successo di una fiera si può misurare dal numero di operatori che la frequentano, si può dire che il TuttoFood di Milano – “la fiera b2b di riferimento per l’intero sistema agroalimentare” – nell’edizione 2026 da poco conclusa, è stato un successo, dato che ha raccolto tra i suoi padiglioni 123 mila visitatori, con una crescita del 30% rispetto all’edizione precedente. 27.000 gli operatori provenienti dall’estero, a sottolinearne il carattere internazionale. Su circa 5 mila marchi presenti a TuttoFood 2026, tra collettive e stand individuali, circa 1.500 sono stati di espositori provenienti dall’estero. Sul settore ortofrutta c’è però ancora molto da lavorare, rappresenta ancora una cenerentola.
“Non un afflusso generico – ha commentato Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma -: buyer, importatori e giornalisti internazionali che hanno scelto Milano come punto di riferimento per il sistema agroalimentare globale. Grazie ai nostri espositori, che hanno investito con noi in un progetto molto ambizioso. Grazie ai visitatori, che con la loro presenza confermano una tesi: in un contesto di dazi, volatilità e ridefinizione delle rotte commerciali, la domanda globale di qualità certificata non si ferma. Il mercato premia i prodotti che parlano di identità, territorio, sicurezza. Il food ormai non compete più sul prezzo. Compete sul valore”.
A TUTTOFOOD IL CIBO SANO, SOSTENIBILE E ACCESSIBILE
Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma: “È stato un TuttoFood record a Milano grazie a un modello fieristico nato e cresciuto a Parma con Cibus. Negli anni abbiamo sviluppato specifiche competenze nella profilatura e gestione di top buyers nei diversi canali ai quali dal 2025 siamo in grado di offrire, ogni anno, un evento fieristico che diventa imperdibile per qualità e quantità dei prodotti esposti. Ora Tuttofood, che tornerà nel 2028, e dal 2027 in tutti gli anni dispari Cibus. L’obiettivo è costruire un dialogo e una piattaforma permanenti per discutere e costruire, tra tutti i soggetti, un futuro del cibo che sia sostenibile, sano ed accessibile”.
“Tutto questo attraverso eventi fieristici leggibili e immersivi per i visitatori professionali di tutto il mondo, privilegiando i prodotti di qualità e quelli legati ai territori non solo italiani. Così come a Cibus sono protagoniste le marche iconiche e le DOP alfieri del made in Italy. A TuttoFood abbiamo trovato sia i protagonisti internazionali dell’industria alimentare sia le indicazioni geografiche europee e non. Girando per i padiglioni di TuttoFood si percepiva chiaramente l’intenzione degli espositori, indipendente dalla loro provenienza o dimensione, di comunicare che il cibo non è solo merce con un valore economico ma progetto culturale in grado di garantire giustizia, sostenibilità e longevità condivisa”.
AGROALIMENTARE SOFT POWER PER L’INTERO MADE IN ITALY
Matteo Zoppas, presidente di ICE Agenzia: “Il 2025 ha confermato la forza strutturale dell’agroalimentare italiano con un export in crescita del 5% sull’anno precedente e un valore record di 72,5 miliardi nonostante un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e incertezze. Il riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio immateriale dell’Unesco – frutto anche dell’impegno del Governo e in particolare del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida – rafforza il posizionamento e il valore percepito del nostro agroalimentare funzionando da soft power per l’intero made in Italy”.
“Ci sono certamente criticità da affrontare: la crisi in Medio Oriente incide direttamente su costi energetici e delle materie prime e i dazi americani stanno producendo effetti tangibili con un -21,9% di export verso gli Stati Uniti nei primi due mesi del 2026. Il governo, soprattutto attraverso la diplomazia della crescita promossa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani che coordina l’azione del Sistema Italia, sta lavorando per aprire nuovi canali commerciali verso aree emergenti per consentire alle imprese italiane di conquistare nuovi mercati. Il ruolo di ICE è strategico: nel 2025 abbiamo supportato oltre 2.200 aziende italiane nel solo settore agroalimentare e coinvolto più di 2.000 operatori esteri in missioni in Italia“.
“A TuttoFood – conclude Matteo Zoppas – abbiamo portato oltre 200 operatori provenienti da 36 Paesi tra cui Arabia Saudita, Sud America, Canada, Cina, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Indonesia e Singapore. Nel 2026 abbiamo in programma 258 iniziative dedicate al Food &Wine tra cui azioni di e‑commerce, accordi con la grande distribuzione internazionale, partecipazione a fiere in Italia e all’estero. In un mondo che cambia rapidamente, ICE continua a essere un punto di riferimento per l’internazionalizzazione delle imprese italiane contribuendo a consolidare la crescita di un settore che rappresenta il 15% del Pil nazionale”.
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