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                      Usa, Albertsons porta Kroger in tribunale per la fusione “saltata” dopo lo stop dei giudici

                      Albertsons
                      In Usa il piano di fusione tra i due colossi Kroger e Albertsons – un’operazione da 24,6 miliardi di dollari – non conosce pace e appare oramai compromesso. Dopo una serie di impedimenti legali posti da giudici federali e dall’agenzia antitrust statunitense per il timore che la fusione rappresenti un pericolo per i consumatori Usa, ora è uno dei due contraenti – Albertsons – a intentare una causa contro l’altro – Kroger – accusato di non avere fatto abbastanza per raggiungere il perfezionamento dell’accordo che di fatto avrebbe segnato il più grande merger della storia della Gdo negli Stati Uniti. “Alla luce delle recenti decisioni dei tribunali federali e statali di bloccare la nostra proposta di fusione con Kroger – ha dichiarato il Ceo di Albertsons, Vivek Sankaran – abbiamo preso la difficile decisione di porre fine all’accordo di fusione”. Ma Kroger respinge le accuse al mittente: “ripetute violazioni a parte di Albertsons”

                      Di Massimiliano Lollis

                      Albertsons

                      Quello tra Kroger e Albertsons è “un matrimonio che non s’ha da fare”, per utilizzare un’espressione di manzoniana memoria. Dopo una serie di impedimenti legali negli ultimi mesi – tra i quali il blocco dello scorso luglio da parte di un giudice del Colorado (leggi qui) – negli scorsi giorni i giudici federali dell’Oregon e di Washington hanno bloccato la fusione, schierandosi così con la Federal Trade Commission, l’autorità che prima di tutti si era opposta al piano nella convenzione che l’accordo avrebbe eliminato la concorrenza e aumentato i prezzi per i consumatori americani.

                      Ora l’ennesima “tegola”: uno dei contraenti dell’accordo – Albertsonscita l’altro in tribunale e annuncia la scissione dell’accordo di fusione in seguito al fallimento dell’offerta.

                      Come riporta tra gli altri la Abc, ad annunciare la nuova mossa di Albertsons è stato il Ceo della catena, Vivek Sankaran: “Alla luce delle recenti decisioni dei tribunali federali e statali di bloccare la nostra proposta di fusione con Kroger – ha dichiarato – abbiamo preso la difficile decisione di porre fine all’accordo di fusione. Siamo profondamente delusi dalle decisioni dei tribunali”. Alla dichiarazione ha poi seguito l’annuncio dell’avvio di un’azione legale contro Kroger.

                      “Kroger – afferma l’azienda in un comunicato citato da Abc – ha violato intenzionalmente l’accordo di fusione in diversi modi, incluso il rifiutare ripetutamente la cessione delle attività necessarie per l’approvazione dell’antitrust, ignorando i commenti delle autorità di regolamentazione, rifiutando acquirenti più forti per la cessione e non collaborando con Albertsons”. Secondo Albertsons, Kroger non avrebbe intrapreso tutte le azioni possibili per assicurare l’approvazione normativa della transazione di fusione concordata dalle società, come era richiesto a Kroger in base ai termini dell’accordo di fusione tra le parti.

                      Da parte sua, Kroger ha respinto freddamente la causa, definendola “priva di fondamento” e anzi gioca al contro-attacco rispondendo con un comunicato sempre citato da Abc: “Kroger respinge queste accuse con la massima fermezza, soprattutto alla luce delle ripetute violazioni e interferenze materiali intenzionali di Albertsons durante tutto il processo di fusione, che dimostreremo in tribunale. Si tratta – sottolinea – chiaramente di un tentativo di sviare la responsabilità a seguito della notifica scritta di Kroger delle molteplici violazioni dell’accordo da parte di Albertsons e di chiedere il pagamento della break fee della fusione, a cui non hanno diritto. Kroger ha dichiarato che la società “non vede l’ora di rispondere in tribunale a queste affermazioni prive di fondamento”.

                      Kroger e Albertsons sono due colossi della Gdo statunitense: se la prima può vantare 2.800 negozi in 35 Stati, con insegne come Ralphs, Smith’s e Harris Teeter, la seconda gestisce 2.273 negozi in 34 stati, con insegne come Safeway, Jewel Osco e Shaw’s. Insieme, le due catene di alimentari hanno più di 700 mila dipendenti e operano quasi ovunque negli Stati Uniti.

                      Al blocco del merger da parte dei giudici federali, la Casa Bianca ha risposto con sollievo e netta soddisfazione per mezzo di un comunicato da parte di Jon Donenberg, vicedirettore del Consiglio economico nazionale del governo statunitense: “La fusione Kroger-Albertsons – ha dichiarato – sarebbe stata la più grande fusione di supermercati della storia, con un aumento dei prezzi dei generi alimentari per i consumatori e una riduzione dei salari per i lavoratori. La nostra amministrazione è orgogliosa di opporsi alle grandi fusioni aziendali che aumentano i prezzi, indeboliscono i lavoratori e danneggiano le piccole imprese”.

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